Possibile contagio tra passeggeri dopo infezioni iniziali in Sud America. In corso verifiche e decisione sul porto di attracco
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indaga su un sospetto focolaio di Hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius, attualmente al largo delle coste di Capo Verde. Il bilancio provvisorio parla di sette casi complessivi, di cui due confermati e cinque sospetti, con tre decessi. Secondo gli esperti, l’ipotesi più plausibile è che il virus sia stato contratto inizialmente al di fuori dell’imbarcazione, durante un viaggio in Sud America, per poi diffondersi tra i passeggeri attraverso contatti ravvicinati.
Origine dei contagi e periodo di incubazione
L’Oms ritiene che i primi due casi, poi risultati fatali, abbiano contratto l’infezione prima dell’imbarco. A supporto di questa tesi vi è il periodo di incubazione dell’Hantavirus, che può variare da una a sei settimane. «Considerata la durata del periodo di incubazione dell’Hantavirus, presumiamo che i primi siano stati infettati al di fuori della nave», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, responsabile per la preparazione e la prevenzione delle epidemie dell’Oms.
Una volta a bordo, tuttavia, il virus potrebbe essersi trasmesso tra persone a stretto contatto. «Riteniamo che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo tra coloro che sono stati a stretto contatto», ha aggiunto Van Kerkhove, sottolineando come questa modalità di contagio, pur rara, sia già stata osservata in precedenti epidemie legate al virus Andes, una variante dell’Hantavirus.
Trasmissione e caratteristiche
L’infezione da Hantavirus è generalmente associata al contatto con roditori infetti. Il virus si trasmette principalmente attraverso urina, feci o saliva di questi animali. Nell’uomo può causare malattie gravi, talvolta letali, anche se si tratta di una patologia relativamente rara. L’Oms ha chiarito che, sebbene la trasmissione interumana non sia comune, non può essere esclusa in questo caso specifico. «In precedenti epidemie di virus Andes sono stati segnalati casi limitati di trasmissione da uomo a uomo», ha ricordato l’organizzazione.
Nonostante la gravità della situazione a bordo della nave, il rischio globale per la popolazione resta basso. L’Oms ha infatti dichiarato che «continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio», mantenendo un livello di attenzione elevato ma senza allarmismi.
Secondo gli ultimi dati, tra i sette casi identificati si registrano tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre con sintomi lievi. Tre delle persone colpite non si trovano più a bordo della nave, mentre quattro restano sull’imbarcazione, dove proseguono le misure di monitoraggio sanitario. La presenza di casi sospetti rende ancora più complessa la gestione dell’emergenza, mentre le autorità sanitarie internazionali lavorano per chiarire l’effettiva catena di trasmissione del virus.
Tracciamento dei contatti e allerta internazionale
Parallelamente, l’Oms ha avviato le procedure per rintracciare i passeggeri di un volo utilizzato da una delle persone infette. Si tratta di una cittadina olandese di 69 anni, evacuata dall’isola di Sant’Elena verso Johannesburg, in Sudafrica, dove è deceduta in ospedale. La donna era sbarcata il 24 aprile con sintomi gastrointestinali e aveva preso un volo il giorno successivo. La conferma dell’infezione da Hantavirus è arrivata solo successivamente. «È stata avviata una ricerca per rintracciare i passeggeri di questo volo», ha comunicato l’Oms, evidenziando l’importanza del tracciamento per contenere eventuali ulteriori contagi.
Resta ancora incerta la destinazione della nave, che trasporta circa 150 persone. In un primo momento, l’Oms aveva annunciato che la Spagna avrebbe accolto l’imbarcazione alle Isole Canarie per consentire un’indagine epidemiologica completa e la disinfezione della nave. «Stiamo collaborando con le autorità spagnole, che hanno affermato che accoglieranno la nave per condurre un’indagine completa», aveva dichiarato Van Kerkhove.
Tuttavia, poco dopo è arrivata una frenata da parte di Madrid. Il ministero della Sanità spagnolo ha precisato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. «È in corso uno stretto monitoraggio della situazione insieme all’Oms e agli altri Paesi coinvolti», ha comunicato il ministero, aggiungendo che ogni scelta sarà basata sui dati epidemiologici raccolti.
Possibili scenari e decisioni in corso
Le autorità stanno valutando diverse opzioni, tra cui la possibilità che la nave non attracchi alle Canarie ma prosegua verso un porto nei Paesi Bassi, sotto la cui bandiera naviga. «Non è sicuro che la nave arriverà alle Canarie», ha spiegato Fernando Simon, direttore del Centro di coordinamento delle allerte sanitarie spagnolo. «Queste decisioni si stanno prendendo in queste ore».
Anche a livello locale emergono perplessità. Il vicepresidente del governo delle Canarie, Manuel Domínguez, ha dichiarato che sarebbe «preferibile» evitare l’attracco nell’arcipelago, suggerendo piuttosto un approdo sulla terraferma spagnola, dove le risorse sanitarie sarebbero più adeguate.
La situazione resta in evoluzione, con l’Oms impegnata a coordinare la risposta internazionale e a fornire aggiornamenti costanti. L’attenzione è concentrata sia sulla gestione dei casi a bordo della nave, sia sulla prevenzione di eventuali ulteriori contagi a livello globale. Nel frattempo, la comunità scientifica osserva con interesse questo episodio, che potrebbe fornire nuovi elementi sulla trasmissione dell’Hantavirus tra esseri umani. Sebbene il rischio globale sia attualmente considerato basso, l’episodio della MV Hondius rappresenta un importante banco di prova per la gestione di emergenze sanitarie in contesti isolati e ad alta densità di persone come le navi da crociera.
Keiko Jiménez
Foto © UnoTV, The Lancet, Forbes













