Sant’Elpidio a Mare, la città che esalta e nobilita il Medioevo
Una piccola città dell’entroterra marchigiano, silenziosa e affascinante, con un centro storico protetto da mura medievali, fa da sfondo alla rievocazione storica più antica delle Marche. Sant’Elpidio a Mare, nel Fermano, la seconda domenica di agosto, da 70 anni, rivive la storia sulle proprie strade, con un sontuoso corteggio al passo cadenzato dei tamburi, accompagnati trionfalmente dalle note delle chiarine in una delle manifestazioni più longeve d’Italia, la Contesa del Secchio.
La vicenda storica
Si narra che nel tardo Medioevo, nel 1401, a Sant’Elpidio a Mare ci fosse un solo pozzo d’acqua. Ogni giorno intorno al pozzo le comari discutevano per chi dovesse attingere per primo all’acqua. Per mettere fine alle liti, il Capitano del Popolo e le magistrature del tempo decisero di organizzare una gara unica e avvincente.
Gioco del Pozzo
Ogni contrada della città avrebbe dovuto far partecipare una squadra con una palla di cuoio e stoppa, colorata con i simboli rionali. Il pozzo conteso sarebbe stato il bersaglio, la palla l’arma pacifica.
La squadra che avrebbe centrato più volte delle altre il pozzo, per un anno avrebbe dato diritto alle proprie donne di attingere l’acqua per prime.
Così nacque il Gioco del Pozzo, antesignano del basket, un girone all’italiana di sola andata fra le contrade San Giovanni, Sant’Elpidio, San Martino e Santa Maria.
La Contesa del Secchio
Dal 1953 la rievocazione storica, diversa da qualsiasi altra mai vista, per la ricerca minuziosa del particolare, per l’attento lavoro annuale degli elpidiensi e per l’incalzante ritmo e novità che ti lascia dentro, non ha mai conosciuto una pausa, neanche la pandemia ha fermato la macchina stacanovista della Contesa del Secchio per offrire ogni anno l’appuntamento che cittadini e tanti turisti attendono frementi.
È uno spettacolo suggestivo e coinvolgente vissuto in un clima entusiasmante. Si entra nel pieno dell’atmosfera sin dalla sera prima con la sontuosa “lettura del bando” che preannuncia quel che avverrà.
Città Medioevo

Sant’Elpidio a Mare ha puntato i riflettori sulla ricerca e l’esaltazione della propria storia. L’Ente Contesa, insieme alle Contrade e alle Delegazioni, nel corso degli anni ha sviluppato idee sotto diversi punti di vista per coinvolgere sempre di più gli spettatori. Da trent’anni, a fine luglio, si svolge Città Medioevo. Per tre giorni Sant’Elpidio a Mare fa un vero e proprio viaggio nel tempo e propone scorci incantevoli, scene di vita quotidiana in uno spettacolo itinerante e particolare.
Per scoprire qualcosa in più abbiamo incontrato Alessandra Gramigna, presidente dell’Ente Contesa del Secchio.
La Contesa del Secchio raggiunge un traguardo importante, i 70 anni. Come verranno celebrati?
«Nel periodo autunnale, fra ottobre e novembre organizzeremo una serie di incontri con personalità di rilievo, un nome su tutti, Alberto Angela. Sarà un’occasione per raccontare il periodo storico di riferimento della manifestazione, il Quattrocento, in rapporto con quello che facciamo oggi».

«L’idea è di realizzare incontri con la storia, con personaggi riconducibili sia all’immaginario collettivo che alla storia contemporanea. I 70 anni sono importanti ma in realtà il 75º sarà l’anno che ci farà festeggiare un traguardo che poche manifestazioni in Italia possono per ora vantare».
La Contesa del Secchio non si è fermata neanche di fronte al Covid
«Abbiamo voluto continuare, nonostante la pandemia. È andata bene, non ci sono stati contagi, siamo stati contenti. L’abbiamo fatto non tanto per la manifestazione, quanto perché porta con sé l’aggregazione della città. Mollare significava perdere il filo».
Non tutti fecero la vostra stessa scelta, attenendosi a norme anti contagio ben precise
«Ad aprile 2020 si fece una riunione con le manifestazioni di rilievo della Regione Marche, insieme ad Ascoli, Fermo e Servigliano. Abbiamo avuto una grande discussione con i sindaci delle altre città perché volevano interrompere qualsiasi rievocazione. Lo scorso anno abbiamo ricevuto i complimenti da parte di tutti per la nostra organizzazione e per non esserci fermati».
Negli ultimi due anni comunque sono state seguite procedure differenti rispetto agli anni precedenti

