Avvincente e appassionante, il terzo romanzo della saga firmata da Tracy Wolff è come un giro sulle montagne russe
Mistero, magia, avventura. Gli appassionati di paranormal romance non si sono lasciati sfuggire la straordinaria serie di Crave ambientata in Alaska, definita il Twilight di questa generazione. Covet è il terzo romanzo dell’avvincente saga scritta da Tracy Wolff, tradotta da Anna Carbone e pubblicata da Sperling & Kupfer.

In libreria dall’inizio dell’anno Covet ha appassionato milioni di lettori che erano rimasti sulle spine in attesa di sapere cosa riservasse il destino a Grace e ai suoi amici.
Il terzo volume ha esordito nella classifica del New York Times confermando il grande successo della serie ormai bestseller. L’attesa per il quarto romanzo della saga non si farà attendere a lungo perché Court uscirà in libreria il prossimo 22 marzo e sicuramente riscontrerà lo stesso successo.
La storia
Grace è profondamente indecisa tra Jaxon e Hudson. I due fratelli vampiri, entrambi affascinanti quanto letali hanno caratteristiche comuni ma sono profondamente differenti. Jaxon è ombroso ma pronto a farsi scudo per Grace. Hudson è irriverente e disposto a lasciare che Grace testi la sua forza.
Questa volta però le questioni d’amore saranno messe da parte perché Grace dovrà affrontare altri problemi. Mentre cercherà di fare chiarezza sui suoi sentimenti e contemporaneamente comprendere la sua natura di gargoyle e i poteri che possiede, affronterà situazioni non semplici, con Cyrus, il re dei vampiri che l’ha presa di mira e si sta preparando a una guerra per la supremazia del mondo soprannaturale.
Grace, con l’aiuto dei suoi fedeli amici e alleati affronterà l’ennesima prova che metterà a rischio la sua vita e che la porrà di fronte a scelte importanti.
Turbinio di passione, avventura e mistero
Intraprendere la lettura di una saga come Crave significa liberare la mente dalla ricerca di una spiegazione logica e tuffarsi in una storia avventurosa che racconta di vampiri, draghi, lupi mannari, streghe e gargoyle.
Il piacere della lettura di un romanzo paranormale ben costruito come questo sta nella certezza che nulla viene lasciato al caso, dall’atmosfera musicale che accompagna tante pagine e situazioni alle storie complicate da gestire nonché da esplicare senza mai risultare banale. Nelle 700 pagine di Covet abbiamo la percezione di salire sulle montagne russe e non riuscire a scendere, tanta è la curiosità di sapere cosa potrà accadere, così come l’attenzione che si crea dietro ogni aspetto più intrinseco della storia. Ogni riga del romanzo è intrisa di particolari, aspettative e colpi di scena, tanto da catturare l’attenzione fino alla fine.
La scrittura di un romanzo complesso come questo, non stilisticamente ma sotto il profilo narrativo, ci dà la percezione del lavoro di fantasia dell’autrice e del viaggio oltre le percezioni sensoriali intrapreso insieme ai suoi lettori.

