La Farnesina condanna la visita di Erdoğan a Cipro

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Cipro

Nei giorni scorsi il presidente turco ha inviato un messaggio di consolidamento politico e militare nei territori occupati

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha inviato un messaggio di consolidamento politico e militare nei territori occupati di Cipro, durante la cerimonia di premiazione del Teknofest nei Territori Occupati.

Parlando con tono nazionalista e facendo riferimento alla superiorità tecnologica della Turchia, ha ribadito la posizione secondo cui la Turchia e i turco-ciprioti sono i “legittimi proprietari” della parte settentrionale di Cipro e ha promesso che la loro presenza nella Regione continuerà “per molti secoli”.

«Questa non è solo una celebrazione, è un passo decisivo verso il futuro comune di una Nazione e di due Stati con un solo cuore», ha dichiarato, aggiungendo: «Noi, la Nazione turca e i turco-ciprioti, siamo i proprietari di questa terra. Chi non lo sa, deve scoprirlo. Chi non l’ha sentito, dovrebbe sentirlo».

Erdoğan rivendica il primato negli armamenti

Il presidente turco ha fatto ampio riferimento alla presenza militare e tecnologica del suo Paese, elencando i moderni sistemi d’arma che portano con orgoglio, come ha spiegato, la bandiera turca: i droni Bayraktar Kızılelma e Anka-3, il nuovo caccia Kaan, gli aerei da addestramento e offensivi Hürjet e Hürkuş, l’elicottero Atak-2 e la nave anfibia Tcg Anadolu.

«Ora siamo tra i primi tre Paesi al Mondo nella tecnologia dei droni. Continueremo a lavorare con lo stesso entusiasmo e determinazione. Con la fiducia che ci date, costruiremo una Turchia molto più forte e una Repubblica Turca di Cipro del Nord molto più prospera».

Erdoğan ha ribadito di essere pronto a difendere i Territori Occupati “anche a costo della vita”, onorando, come ha detto, i soldati e gli eroi del passato: «Questa terra è l’eredità dei nostri martiri. Ecco le nostre impronte, le nostre opere, i nostri ricordi indelebili».

Le opere turche a Cipro Nord

Ha anche fatto riferimento agli investimenti infrastrutturali che Ankara sta pianificando nei Territori Occupati, sottolineando che dopo il trasporto dell’acqua attraverso un gasdotto sottomarino, l’interconnessione elettrica è imminente: «Porteremo Ciproanche l’elettricità. Coloro che hanno imparato al buio avranno paura della luce», ha detto sprezzante, commentando criticamente coloro che reagiscono alla presenza della Turchia a Cipro.

In conclusione, ha descritto la cosiddetta “Repubblica turca di Cipro del Nord” di Ankara come un «centro di multiculturalismo, tolleranza e pace», avvertendo che a nessuno sarà permesso di «minare questo clima».

La Farnesina condanna la visita illegale di Erdoğan

Il carattere che si è tentato di dare alla visita illegale del presidente turco è pienamente correlato alla esacerbazione della retorica turca su unasoluzione a due Stati“, rivelando allo stesso tempo le intenzioni della Turchia per il pieno controllo delle aree occupate di Cipro, ha scritto il ministero degli Esteri cipriota in un comunicato.

Il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) italiano ha condannato il passaggio illegale del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e di altri funzionari turchi nei territori occupati al fine di lanciare un progetto “che evidenzia e promuove l’entità separatista, in violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite“.

La visita fa seguito alle recenti dichiarazioni di Tatar sull’aspettativa di ulteriori azioni per promuovere lo pseudo-Stato, nonché agli sforzi di Ankara per imporre la sua volontà ai turco-ciprioti su questioni relative all’identità culturale della comunità turco-cipriota, come evidenziato dallo sforzo di introdurre il velo nelle scuole.

I punti evidenziati dal Maeci

“Si aggiunge alle continue violazioni contro la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Repubblica di Cipro da cinquantuno anni, che la comunità internazionale ha condannato”, sottolinea la Farnesina.

Rileva che “in un momento di intenso fermento con l’obiettivo di creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite e il raggiungimento di una soluzione al problema di Cipro sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza, nonché la nomina di ieri di Maria Angela Olgin Queyar, a inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite per la questione di Cipro, tali azioni e posizioni minano l’intero sforzo per progredire verso negoziati significativi, e sono un disprezzo del diritto internazionale e delle Nazioni Unite”.

Il Governo, conclude il Maeci, “rimane impegnato nell’obiettivo finale della riunificazione, sulla base del quadro concordato delle Nazioni Unite, e nella salvaguardia degli interessi ben compresi di tutti i ciprioti, in una patria libera da occupazioni e riunificata, membro dell’Ue“.

Christodoulides: «La realtà è che c’è stata un’occupazione illegale per 50 anni»

«La realtà è che c’è stata un’occupazione illegale a Cipro per 50 anni», ha affermato il presidente cipriota Nikos Christodoulides in una dichiarazione ai giornalisti a margine di un evento a Kyperounta, commentando i riferimenti di Erdogan alla “realtà”, mentre in un altro punto delle sue dichiarazioni, Christodoulides ha sostenuto che la stragrande maggioranza sostiene le politiche seguite dal Governo.

Ha anche fatto riferimento all’importante ruolo che la Repubblica di Cipro può svolgere, al fine di riunire i suoi vicini dove ci sono differenze tra loro. Nelle dichiarazioni ai giornalisti, Christodoulides, quando gli è stato chiesto della visita del presidente turco nelle aree occupate, ha commentato che «ciò che spicca dalla visita di Erdoğan nelle aree occupate è la forte reazione da parte dei nostri compatrioti turcociprioti».

La risposta di Atene

«In un momento in cui il segretario generale delle Nazioni Unite sta compiendo uno sforzo significativo sulla questione cipriota, con la ripresa delle discussioni informali e la nomina di Maria Angela Olegin Quéyar come inviata personale, qualsiasi azione per formalizzare il fatto compiuto nei territori occupati costituisce uno sviluppo estremamente negativo», sottolineano fonti diplomatiche greche.

Infine, chiariscono che «il perseguimento costante rimane la riunificazione di Cipro all’interno del quadro concordato delle Nazioni Unite, a beneficio di tutti i ciprioti, nonché della pace e della sicurezza internazionale».

Condanna anche da parte della principale forza di opposizione greca

«La visita del presidente turco Erdoğan nei Territori Occupati e le sue dichiarazioni provocatorie confermano l’intransigenza e la metodicità con cui il Governo turco chiede la spartizione dell’isola e il riconoscimento dello pseudo-Stato», ha commentato Dimitris Mantzos, capo della commissione Affari esteri del Pasok-Movimento per il Cambiamento, a proposito delle dichiarazioni di Erdoğan nei Territori Occupati.

Il capo del settore Pasok-Kinal ha sottolineato che «l’unica realtà riconosciuta dalla comunità internazionale è l’occupazione militare illegale di una parte della Repubblica di Cipro a seguito dell’invasione turca del 1974 e la necessità storica di una soluzione giusta e sostenibile alla questione cipriota in applicazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite».

 

George Labrinopoulos

Foto © Euronews, Daily Sabah, Roya News

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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