«Sì. Nel 2020 non ci fecero fare il corteo, nel 2021 abbiamo avuto la possibilità di far sfilare 250 persone, quest’anno si tornerà a pieno regime con il corteo storico composto da 1.000 figuranti che caratterizzano la manifestazione».
«Torna tutta l’organizzazione ordinaria, anche per quanto riguarda il gioco allo stadio Mandozzi».
Quali sono gli obiettivi per il futuro?
«Abbiamo fatto un percorso piuttosto tortuoso. Nel corso di questi decenni si è discusso sul fatto che la Contesa fosse organizzata da un ente privato, a differenza di altre città dove viene pianificata dal Comune.
Ci sono stati scontri con le amministrazioni, sono stata sempre titubante su questo argomento, per un motivo ben preciso».
«Tutta questa macchina si muove sul volontariato. Ogni cosa è svolta da soggetti che lo fanno puramente per passione. Nel momento in cui la gestione passa a un ente pubblico c’è per forza qualcuno che la gestisce dietro un compenso e altri dovrebbero continuare a fare i volontari. Questo andrebbe a incrinare il rapporto di collaborazione tra tutti, dal presidente in poi. Per compiere un ulteriore scatto di visibilità, e gestione di più ampio respiro, c’è necessità di avere un’organizzazione che contempli al suo interno il Comune in maniera preponderante».
Cosa si è prefissata?
«Quello che vorrei fare, prima di lasciare la presidenza, è costituire un’organizzazione che includa il Comune in maniera importante e che ci consenta di fare uno scatto sotto il profilo nazionale che oggi fatichiamo a ottenere».

«Siamo al massimo delle nostre forze. È un passaggio che bisogna fare, pur mantenendo intatto il volontariato che è fondamentale. Bisogna comprendere che abbiamo bisogno di un ente con le spalle coperte economicamente. Ho in mente un piano ma prima voglio realizzarlo e poi parlarne!».
Qual è il segreto della Contesa del Secchio?
«Nascono tante manifestazioni, alcune restano in piedi e altre no. Il Palio di Siena è l’unica ad essere una continuazione storica per eccellenza che si è fermata soltanto durante la pandemia e le due Guerre mondiali e si differenzia da rievocazione storica».
«Penso che la Contesa del Secchio si differenzi per la natura in sé della manifestazione. Quello che facciamo non è replicare i pali, avere la giostra del saraceno o la corsa dei cavalli».

«Il nostro è un gioco che coinvolge altre persone, giocatori che si allenano cinque mesi l’anno per poter partecipare. Oggi, rispetto a cinquant’anni fa, il gioco è cambiato sotto il profillo agonistico, abbiamo bisogno di persone allenate. Lo spettatore viene a vedere qualcosa di speciale che non troverà da nessun’altra parte. Il turista, attirato dal gioco antesignano del basket, arriva a Sant’Elpidio a Mare incuriosito e vive una giornata eccezionale».
La cura del particolare è una delle caratteristiche che vi differenzia
«Il corteo è composto da oltre mille personaggi in splendidi costumi medievali, risultato di un’accurata ricerca storica, quasi totalmente ispirati dai dipinti. C’è una ricostruzione e spettacolarizzazione della storia di alto livello. Abbiamo iniziato con i pittori del nostro territorio, come Carlo e Vittore Crivelli».
«Poi abbiamo alzato l’asticella, ispirandoci a pittori di fama internazionale, con la ripresa fedele del quadro dei Coniugi Arnolfini di Jan van Eyck. C’è lo studio di opere esposte in musei di fama internazionale. Il visitatore che conosce la storia dell’arte riconosce l’opera e può godere di un’oggettivazione nella realtà di ciò che ha visto in un quadro».
Gli sbandieratori e i musici del gruppo storico della Contesa del Secchio sono conosciuti a livello internazionale da tanti anni e hanno fatto tappa anche al Consiglio Europeo
«Dal 1980 abbiamo il gruppo storico internazionale degli sbandieratori e dei musici che al suo attivo ha 45 trasferte internazionali di cui una decina intercontinentali, compresi i vari Expo.
Siamo stati al Consiglio Europeo a Strasburgo dove hanno sfilato anche alcuni abiti creando notevole curiosità e interesse nei nostri confronti».
Era il giorno della festa della Repubblica e c’erano diversi ambasciatori del Mondo. Anche all’Expo di Shangai, oltre ai musici e sbandieratori abbiamo mostrato i nostri costumi. In Cina siamo riusciti a inaugurare il museo di Matteo Ricci e sono rimasti sbalorditi di fronte allo spettacolo d’effetto degli sbandieratori».
Alessandra Caputo
Foto © Ente Contesa del Secchio













