Australia, valori e sicurezza al centro dell’immigrazione

0
57
Australia valori sicurezza immigrazione

Le nuove regole sui visti, l’identità australiana e le polemiche tra Governo, opposizione e società civile

In Australia il tema dell’immigrazione torna al centro del dibattito politico e sociale. Il leader dell’opposizione, Angus Taylor, ha presentato un piano articolato per rendere il sistema più controllato e più severo, mettendo al centro un principio chiaro: chi entra nel Paese deve rispettare i valori australiani.

Secondo la proposta del Partito Liberale australiano, questo non sarà più solo un requisito formale, ma diventerà un obbligo concreto. Se una persona non dimostra di rispettare valori come libertà individualerispetto della leggedemocraziapari opportunità e rispetto verso gli altri, il visto potrà essere rifiutato o cancellato. Nei casi più gravi si potrà arrivare anche all’espulsione. Taylor ha spiegato che molti australiani sono stanchi di un sistema percepito come troppo permissivo. Ha però riconosciuto che la grande maggioranza dei migranti rispetta le regole, sottolineando che il problema riguarda chi sfrutta il sistema per interessi personali.

Le misure operative del piano liberal

Il piano prevede una serie di misure operative: controlli più rigidi già nella fase di richiesta del visto, inclusa la verifica dei social media, una maggiore collaborazione tra poliziaintelligence e autorità di frontiera e la creazione di una struttura nazionale per coordinare controlli e informazioni. L’obiettivo è identificare più facilmente persone considerate a rischio e rendere il sistema meno “aggirabile”.

Un altro punto centrale riguarda chi resta in Australia senza diritto. Il Partito Liberale vuole rafforzare i controlli e aumentare le risorse per individuare e rimpatriare queste persone, limitando anche l’uso di fondi pubblici per i ricorsi legali contro la cancellazione dei visti.

Si punta inoltre a rendere il sistema più veloce, introducendo una lista di Paesi considerati sicuri” per respingere rapidamente alcune richieste di protezione. Allo stesso tempo, si propone il ritorno dei visti temporanei per i rifugiati, limitando l’accesso alla residenza permanente.

Il tema della casa e il 5% deposito

Un capitolo importante riguarda la casa. Taylor ha annunciato che il programma che permette di acquistare la prima abitazione con un deposito del 5% sarà riservato solo ai cittadini australiani. Questo schema, introdotto dal Governo Albanese, consente ai giovani di comprare casa con un deposito ridotto rispetto al tradizionale 20%. Il Partito Liberale sostiene però che questo aiuto debba andare prima di tutto ai cittadini, in particolare ai più giovani.

Non sono mancate le critiche. Il ministro degli Interni Tony Burke ha detto che il piano non porterà benefici concreti per il Paese, né in termini di lavoro né di sicurezza, accusando l’opposizione di voler mandare un messaggio politico verso One Nation.

Anche il ministro dell’Industria per la Difesa Pat Conroy ha espresso preoccupazione, evidenziando il rischio di carenze di personale in settori chiave come sanità e assistenza agli anziani. Dal lato dei Verdi, il senatore David Shoebridge ha parlato di una linea che rischia di dividere la società e alimentare paura tra le comunità.

Le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International Australia, hanno criticato il piano definendolo potenzialmente discriminatorio, soprattutto per il rischio di escludere persone in base al Paese di origine o alla religione.

Palestinesi da Gaza e controlli su chi è in fuga

Un punto particolarmente sensibile riguarda i controlli su persone provenienti da zone di conflitto, come alcuni palestinesi arrivati da Gaza dopo il 2023. Secondo attivisti e operatori del settore, queste persone hanno già superato verifiche molto severe e nuove valutazioni rischiano di creare divisioni e tensioni. Anche alcuni esperti mettono in dubbio l’efficacia delle nuove misure e sottolineano che molti degli strumenti proposti esistono già nel sistema attuale. Il rischio è quello di duplicare poteri senza affrontare davvero i problemi.

Contesto elettorale e consenso dei liberali

Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio. I dati dell’Australian Bureau of Statistics mostrano che l’immigrazione è già in calo, ma restano forti le preoccupazioni degli elettori su costo della vitacase e servizi.

Taylor ha riconosciuto il malcontento di una parte dell’elettorato e ha ribadito che chi non condivide i valori australiani non dovrebbe entrare nel Paese. Allo stesso tempo ha cercato di distinguere la sua posizione da quella di One Nation, sottolineando che il Partito Liberale non vuole adottare una linea estrema.

