Nato 2024: Beyond the 75th Anniversary

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Stimati leaders, politici ed esperti da tutto il Mondo si sono riuniti per discutere il futuro dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico

L’8 luglio 2024, presso la sede del Casd (Centro alti studi per la difesa) Palazzo Salviati a Roma, si è svolta la conferenza di alto livello “Nato 2024: oltre il 75° Anniversario“. Il Convegno è stato organizzato dalla Fondazione Nato Defense College e dal Casd in collaborazione con la Hanns-Seidel-Stiftung e la Fondazione Compagnia di San Paolo. Stimati leaders, politici ed esperti da tutto il Mondo si sono riuniti per discutere il futuro dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico che è entrata nel suo 76° anno di vita, affrontando contemporaneamente anche sfide esogene ed endogene, in particolare la guerra russo-ucraina che ha messo a dura prova la forza e la stabilità di questa Organizzazione.

Riflessione su storia, successi e futuro

Il convegno si è aperto con il discorso e i saluti di Giacinto Ottaviani, presidente del Centro alti studi per la difesa; Alessandro MinutoRizzo, presidente della Fondazione Nato Defense College; Max A.L.T. Nielsen, comandante del Collegio di Difesa della Nato; Silke Schmitt, Project Leader della Hanns-Seidel-Stiftung. Tutti hanno evidenziato i risultati conseguiti dall’organizzazione negli ultimi 75 anni e hanno posto le basi per le discussioni sui futuri cambiamenti strategici e politici, nonché sul rafforzamento dei partenariati nel Mediterraneo meridionale. I dibattiti delle due diverse sessioni hanno esaminato e analizzato temi quali le sfide politiche e strategiche, l’innovazione della difesa, le minacce alla sicurezza globale, il rafforzamento dei partenariati nella Regione meridionale (dialogo Mediterraneo e iniziativa di cooperazione di Istanbul) e il ruolo della Nato nella promozione della pace e della stabilità.

Affrontare i cambiamenti futuri: sfide politiche e strategiche

La prima sessione è iniziata con tre proposizioni notevoli e ponderate formulate da Thomas Erndl, vicepresidente della Commissione per gli Affari Esteri del Bundestag, “Leadership, Impegno e Volontà Politica”. Ha sostenuto che escludere l’Ucraina dall’adesione alla Nato non è fattibile, poiché metterebbe a repentaglio la stabilità dell’intera organizzazione. Un’altra questione al centro del dibattito è stata l’idea di un’autonomia strategica europea attraverso la costruzione di una maggiore cooperazione in materia di difesa, che non si basi moltissimo sul ruolo e sulla posizione degli Stati Uniti.

L’europeizzazione della Nato è stata un’altra questione controversa sollevata da Amélie Zima, responsabile del programma di sicurezza europea e transatlantica, la quale ritiene che l’Europa dovrebbe avere un ruolo più influente e più forte all’interno del sistema. Mentre Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, ha menzionato anche il problema della comunanza d’intenti del sistema dell’Organizzazione tra i Paesi membri, che egli ritiene sia oggi completamente perduta e dovrebbe essere recuperata per un migliore funzionamento dell’organizzazione.

Relazioni e partenariato strategico

La seconda sessione si è concentrata principalmente sul rafforzamento dei partenariati nel Sud mentre l’Europa sta affrontando nuove sfide dall’Africa occidentale al NatoGolfo e anche oltre. La discussione è iniziata con un argomento importante evidenziato da Ahmed Masadeh, ex generale della Sicurezza dell’Unione per il Mediterraneo, il quale ha sostenuto che la Nato ha perso la sua narrativa originale. Ha proseguito ricordando a tutti l’Articolo uno del Trattato Nord Atlantico del 1949 (l’impegno dei Paesi membri a risolvere con mezzi pacifici le controversie internazionali nelle quali possono essere coinvolti, in modo tale che la pace, la sicurezza e la giustizia internazionale non siano in pericolo).

La narrativa dell’Alleanza, che coincide con quella occidentale, le norme per proteggere i diritti umani e la dignità, i diritti alla vita e alla libertà, sono tutti trascurati dagli Stati occidentali e dalla Nato con gli eventi accaduti negli ultimi 10 mesi in tutto il Mondo, in particolare a Gaza. Masa’deh ha sollevato una questione molto ponderata, che molte élites occidentali non vogliono prendere in considerazione: “Cosa resta del sistema di valori universale creato e sostenuto dal Nord e dall’Occidente?”. Mi permetto di riformulare la domanda in: “Cosa resta del sistema democratico universale creato e sostenuto dai Paesi occidentali per promuovere la pace, la sicurezza e i diritti umani in tutto il Mondo?”.

I relatori hanno analizzato ed esaminato l’importanza di rafforzare le relazioni, come con l’iniziativa di cooperazione di Istanbul e le Organizzazioni internazionali, evidenziando le iniziative di sensibilizzazione e cooperazione della Nato. Inoltre è emerso il problema del processo troppo complesso e molto lento di allargamento e di adesione di nuovi membri.

Conclusione

La conferenza si è chiusa con le osservazioni conclusive di figure di spicco, tra cui Charles Kupchan, Senior Fellow, Council on Foreign Relations, Washington DC; Giulio Tremonti, presidente della Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati, Roma; Alessandro Politi, direttore della Fondazione Nato Defense College. Tutti hanno sintetizzato le principali intuizioni e temi discussi nel corso della giornata, sottolineando la necessità di una nuova visione per l’Alleanza e l’adattamento alle nuove sfide emergenti come l’Intelligenza artificiale, proponendo anche un’agenda lungimirante per garantire che la Nato rimanga un pilastro fondamentale nel mantenimento della pace e della sicurezza globali.

Nel complesso, la conferenza “Nato 2024: oltre il 75° anniversario” è servita da piattaforma per un dialogo ponderato e un pensiero strategico, riaffermando l’impegno a rafforzare i legami transatlantici e a promuovere sicurezza e prosperità in un mondo in continua evoluzione. Un evento fondamentale che ha commemorato con successo la ricca storia dell’Organizzazione, affrontando al tempo stesso le complessità del moderno ambiente geopolitico. Promuovendo il dialogo tra le principali parti interessate e stabilendo una direzione strategica per il futuro, la conferenza ha sottolineato la perdurante importanza della Nato e il suo ruolo centrale nell’affrontare un Mondo sempre più complesso.

Come ha affermato il generale Camporini durante la prima sessione sulla necessità di recuperare la comunanza d’intenti tra i Paesi europei membri della Nato, credo che la soluzione per affrontare le sfide dell’Occidente sia ritrovare l’originalità del sistema democratico, che poneva i principi democratici al di sopra di ogni altra norma e principio. Solo così, ancora una volta, potrà riconquistare la sua forza e legittimità agli occhi del Mondo.

 

Hatam Ansari

Foto © Altrenotizie, Hatam Ansari, Eurocomunicazione

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