Nel dialogo a Bruxelles tra Kallas e Bourita affrontati i legami di interdipendenza e la prospettiva di allineamento rispetto al Sahara
L’incontro che si è tenuto a Bruxelles, in occasione della 15° riunione del Consiglio di Associazione tra l’Ue e il Regno del Marocco, si inserisce in una dinamica di dialogo continuo volto ad approfondire tale partnership su basi reciprocamente vantaggiose. Gli ultimi sviluppi sembrano profilare l’avvento di una nuova fase.
La riunione, co-presieduta dall’alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Kaja Kallas, e dal ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, ha riguardato la discussione di temi afferenti alla politica, l’economia, nonché i diritti umani e la sicurezza. Presente anche il Commissario europeo per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, per sottolineare l’importanza e la centralità di questa relazione bilaterale. Tra le priorità che sono state discusse spicca il rafforzamento dei legami commerciali e degli scambi economici tra l’Ue e il Marocco, valutandone i progressi e le sfide, così come la questione della migrazione, della transizione verde e di uno sviluppo socio-economico che sappia essere inclusivo e sostenibile.
Partnership e assi strategici
«Aspiriamo a una partnership veramente equilibrata, che tenga conto delle specificità di questa relazione unica e dei legami di interdipendenza», ha affermato Bourita in occasione della sua visita a Bruxelles. Tra le richieste da lui avanzate vi è difatti la piena integrazione del Marocco nei processi decisionali nelle aree che lo riguardano direttamente, alla stregua di quanto avviene con i Paesi che si trovano nella fase di pre-adesione all’Ue. Il ministro marocchino ha più volte sottolineato quanto il suo Paese sia disposto e ben determinato ad andare avanti insieme all’Europa, affermando come le trasformazioni geopolitiche e la vicinanza tra le due realtà abbiano contribuito a «rendere il Marocco un’estensione naturale e indispensabile dello spazio geopolitico ed economico europeo».
Bourita ha dichiarato di essere a conoscenza del fatto che l’elevazione dello status di cooperazione implichi più alti requisiti in termini di convergenza normativa e regolatoria, nonché rispetto ai meccanismi per consultazioni preventive e investimenti congiunti nei settori del futuro. In merito il ministro ha però aggiunto che, oltre alla consapevolezza, il Marocco sia pronto a rispondere alle richieste avanzate dalla Comunità. La costruzione di un partenariato esemplare non può però avvenire senza un riconoscimento reciproco e una responsabilità condivisa.
Difatti, in quest’ottica, il rappresentante marocchino ha richiesto un cambio di logica dietro lo sguardo con cui l’Ue guarda al suo Stato, affinché passi dal considerarlo un “vicino” al percepirlo come un “alleato”. Ha infatti insistito sul fatto che «la consultazione preventiva non è una mera formalità, ma la base della fiducia e della garanzia di un impegno duraturo», chiedendo di «mobilitare tutte le forze viventi delle nostre società affinché la partnership non rimanga una semplice dichiarazione di intenti tra diplomatici».
Marocco-Francia-Ue
Il Marocco è uno dei Paesi beneficiari di uno status avanzato presso l’Ue sin dal 2008, potendo così godere di alcuni accordi e finanziamenti europei. Rabat intrattiene inoltre dei rapporti molto fitti con Parigi. Un’occasione di confronto e dialogo tra le due Nazioni è rappresentato dal Forum parlamentare franco-marocchino, la cui 5° sessione si è conclusa proprio giovedì scorso nella sede del Parlamento di Rabat. In seguito a tale incontro, all’interno di un comunicato finale, i rappresentanti delle reciproche istituzioni legislative hanno richiesto di «garantire certezza giuridica» agli accordi conclusi tra Marocco e Ue, nella speranza di giungere a consolidare «le partnership bilaterali nell’area euro–africana al fine di raggiungere una prosperità condivisa».
Difatti, come sostenuto dallo stesso Bourita, una cooperazione salda «consolida la stabilità nel nostro spazio condiviso. Il Marocco offre all’Unione europea una proposta strategica concreta: stabilità, complementarietà, competitività, crescita, connettività e un ponte verso il Mediterraneo meridionale e l’Africa».
La questione del Sahara
Un importante sviluppo diplomatico raggiunto durante il dialogo tra la Kallas e Bourita ha riguardato la questione del Sahara, rispetto cui i 27 membri dell’Ue hanno armonizzato il loro approccio. Se fino a poco tempo fa si era parlato di sostegno bilaterale, ad oggi la posizione europea sta avanzando verso un consenso istituzionale formalizzato in un documento ufficiale. Da ciò che emerge dal comunicato congiunto, firmato sia dal rappresentante marocchino che dalla Kallas alla conclusione dell’incontro, l’Europa ritiene che ora «una vera autonomia potrebbe rappresentare una soluzione molto fattibile» per poter porre fine a questa disputa regionale. Si tratterebbe di un cambiamento di posizione, basato sul piano di autonomia presentato dal Marocco già nel 2007, che allinea la diplomazia europea alle ultime linee guida rilasciate in proposito dalle Nazioni Unite.
Facendo un passo indietro, emerge che la storia del Sahara Occidentale sia piuttosto complessa. Colonia spagnola fino al 1975, in seguito al ritiro delle truppe, la sua sovranità è stata rivendicata dal Marocco, dando vita a un conflitto con il Fronte Polisario che ha invece proclamato la nascita della Repubblica democratica araba dei Sahrawi. Il forte astio tra le due realtà ha radici storiche profonde, influenzate anche alla rivalità tra Rabat e Algeri. Nonostante l’Onu abbia riconosciuto con la Risoluzione 2797 il piano marocchino (che prevede la concessione di un’ampia autonomia sotto la sua sovranità) e questo goda di grande favore a livello internazionale, il Fronte Polisario continua a richiedere l’indizione di un referendum di autodeterminazione per il popolo sahrawi.
Risoluzione 2797 e prospettive future
Secondo quanto riportato dall’Agence Afrique, tutti i membri della comunità europea hanno approvato la richiesta del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di impegnarsi in discussioni “senza precondizioni”. Nonché l’Ue ha accolto con favore la disponibilità del Marocco di spiegare concretamente attraverso quali modalità intende delineare l’autorità della Regione sotto la sua sovranità. L’allineamento di Bruxelles ricalca dunque la Risoluzione 2797, così come confermato dalle parole della Kallas: «questa riunione mi dà l’occasione di presentare formalmente la nuova posizione Ue sul Sahara. Questo cambiamento riflette la risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu», adottata il 31 ottobre 2025. Nonostante nell’area europea vi fossero già stati Paesi schierati a sostegno della marocchinità del Sahara, questa dichiarazione congiunta conferma l’unanimità del blocco comunitario rispetto l’iniziativa promossa dal re Mohammed VI.
«Se aspiriamo a un partenariato veramente equilibrato è essenziale che il Marocco sia pienamente integrato nei processi decisionali nei settori che lo riguardano direttamente, che si tratti di ambiente, commercio, reti portuali o standard tecnici». Affermano i 27 Stati membri dell’Ue.
In vista della futura Coppa del Mondo del 2030, percepita come un possibile acceleratore del partenariato, si prospettano una maggiore modernizzazione dei trasporti, una digitalizzazione dei servizi e uno sviluppo di strutture sostenibili che vadano di pari passo al rafforzamento delle misure di sicurezza e a una promozione del turismo responsabile e inclusivo.
Ottavia Scorpati
Foto © Tunisie focus, Maroc diplomatique, Memo Middle East Monitor, Mediterranea news