Il Partito Liberale australiano si trova oggi con percentuali di consenso molto basse. Ha perso e continua a perdere elettori, soprattutto perché, dopo la sconfitta alle elezioni politiche dello scorso anno, non riesce ancora a trovare una propria linea politica e sembra non adattarsi ai cambiamenti della società. Angus Taylor è stato nominato da poco segretario dei liberali australiani e certamente non si può pretendere da lui di ricostruire il partito dall’oggi al domani.

Obiettivi politici

Probabilmente con questa proposta sull’immigrazione ha voluto dare una scossa al partito e dimostrare ai propri elettori che il partito non è morto. Tuttavia, la proposta appare più come uno slogan populista. Potrebbe anche essere un modo per distinguersi dalla propaganda anti‑immigrazione del partito estremista di destra One Nation guidato da Pauline Hanson, che di recente ha conquistato quattro seggi alle elezioni del Parlamento statale del South Australia.

Nessuno in Australia mette in dubbio che chiunque voglia vivere nel Paese debba rispettare valori come libertà individualerispetto della leggedemocraziapari opportunitàrispettotolleranza e compassione. Arrivare però a proporre una lista di Paesi “sicuri” per accelerare o meno l’approvazione dei visti dimostra che il Partito Liberale rischia di cadere in un bicchiere d’acqua.

L’eredità dei Governi conservatori sui visti temporanei

Taylor, come il suo partito, sostiene la necessità di aumentare alcuni tipi di visti temporanei per motivi di sicurezza e controllo delle frontiere, dimenticando però che proprio questa politica contribuì alla sconfitta di Scott Morrison nel 2022, quando Anthony Albanese andò al Governo per la prima volta.

Durante i Governi di Tony AbbottMalcolm Turnbull e Scott Morrison, il sistema dei visti temporanei era spesso abusato ed era di fatto molto difficile arrivare alla residenza permanente, soprattutto per chi lavorava in settori come aged caresanità e ristorazione. Questo ha causato una crisi di personale, costringendo le strutture a un continuo ricambio. Molti immigrati erano obbligati a fare una lunga serie di visti temporanei pur di restare in Australia, spendendo anche molti soldi.

Anche sul tema della casa, la proposta dei liberali non tiene conto delle esigenze dell’australiano medio. Il sogno della casa di proprietà oggi è sempre più difficile. Non vengono presentate soluzioni per chi non riesce nemmeno a pagare l’affitto. Nessuna proposta concreta sugli alloggi popolari, ma solo la limitazione del deposito al 5% ai cittadini australiani, come se i residenti permanenti non contribuissero con le tasse.

Il Partito Liberale arriva inoltre in ritardo anche sul fronte immigrazione. Già nel suo primo mandato, il Governo Albanese ha reso più rigidi i controlli sui visti temporanei, in particolare sugli student visa, alzando il livello di inglese richiesto e introducendo controlli più severi su scuole e corsi per evitare la proliferazione di college di bassa qualità. In passato, gli student visa erano diventati una porta indiretta per lavorare: alcune persone sono arrivate a richiederne più di dodici pur di restare nel Paese.

La linea di Albanese sulla sicurezza e la coesione sociale

Il Governo Albanese, inoltre, quando sono state attaccate e minacciate sinagoghe e scuole ebraiche, è intervenuto rapidamente espellendo l’ambasciatore iraniano, ritenendo l’ambasciata indirettamente responsabile. Negli ultimi tempi, e soprattutto dopo l’attentato di Bondi Beach dello scorso anno, la linea del Governo si è concentrata sulla coesione socialeAlbanese mantiene il dialogo con tutte le comunità, da quella ebraica a quella palestinese e musulmana, cercando equilibrio.

Sui visti, il Governo ha anche sospeso alcune applicazioni di tourist visa da parte di cittadini iraniani, ribadendo però che ogni caso viene valutato singolarmente e che chi merita protezione la ottiene. Ne è un esempio la concessione di asilo ad alcune calciatrici della nazionale femminile iraniana.

Politiche abitative

Australia valori sicurezza immigrazioneSul tema casa, il Governo Albanese ha introdotto la possibilità di acquistare con il 5% di deposito e ha stanziato fondi per nuove abitazioni popolari. Non sono però ancora state affrontate questioni importanti come il negative gearing o una maggiore tutela degli affittuari contro sfratti e aumenti eccessivi. Tuttavia, si può dire che un primo passo è stato fatto.

Anthony Albanese ricorda in parte la leadership pragmatica della sinistra di Tony Blair, cercando consenso anche oltre la base tradizionale. Angus Taylor, invece, sembra essere partito con il piede sbagliato: prima di tutto dovrà capire, insieme al suo partito, i cambiamenti della società australiana. Le proposte presentate hanno ben poco di liberale, al di là del nome del partito, che oggi appare sempre più distante dalla sua stessa identità.

 

Giovanni Maria Pontieri

Foto © AI, The Australian, Reuters

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui