Racconti dal sottosuolo

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La narrativa breve come mezzo per scardinare la disattenzione del nostro tempo, per scandagliare a fondo la contemporaneità

Origina da un inedito a firma Mario Grasso l’antologia dal titolo Racconti da un altro domani (Prova d’autore 2024), interessante silloge ispirata al mezzo di trasporto principe delle nostre Città, quella metropolitana che diviene crogiolo di varia umanità, specchio delle dinamiche societarie e immaginario veicolo di viaggio infero nei meandri della coscienza e della memoria. Presentato il 3 giugno scorso da alcuni degli autori coinvolti presso il Caffè Letterario Horafelix, il volume aspira indagare la nostra contemporaneità nelle sue innumerevoli sfaccettature.

La fortuna e il destino

Un breve scritto trovato negli appunti di Mario Grasso, poeta, scrittore, saggista, critico e giornalista siciliano la cui scomparsa risale al 2022, materializza la fortuna nelle effimere apparizioni numeriche sui mezzi pubblici, nelle suggestioni che la loro frequentazione arriva ad evocare. Partendo da qui la vedova ed editrice Nives Levan ha lanciato l’idea, subito raccolta da un coraggioso manipolo di autori e concretizzatasi alla fine dello scorso anno.

Il progetto

Venticinque racconti brevi, focalizzati sul medesimo tema eppure capaci di variegati riverberi, venticinque autori più o meno noti snocciolati sulla copertina come altrettante fermate di un’immaginaria linea metropolitana dalle risonanze letterarie. Un segnale inviato alla nostra società, nella quale sempre meno libri compaiono fra le mani dei frequentatori dei vagoni, impegnati sugli schermi degli onnipresenti telefonini. Un’umanità abbrutita, cieca e sorda al richiamo disperato della cultura. Anche di questo si è parlato in occasione della presentazione al pubblico, delle librerie supermarket, del libro umiliato e ridotto a semplice prodotto di consumo da chi non ha interesse a diffondere sapere, ma aspira unicamente al guadagno facile. In quest’ottica, ben vengano le piccole case editrici. Il loro sforzo quotidiano è un segnale importante in un mondo sempre più superficiale e preda delle mode effimere.

La geografia del sottosuolo

Le narrazioni si muovono nelle viscere di Città dove la linea metropolitana rappresenta la storia stessa del tessuto urbano, come quelle di Londra, Parigi e New York. Suggestioni filmiche e letterarie solcano le pagine del libro, popolando l’immaginario del lettore. Riguardo le terre italiche, ci muoviamo fra Roma e Milano, senza trascurare Catania, della cui rete sotterranea pochi conoscono l’esistenza. I diversi contesti attirano molteplici riflessioni, di eterogeneo interesse.

Le voci

Una pluralità di voci e di registri, dall’ironico al tragico, dal realistico all’immaginario, garantisce la riuscita dell’operazione. C’è chi, come Vladimir Di Prima, orchestra una storia nella quale la poetica della sconosciuta di proustiana memoria trova inaspettate risonanze tragiche, mentre Umberto Rossi distilla i propri ricordi lungo le fermate di una linea realmente frequentata. Un Cristo sgomento e sconosciuto fra “larvali presenze” compare in una metro dove nessuno sembra riconoscerlo nel bel racconto di Giuseppe Costigliola, nel quale chi scrive coglie l’ostinazione a scavare dentro il miracolo che fu di Andreev. Partendo da uno spunto personale, Elysa Fazzino, narra l’insensato e improvviso esplodere della violenza. C’è chi si affida al fantasy, e chi al giallo, solitamente consegnato a più ampi respiri ma qui ben congegnato pur in una cornice limitata.

La discesa agli inferi

Dal punto di vista simbolico, non vi è dubbio che l’atto stesso di entrare nella metropolitana evochi la discesa agli inferi di classica memoria. Si attinge a un mondo “altro”, a una dimensione che ci mette in contatto con presenze invisibili e perturbanti. Gli uomini del sottosuolo si agitano smarriti, persi in una realtà che non riescono a comprendere. La discesa origina scenari apocalittici, come nel racconto di Antonia Brancati, dai quali catarsi e riscatto sono esclusi. La dinamica a senso unico è specchio del nostro tempo, che sembra precipitare sempre più in un abisso fatto di guerra e di violenza. Sapremo porvi rimedio? Questa la domanda che il lettore è portato a incontrare, un interrogativo particolarmente pressante e drammatico negli scenari odierni.

 

Riccardo Cenci

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