Evento celebrativo a Roma con gala, mostra fotografica e protagonisti delle istituzioni per valorizzare relazioni, arte e memoria
Il Circolo degli Esteri celebra il novantesimo anniversario dalla sua fondazione con un articolato programma di iniziative che conferma il ruolo dell’istituzione quale luogo privilegiato di incontro tra diplomazia, cultura, sport e relazioni internazionali.
La serata di gala nei giardini sul Tevere
Le celebrazioni hanno avuto il loro momento più significativo in una serata di gala ospitata nei suggestivi giardini affacciati sul Tevere, impreziositi dalla collezione di arte contemporanea promossa dall’ambasciatore Umberto Vattani, già presidente del Circolo. In un’atmosfera di raffinata convivialità, gli ospiti sono stati accompagnati dalle esecuzioni della Smile Orchestra diretta dal Maestro Catalin Montanaro, che ha proposto un repertorio ispirato alle melodie degli anni Trenta e Quaranta.
Il messaggio della presidente Accili
Nel suo indirizzo di saluto, la presidente del Circolo, ambasciatore Maria Assunta Accili,
ha trasmesso il messaggio augurale del segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ambasciatore Riccardo Guariglia, sottolineando il valore che il Circolo continua a rappresentare per la comunità diplomatica italiana. Fin dalla sua origine, esso si è infatti affermato come punto di riferimento per il consolidamento dello spirito di appartenenza, la condivisione di esperienze professionali e lo sviluppo di relazioni umane e istituzionali, alimentate attraverso attività culturali, sportive e ricreative.
Nel corso degli anni, il Circolo ha saputo rafforzare la propria identità, aprendosi al contributo di autorevoli personalità delle istituzioni, del corpo diplomatico accreditato, del mondo economico, della cultura e delle professioni, divenendo uno spazio di dialogo e confronto riconosciuto e apprezzato nel panorama romano e internazionale.
Moda, arte e spettacolo: gli highlights della serata
Tra i momenti di particolare rilievo della serata, la presentazione curata dalla giornalista Cinzia Malvini, dedicata alle attività di Spazio Margutta, nuovo polo capitolino dell’arte, della moda e della fotografia ideato da Antonio Falanga e Grazia Marino. Nella cornice della storica piscina del Circolo – realizzata nel 1936 per iniziativa dell’allora Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano – hanno sfilato le creazioni del maestro orafo Gerardo Sacco, artista di riconosciuta fama internazionale, già collaboratore di importanti protagonisti del cinema italiano, tra cui Franco Zeffirelli.
Nel corso della serata si è inoltre proceduto alla premiazione dei vincitori del Torneo di Tennis dell’Anniversario, Francesco Azzarello e Matteo Quinta, e al conferimento di riconoscimenti a soci che, con la loro lunga e qualificata appartenenza, hanno contribuito in modo significativo alla vita del Circolo: Anna Maria Barbiellini Amidei, Anna Maria Notturno, Giancarlo Busiri Vici e Stefano Mortari.
Particolare apprezzamento ha riscosso anche l’iniziativa di affidare la realizzazione delle coccarde celebrative ai laboratori di Casa Betania, nell’ambito del progetto “Da Tutti i Paesi”, testimonianza concreta di attenzione verso percorsi di inclusione e valorizzazione delle competenze artigianali.
La mostra “La Mia Dolce Vita”
Le celebrazioni del novantesimo anniversario erano state avviate nei giorni precedenti con l’inaugurazione della mostra fotografica “La Mia Dolce Vita”, dedicata all’opera di Rino Barillari e ospitata nella Sala degli Artisti del Circolo. L’esposizione ha suscitato notevole interesse, configurandosi non solo come evento artistico, ma anche come occasione di riflessione sulla storia italiana degli ultimi decenni.
Attraverso una selezione di immagini divenute parte dell’immaginario collettivo, l’autore ha offerto un percorso tra protagonisti della politica, dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni, restituendo la memoria visiva di un’epoca di grande trasformazione. In apertura dell’incontro, la presidente del Circolo ha sottolineato il ruolo della cultura quale strumento essenziale di dialogo e di promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo, evidenziando il contributo delle attività culturali alla diplomazia contemporanea.
Il dibattito sulla fotografia e la memoria
Il dibattito con l’autore, introdotto dal consigliere delegato alla cultura del Circolo, professor Giuseppe Manica, e moderato dal prefetto Francesco Tagliente, ha approfondito il ruolo della fotografia come strumento di documentazione della vita pubblica e privata del Paese. L’incontro si è trasformato in un intenso esercizio di memoria collettiva, durante il quale il fotografo ha condiviso esperienze e testimonianze maturate in oltre sessant’anni di attività professionale.
Tra gli interventi più significativi, quello dell’ambasciatore Riccardo Sessa, presidente della Sioi, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra testimonianza fotografica, memoria storica e pratica diplomatica. Nelle conclusioni, il prefetto Tagliente, nella sua qualità di presidente della Fondazione Insigniti Omri, ha richiamato il valore della cultura come fattore di coesione e consapevolezza civica, sottolineando l’importanza della memoria condivisa per la comprensione del presente e la costruzione del futuro.
Cultura e diplomazia
Nel suo insieme, il programma celebrativo ha confermato la vocazione del Circolo degli Esteri a porsi non soltanto come luogo di rappresentanza e incontro, ma anche come spazio di elaborazione culturale e di dialogo intergenerazionale, capace di valorizzare le migliori espressioni della vita istituzionale e civile del Paese. In tale prospettiva si inseriscono anche le presentazioni dei volumi dedicati alle Ambasciate d’Italia nel Mondo, curati dall’Ambasciatore Gaetano Cortese, iniziativa che nel tempo ha contribuito a documentare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e architettonico della rete diplomatica italiana.
A novant’anni dalla sua fondazione, il Circolo degli Esteri rinnova dunque la propria missione originaria: custodire una tradizione prestigiosa e, al contempo, interpretarla con spirito contemporaneo attraverso la cultura, il dialogo e il servizio alle istituzioni, affinché il patrimonio di relazioni, esperienze e valori costruito nel tempo continui a rappresentare una risorsa viva per il futuro del Paese.
Mattia Carlin













