Chiese e confraternite storiche di Pesaro

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Chiese e confraternite Pesaro

Viaggio tra arte, religiosità e tradizioni pesaresi nelle antiche confraternite che hanno segnato la vita spirituale e artistica della Città

Passeggiando per il centro storico di Pesaro, incontriamo uno scrigno d’arte: la chiesa del Nome di Dio, con affreschi del Pandolfi, un esempio di barocco dell’Italia centrale. La chiesa era gestita da una delle confraternite più antiche della Città, la Confraternita della Buona Morte. Nella sagrestia della chiesa, aperta al pubblico solo per visite, si possono vedere ricche simbologie macabre.

La chiesa del Nome di Dio

La chiesa del Nome di Dio era di proprietà della confraternita omonima, la cui primaria attività era quella di dare onorata sepoltura ai morti in grave indigenza. L’edificio attuale, situato in via Petrucci, risale al ‘500, ma nel 1763 su disegno di Gian Andrea Lazzarini (1710-1801) fu rifatta la facciata in pietra d’Istria e restaurata nel 1912.

Lo spettacolo della chiesa si trova al suo interno, tutto decorato da tele del pittore pesarese Gian Giacomo Pandolfi (1567 – post 1636), confratello della Compagnia, che iniziò l’opera nel 1617, ricoprendo di tele dipinte tutto l’edificio dal soffitto alle pareti, inserite nelle fastose architetture scenografiche di Giovanni Cortese e Niccolò Sabbatini, che operavano a servizio di Francesco Maria II della Rovere.

Opere importanti anche di Teodoro GhisiGiuseppe Oddi e Giovanni Venanzi, discepoli rispettivamente di Carlo Maratta e di Simone Cantarini. Ma l’opera più importante si trovava sull’altar maggiore, la Circoncisione di Federico Barocci, passata al Louvre al tempo della spoliazione napoleonica e sostituita da una copia di Carlo Paolucci (1738-1803).

La Confraternita della Buona Morte

Si dedicava tra il XVI e il XVIII secolo all’assistenza e sepoltura dignitose di poveri e indigenti, mantenendo vive tradizioni come la benedizione dei pani nel periodo pasquale. La confraternita operava nel contesto di una religiosità che viveva la morte come un passaggio, riflettendosi anche in arredi e dipinti dal forte impatto visivo e cupo, a volte contenenti teschi.

Ma la confraternita pesarese non va confusa con quella di Urbania, la Chiesa dei Morti, famosa per le 18 mummie naturali.

La Confraternita dell’Annunziata

Anche la Confraternita dell’Annunziata, nell’omonima chiesa, fu eretta nel 1347 grazie alla Beata Michelina Metelli, e gestiva un ospedale e offriva doti per ragazze povere. Dopo la morte della Beata Michelina (1356), la confraternita oltre che offrire una dote alle ragazze povere in procinto di maritarsi o entrare in convento, pervenne anche alla erezione di un ospedale.

Purtroppo, al tempo del vescovo Rocco Maria Barsanti (1779-1784), la confraternita fu soppressa e la struttura passò alla famiglia dei marchesi Mosca Barzi, proprietaria dell’attiguo palazzo. Poi, alla estinzione di questa famiglia, tornò in proprietà della Diocesi.

La struttura custodisce al suo interno il pregevole stucco con l’Annunciazione e l’Eterno Padre dello scultore Giuseppe Mazza (Bologna 1653-1741). L’edificio, rimasto a lungo chiuso e ridotto a precarie condizioni, fu ceduto dal vescovo Michetti nel 1998 alla Fondazione Cassa di Risparmio con l’impegno di ristrutturarlo e offrirne i locali per attività culturali.

La ricerca

Chiese e confraternite PesaroLo storico Antonio Brancati, nell’opera La Confraternita e la Chiesa dell’Annunziata – Il fenomeno confraternale in Italia (ed. Il Lavoro Editoriale), ha voluto in primis evidenziare la ragione d’essere della sua ricerca, anche con Grazia Calegari e Adele Brancati, sull’importanza della “storiografia ecclesiale”, mirata a studiare quella rete dei complessi rapporti fra la vita ecclesiale pesarese e gli insediamenti e attività degli ordini religiosi, sulla funzione svolta dalle fondazioni monastiche e canonicali, nonché sull’opera caritativa e assistenziale da ciascuna istituzione esercitata.

Una ricerca storica che ha tenuto conto di tre linee di sviluppo.

  • La prima, perseguita come diretta espressione di una considerazione di fondo, riguarda l’opportunità di creare un breve saggio sull’origine e sull’evoluzione del fenomeno confraternale in Italia.

  • La seconda, orientata sul contesto storico.

  • La terza, sulla valorizzazione delle confraternite pesaresi sul piano sociale, religioso e artistico nella storia di Pesaro tra il XIV e il XX secolo.

La Confraternita del Pio Suffragio

Quella del Pio Suffragio, fondata nel 1669, si dedicava alla cura degli infermi e al suffragio delle anime del Purgatorio. La loro sede, la Chiesa del Suffragio, è oggi parte del Centro Arti Visive Pescheria.

La chiesa del Suffragio aperta nel 1635 divenne sede della confraternita nel 1669. Era situata vicino al vecchio convento dei Padri Crociferi. Nell’ambito delle confische napoleoniche del patrimonio ecclesiastico, anche i beni del Suffragio vennero acquisiti dal regio demanio nel 1808. Nel 1821 il Comune di Pesaro, per costruire la Pescheria, acquistò la chiesa, la sagrestia e la casa della confraternita.

Il saggio di Marcello Luchetti

In un bel saggio di Marcello Luchetti, dal titolo Le confraternite a Pesaro dal XIII al XVII secolo, si affronta il tema delle confraternite e delle pie unioni nella città di Pesaro sotto il dominio malatestiano, sforzesco e roveresco, fino ai decenni legatizi dopo la Devoluzione.

Dalla ricerca emerge un clima lontano dalla sensibilità contemporanea, e che ha invece scandito la vita cittadina per secoli, con una religiosità pervasiva che si è articolata in una ventina di confraternite – di san Pietrosan Roccosant’AndreaSantissimo Sacramentosan GiuseppeNome di Dio ecc. – ciascuna con il proprio statuto che disciplinava le adesioni, le strutture di autogoverno, gli obblighi e i privilegi, ma anche le multe e le penitenze per gli inadempienti.

Dalla ricerca emergono dunque una spiritualità e un bisogno di sacro che hanno costituito per secoli la trama del vivere sociale. Tanta religiosità aveva delle ricadute urbanistiche e artistiche. Nello studio di Luchetti sono individuati i siti urbani che le pie unioni e le confraternite elessero anche in altari laterali in cattedrale o in chiese parrocchiali o edifici sacri officiati da propri sacerdoti.

 

Paolo Montanari

Foto © Comune di Pesaro, YouTube, Il Resto del Carlino

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