Entrare e uscire da un portale magico. Scoprire la città dei Giganti e poi ammirare un paesaggio spettacolare di sequoie colossali. Stringere tra le mani sassi che si trasformano in diamanti. Restare ammaliati da un ballo sorprendentemente mozzafiato a New York. Lasciarsi trasportare da racconti entusiasmanti sull’origine della magia, sulla nascita dei gargoyle, la sorgente della magia e scoprire l’armonia. Confondersi nel percorso e imbattersi in figure nuove e sconosciute, come la Megera e la manticora. Covet è tutto questo e molto altro ancora.
Un legame legato a un filo
Grace, Hudson e Jaxon. Al primo impatto non potrebbe che essere il più classico triangolo amoroso, antico quanto la notte dei tempi. Questo teoricamente. Sì, perché Tracy Wolff ci racconta una storia mai raccontata e nessun paragone calzerebbe a pennello per darci la dimensione del legame tra i tre.
Quanto può essere reale un sentimento deciso da una presenza più grande di noi? E quanto possiamo lasciarci conquistare da un legame che sentiamo e che improvvisamente si spezza? Un legame che in Grace è gestito nel suo essere da un filo colorato. «È un bel blu acceso e brilla. Anzi sprizza scintille in tutte le direzioni. È il nostro legame».
Un legame che Grace avverte caldo, forte e frenetico; lo vive e percepisce nella sua interezza, lasciandosi trasportare in ogni dinamica più improbabile che possiamo riuscire a immaginare.
Grace dovrà prendere decisioni essenziali, in grado di cambiare non solo la sua vita ma anche quella di chi le sta vicino. Il tutto collegato a scelte più grandi di lei ma che le hanno rivoluzionato la vita, mutando anche ciò che sentiva. Spezzare quel legame per salvare un’anima oppure scegliere di seguire i sentimenti per il proprio compagno?
Jaxon e Hudson
Se in Crave e Crush avevamo avuto una distinzione ben precisa dei due fratelli, principi vampiro, in Covet tutto viene stravolto, si rimescolano le carte in tavola e ci si tuffa in sentimenti sempre più coinvolgenti.
I vampiri di Tracy Wolff hanno un’anima? E quanto riescono a farsi coinvolgere dai sentimenti? Resterete stupefatti nel seguire le dinamiche di un mondo tanto irreale quanto coinvolgente, in un momento storico in cui abbiamo bisogno di distrazioni e tuffarci anche in un universo ignoto e ricco di fantasia.
In questo perfetto gioco di ruoli, Hudson e Jaxon sono i due ragazzi belli, forti, differenti l’uno dall’altro ma quanto mai complementari in caratteristiche non solo soprannaturali ma caratterialmente singolari e audaci. Un amore condiviso, spezzato, ricostruito, lasciato andare, mutato, sofferto. Jaxon e Hudson, in momenti diversi, raccontano la loro storia, fanno scelte importanti nel loro percorso e ottengono un obiettivo importante, provocano emozioni nel lettore.
Jaxon e Hudson così eterogenei e così uniti da un oggetto apparentemente semplice ma significativo che torna di nuovo prepotentemente anche in questo romanzo, Tuono, un cavallo di legno intagliato da Hudson per il fratello centocinquant’anni prima.
Hudson che è «essenza di zenzero e sandalo e mele acidule e croccanti» si contrappone a Jaxon, «acqua fresca e arancia». Intravediamo il legame e ci chiediamo: quanto è sentimento e quanto alchimia?
Jaxon è lacrime e forza ed è il ricordo dell’aurora boreale che danza in cielo. Hudson è la passione ardente di un amore intenso.
Tra le pagine
«In men che non si dica, gli arcobaleni spariscono ci ritroviamo in piedi in mezzo a una foresta di alberi giganteschi, con pozze di luce che fanno capolino tra i rami. In lontananza si scorge il Pacifico, che contribuisce a rendere il paesaggio ancora più surreale. Le sequoie, l’oceano e il sole che brilla così luminoso».
«Hudson propone di spostarci in un angolo vuoto, nel punto in cui si incontrano due vetrate affacciate sul fiume, allora lo spettacolo si fa davvero grandioso. Non soltanto i fuochi sono proprio sopra di noi, ma sono anche tutto intorno. Lampi rosso e viola, oro e verdi, rosa e bianchi, a più riprese. E poi, all’improvviso, si uniscono nuove luci, cerchi che si intrecciano ai lampi e si allineano per disegnare draghi giganti, corone fiamme ardenti».
«Una volta, molto tempo fa, la magia cantava nel vento che fischiava tra gli alberi. Giocava a rincorrersi con le onde che baciavano la spiaggia e danzava tra le fiamme che ardevano per far crescere la terra più ricca e ancora più generosa».
«Il potere richiede sempre un contrappeso. Non potete avere forza senza debolezza, bellezza senza bruttezza, amore senza odio».
L’autrice

Tracy Wolff è una scrittrice americana che vive nel Texas con la sua famiglia. Ex insegnante di inglese, Tracy ormai dedica tutto il suo tempo alla scrittura di storie romantiche dai tratti oscuri dove i protagonisti sono figure fantastiche che raccontano di mondi fantasiosi e coinvolgenti.
Alessandra Caputo













