L’ascesa delle democrazie illiberali: una minaccia per i diritti umani

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1967
Democrazie illiberali

A settantaquattro anni dalla nascita della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sembra che ancora una volta siano stati gettati in una zona oscura della loro esistenza

 

Considerata l’ubiquità delle crisi globali negli ultimi decenni, non c’è da meravigliarsi perché i diritti umani siano un’urgenza in tutto il Mondo. Il concetto di diritti umani non è il prodotto dell’era moderna, in quanto le sue radici si sono sviluppate già a partire dalle precedenti tradizioni e culture. L’idea moderna è il risultato della combinazione di molti eventi storici come il Cilindro di Ciro del 539 a.C., la Magna Carta del 1215, la Petizione dei diritti del 1628, la Carta dei diritti inglese del 1689, la Dichiarazione francese sui diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, la Carta dei diritti degli Stati Uniti del 1791 e la Proclamazione di Emancipazione del 1863.

I diritti umani internazionali contemporanei si sono sviluppati dopo la prima e la seconda guerra mondiale. Le brutalità durante entrambe le guerre hanno causato la violazione di molti tipi di diritti umani e questo, alla fine, ha spinto l’opinione del Mondo facendone una preoccupazione universale.

Una conquista

Dalla fine dei conflitti le Nazioni Unite gli hanno promossi a livello globale. In passato, nessun Paese o comunità internazionale poteva interferire con le questioni interne degli altri Stati, per cui molte violazioni rimanevano impunite, anche se le nazioni erano coinvolte in crimini come il genocidio. Uno dei risultati più importanti dell’Onu è la creazione di un organismo internazionale (International Human Rights Law-IHRL) per proteggere i diritti umani in tutto il Mondo. I pilastri principali di questo organismo si sono formati sulla base della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR).

Nel 1948, l’Assemblea generale Onu ha adottato la Dichiarazione e da allora, simultaneamente con l’obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ha anche gradualmente ampliato la legislazione. La Carta comprende 30 articoli che proteggono vari diritti come i sociali ed economici, culturali, politici e civili. Fu ampiamente accettata dagli Stati occidentali mentre l’Unione Sovietica e i suoi alleati si astennero dal votare a suo favore. La concomitanza della sua emergenza con il periodo iniziale della Guerra Fredda causò un inconveniente per la promozione dei diritti umani in quel periodo.

Interdipendenza

La fine della Guerra Fredda ha portato prosperità e speranza per la protezione dei diritti umani poiché molte organizzazioni internazionali sono emerse dalle ceneri e hanno formato un nuovo ambiente in cui i diritti e la democrazia erano intrinsecamente connessi. Per essere più precisi, non tutti i tipi di democrazia, come quella liberale, sono custodi e promotori dei diritti umani. Un Paese può presentarsi come democratico, ma non necessariamente come una democrazia liberale. Contrariamente ad altre democrazie, la liberale si impegna a garantire i diritti umani contro il Governo, riconoscendo quelli di ogni individuo come diritto giuridico fondamentale e dimostrando che ogni essere umano ha pari e inviolabile dignità. Questa forte interdipendenza tra diritti umani e democrazia liberale indica l’essenzialità del ruolo di quest’ultima nella sopravvivenza del movimento.

Violazioni dei Paesi autocratici

Tuttavia, l’ascesa delle democrazie illiberali nel Mondo ha causato incertezza sul futuro dei diritti umani. Questi regimi autoritari daranno il loro consenso alle organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, di interferire nei loro affari interni e proteggere i diritti umani all’interno di questi Paesi?

A settantaquattro anni dalla nascita della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sembra che ancora una volta siano stati gettati in una zona oscura della loro esistenza. Ancora più importante, gli studiosi ritengono che la principale minaccia non siano le continue violazioni che hanno origine dai Paesi autocratici, ma quelle che hanno origine dal cuore della democrazia occidentale, come nel caso di molti Paesi in Europa che si sono mossi verso le democrazie illiberali, in cui certamente non c’è spazio per cose come i diritti umani. Secondo i dati di V-Dem, l’interdipendenza tra democrazia liberale e diritti umani è indiscutibile, più un Paese si muove verso di essa, più i diritti dei suoi cittadini sono protetti (vedi Fig. 1).

Democrazie illiberaliLa rapida tendenza all’autocratizzazione sembra piuttosto preoccupante, ma ancora di più lo è che molti Paesi con una ricca esperienza nelle democrazie liberali, improvvisamente sostengono istituzioni illiberali e partiti politici che palesemente non hanno nulla a che fare con il nucleo dell’identità democratica di queste Nazioni (vedi Tabella 1).

Mancata tutela

L’attuale minaccia alla democrazia liberale e alle organizzazioni internazionali ha origine da diversi fatti; il nemico principale e più vigoroso è il populismo. La sua ascesa è legata a vari eventi e fenomeni complessi, ma molti studiosi l’hanno connessa all’era dell’11 Settembre che ha prodotto così tanto odio e paura nei confronti delle minoranze e degli stranieri, che sono il carburante più adatto per i movimenti in tutto il Mondo. La nuova generazione populista sostiene che la questione dei diritti umani possa ostacolare la volontà della maggioranza. Le voci del populismo si affiancano a quelle dell’intolleranza, i leader populisti spesso incolpano i rifugiati, gli immigrati e le minoranze per le crisi interne pur di non addossare la colpa su se stessi. Ma se queste voci prevalessero su quella del liberalismo, i diritti umani internazionali entrerebbero in un’era oscura e miserabile.

Questi leader, sia direttamente che indirettamente, hanno violato i principi fondamentali dell’uguaglianza e della dignità umana. La cosa più interessante è che, in nome della volontà della maggioranza e del meglio per il Paese, hanno conquistato i ruoli più cruciali all’interno dei Governi, quando in realtà la maggior parte dei loro atti non sono diversi da quelli di un dittatore o dei leaders autoritari. Laddove in un Paese esista una forte autorità populista, le organizzazioni internazionali non avrebbero spazio per adempiere al proprio impegno di tutela dei diritti umani. La maggior parte delle organizzazioni internazionali vengono represse dal populismo, che non accetta alcuna interferenza esterna nei propri affari interni.

Collaborazione

È evidente che la sopravvivenza della tutela dei diritti umani è nelle mani, in primo luogo, della democrazia liberale che è l’unica forza rimasta per contrastare le illiberali; in secondo luogo, delle organizzazioni internazionali, comprese le intergovernative e non governative, di recuperare la propria legittimità ed essere più collaborative nella promozione dei diritti umani in tutto il Mondo, indipendentemente dalle sfide lanciate dalle democrazie illiberali.

 

Hatam Ansari

Foto © Ilformat.info

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