Israele – Hamas, un fragile ma storico passo verso la pace

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Israele Hamas pace

Il presidente degli Stati Uniti annuncia un piano per la ricostruzione di Gaza e il ritorno alla sicurezza, mentre Israele e Hamas accettano la prima fase del cessate il fuoco

Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato un nuovo avvertimento ai residenti della Striscia di Gaza: l’area a nord resta una zona di combattimento attiva e pericolosa. In un messaggio pubblicato nella notte su X, il portavoce in lingua araba Avichay Adraee ha invitato i civili palestinesi a non tornare a Gaza City, spiegando che le truppe israeliane continuano a circondare la Città.

«Tornare a nord è estremamente pericoloso», scrive Adraee. «Per la vostra sicurezza, astenetevi dal rientrare a nord o dall’avvicinarvi alle aree in cui le nostre forze sono schierate e operative, in qualsiasi parte della Striscia, comprese le zone sud ed est, fino a quando non saranno emanate istruzioni ufficiali».

L’avviso giunge poche ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Hamas e Israele, mediato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e rappresenta un segnale di prudenza da parte di Tel Aviv in attesa dell’attuazione del piano di pace.

Dettagli del ritiro e tempi tecnici dell’accordo

Un alto funzionario della Casa Bianca ha precisato che, una volta approvato dal Parlamento israeliano, l’accordo prevede che l’Idf si ritiri entro 24 ore dalle posizioni all’interno della Striscia di Gaza. Da quel momento scatterà un termine di 72 ore per il rilascio degli ostaggi israeliani, in coordinamento con la Croce Rossa internazionale. «La nostra valutazione è che gli ostaggi inizieranno a essere liberati lunedì», ha dichiarato il funzionario, pur lasciando aperta la possibilità di anticipare il rilascio già nel weekend.

Festa nelle strade di Gaza e Tel Aviv

Dopo l’annuncio dell’accordo da parte di Trump, migliaia di palestinesi sono scesi in piazza a Gaza City e Khan Yunis per celebrare la fine dei combattimenti.
Tra le strade illuminate da fuochi d’artificio e bandiere palestinesi, si sono viste scene di gioia e commozione dopo due anni di guerra.

L’accordo prevede il ritiro progressivo dell’esercito israeliano, l’ingresso massiccio di aiuti umanitari e l’avvio di un processo di ricostruzione coordinato da una coalizione internazionale.

Anche a Tel Aviv si sono registrati festeggiamenti spontanei: famiglie degli ostaggi e cittadini comuni si sono radunati in piazza Rabin per applaudire l’intesa.
Secondo quanto riferito dal governo israeliano, la liberazione di tutti gli ostaggi potrebbe avvenire lunedì prossimo.

Trump: «Gli Stati Uniti saranno parte della ricostruzione di Gaza»

In un’intervista a Fox News, Donald Trump ha annunciato che Washington sarà «pienamente coinvolta nella ricostruzione di Gaza e nel mantenimento della pace».

«Saremo al loro fianco per aiutarli a raggiungere il successo e la stabilità», ha dichiarato il leader americano, aggiungendo di essere «molto fiducioso che ci sarà finalmente pace in Medio Oriente».

Trump ha confermato che gli ostaggi israeliani dovrebbero tornare a casa lunedì, compresi i corpi di coloro che sono stati uccisi. Dei 251 ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023, 47 risultano ancora nelle mani di Hamas, di cui 25 presumibilmente deceduti.

Herzog: «Trump merita il Nobel per la Pace»

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha definito la giornata di oggi «una mattina di notizie storiche e importanti». Ha espresso ringraziamenti al premier Benjamin Netanyahu, al team negoziale israeliano e ai mediatori internazionali, ma soprattutto al presidente degli Usa: «Donald Trump ha dimostrato un’incredibile leadership nel garantire la liberazione degli ostaggi e nel porre fine alla guerra. Non c’è dubbio che meriti il Premio Nobel per la Pace per questo».

Herzog ha inoltre aggiunto che, se Trump visiterà Israele nei prossimi giorni, «sarà accolto con immenso rispetto, affetto e gratitudine dal popolo israeliano».
Il capo dello Stato ebraico ha parlato di un accordo che porterà «momenti di indescrivibile sollievo alle famiglie che non dormono da 733 giorni», auspicando che esso rappresenti «un’opportunità di guarigione e di speranza per l’intera Regione».

Ambasciatore israeliano negli Usa: ostaggi liberati tra domenica e lunedì

L’ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, ha dichiarato alla Cnn che gli ostaggi ancora vivi saranno rilasciati entro 72 ore dalla riunione del Governo israeliano che dovrà approvare la lista dei prigionieri palestinesi da liberare. «Speriamo che questo piano conduca alla fine della guerra e alla ricostruzione di Gaza, per il bene di tutti i cittadini», ha affermato Leiter, il cui figlio maggiore è caduto in servizio durante il conflitto.

Il diplomatico ha attribuito alla pressione militare israeliana il merito di aver portato Hamas al tavolo dei negoziati, sottolineando che «la piena attuazione dell’accordo nei prossimi giorni sarà cruciale per la stabilità della Regione».

Possibile visita di Trump in Israele

Israele Hamas paceFonti della Casa Bianca e di Axios riferiscono che Trump avrebbe accettato l’invito del premier Netanyahu a parlare alla Knesset. «Vogliono che tenga un discorso e lo farò sicuramente, se lo vorranno», avrebbe dichiarato Trump, definendo «eccellente» la conversazione telefonica avuta con Netanyahu dopo la firma dell’accordo.

Secondo la Cnn, Israele si starebbe già preparando per una possibile visita di Trump all’inizio della prossima settimana. Il viaggio avrebbe un forte valore simbolico e segnerebbe il ritorno di Washington come garante attivo del processo di pace mediorientale.

Starmer: «Ora far entrare aiuti a Gaza»

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha accolto con favore l’intesa raggiunta tra Hamas e Israele, definendola «un momento di profondo sollievo che sarà avvertito in tutto il Mondo». Inoltre ha sottolineato che l’accordo deve essere attuato senza indugio, consentendo l’accesso libero e immediato agli aiuti umanitari nella Striscia.

«Invitiamo tutte le parti a porre fine alla guerra e a gettare le basi per una pace duratura», ha dichiarato il premier. «Sosterremo i passi necessari per garantire la ricostruzione e la stabilità di Gaza».

La posizione del Governo britannico si allinea così a quella di Washington, che nelle ultime ore ha intensificato i contatti diplomatici per coordinare la fase operativa del cessate il fuoco.

Un fragile ma storico passo verso la pace

Nonostante la prudenza di Israele nel ritirare gradualmente le truppe, la giornata di oggi rappresenta una svolta storica. Il cessate il fuoco mediato da Trump apre una nuova fase diplomatica dopo due anni di guerra devastante, con oltre 40.000 vittime stimate e una Striscia ridotta in macerie.

Se l’accordo verrà pienamente rispettato, gli aiuti umanitari internazionali e il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nella ricostruzione di Gaza potrebbero segnare l’inizio di un equilibrio inedito in Medio Oriente.

Come ha dichiarato lo stesso Trump: «con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa e daremo una nuova possibilità alla pace».

 

Ginevra Larosa

Foto © BBC, The Times of Israel, NBC News, Il Fatto quotidiano

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