Visioni oniriche a Pesaro Capitale della Cultura italiana 2024
Se Pier Paolo Pasolini teorizzò la poesia nel cinema agli inizi degli anni Sessanta proprio a Pesaro nelle prime edizioni della Mostra del Nuovo Cinema, rivoluzionando le teoriche marxiste e fenomenologiche, un grande regista romagnolo Federico Fellini ha svolto una nuova rivoluzione nel linguaggio filmico e poetico, introducendo il sogno, termini junghiani, superando la disciplina freudiana e positivistica. Il sogno poetico è stato il tema centrale di un importante convegno svoltosi a Pesaro nella sala Rossa promosso dai Caffè letterari italiani ed europei diretti dal prof. Antonio Lera, psicoterapeuta e poeta. Dietro vi sono dei valori archetipici il ricordo è illusione e il poeta – regista Fellini compie un viaggio – nostos, che è anche nostalgia, emersa in tante voci poetiche sia nel convegno pesarese che in altre manifestazioni durante quest’anno di Pesaro Capitale della Cultura italiana 2024.
Se Antonio Lera con le sue due raccolte di poesie “Quando i poeti tacciono: cuore neroazzurro“, crea una metafora calcistica per riflettere sulla poesia dei nostri giorni, in “Tra l’essere e l’apparire“, svolge una profonda auto analisi dell’io poetico nel riflesso di una contemporaneità sfaccettata e contradditoria. Questa raccolta crea le basi di un linguaggio aulico atemporale adatto a tutte le epoche, che fa intravedere percorsi non solo poetici da tempo cercati, ma soprattutto terapeutici. La ricerca della metafora oscilla tra l’Essere e l’Apparire disvelando un mondo di complessità e semplicità allo stesso tempo e dove i contrasti esistenziali tengono insieme sguardi muti e cuori galoppanti, respiri ansimanti e fresche carezze.
Pensieri e immagini
La ricerca poetica di Marco Carrer “Strano amore“, si compone e giustappone la sua intima visione del concetto di amore, sviscerandolo in tutti i suoi aspetti e recondite
sfaccettature interiori. Un’antologia tematica del ballerino classico e poeta dove il sentimento più intenso del vivere umano viene contestualizzato e versificato in coreografie di pensieri e immagini che colgono il lettore impreparato e lo stupiscono ad ogni rima sospinta. L’autore fa parte della new generation poetica e ci presenta scenari e sceneggiature che si aggettano al nostro cuore addolcendolo e ferendolo. La lunghezza d’onda che trasforma semplici parole in versi sublimi è il comun denominatore di ognuno dei brani dipinti dal poeta e ne rappresenta il trait d’union ritmico che ci accompagna durante la lettura.
Il contenuto poetico, quel fil rouge che rende riconoscibile l’impronta poetica indipendentemente dal sistema di linguaggio o contenitore adottato, che travolge per l’innato talento di Carrer oggi riscoperto e rivivificato nel comporre pentagrammi poetici.
“Il lucchetto” di Franca Maroni
“La memoria irrompe nella casa e nelle stanze del passato per riordinare e catalogare un vissuto che si compone e gravita attorno alle figure genitoriali. Un tessuto sensoriale di immagini, parole, suoni e odori dispiegati negli anni, che denuda e definisce un tempo fluido e cocente. Immagini di luoghi, voci chiassose di bimbi, la cicia, epiteto affettuoso, testa a vento, apostrofo del padre alla bambina curiosa, profumi di pasqua e l’odoroso Corriere dei Piccoli. Poesia come specchio che si cala nel profondo pozzo dell’anima per scoprirne i segreti”. Franca Maroni, giornalista e sociologa, ha da tempo intrapreso la vocazione letteraria e in particolare poetica. Con “Il lucchetto” costruisce una metafora della bambina che fa da cerniera tra il cardine paterno e materno con fierezza e gioia. Sono versi variamente ritmati dal respiro che si rincorrono, si abbracciano e si sciolgono, in un canto che è di nostalgia e di amore.
Le poesie d’amore di Bruno Mohorovich
Un poeta dell’amore, della speranza, del sogno, del rispetto per la donna. Legato alla Città di Pesaro per averci trascorso gli anni della scuola e della giovinezza, è un vero romantico e
proprio nel suo libro di poesie “Parlerò di te”, si trova una delicatezza che va a braccetto con perenni rimandi alla natura. Ma oltre che poeta è anche l’instancabile curatore delle sezioni poetiche della casa editrice Bertoni di cui Jean Luc è anche poeta. Fra quelli scoperti da Bruno Mohorovich vi è Paolo Montanari, giornalista, autore e critico letterario. “Da tempo tenevo timidamente in un cassetto fogli sparsi di versi occasionali e istintivi scritti nel tempo. Bruno mi ha spronato a tirarli fuori e oggi vengono pubblicati nelle antologie poetiche della Bertoni editore, nelle agende poetiche e presto nella raccolta poetica “Anime illusorie”. Propongo una poesia che uscirà nella Agenda poetica 2025
Cos’è l’uomo senza libertà
Il cuore del poeta è pieno di amarezze
perché vive in un mondo senza libertà.
Ultimo saluto ad un mondo pieno di guerre e utopie
Solo i sogni dei poeti sorvolano la distruzione .
“Come posso offrirti il mio cuore se non è mio”.
Lo sguardo poetico di Franco Zizola
Nei concorsi letterari si possono incontrare persone inimmaginabili e belle, dove il respiro culturale è autentico. È il caso di Silvana Leggerini e della figlia Cecilia editor di un libro in
cui la lettura dei grandi poeti diviene una nuova poesia. Mi riferisco a Franco Zizola, che nel suo romanzo Premio Cattolica 2023 “Ruber Palus Palo Rosso” ha scritto: “I poeti soccorrono sempre, ragazzi, confortano l’umana vita i poeti, guai, guai, se non ci fossero i visionari sogni dei poeti”. Zizola è stato un docente di letteratura italiana, che in questa scuola non sempre all’altezza dei valori culturali e dell’educazione, è divenuto un mecenate e divulgatore della poesia tra i banchi di scuola. Nel bel volume legge Leopardi, Ungaretti, Montale e Quasimodo, che verrà presentato quest’autunno a Pesaro, si ritrovano varie riflessioni sulla letteratura.
Daneel Olivia Trevize
Foto © Cronache Marche, Amazon, Altro Giornale Marche, Tribuna di treviso













