Un’esposizione nella cattedrale spagnola esplora simboli cristiani, maternità e spiritualità nell’opera meno conosciuta del maestro
Una mostra in Spagna, che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 giugno 2026 nella cattedrale di Burgos, presenta un percorso inedito che riflette sulla presenza di simboli della cultura cattolica nell’opera di Picasso, (Malaga 1881 – Mougins, 1973). Pensavamo di sapere tutto: il cubismo, Guernica, i periodi rosa e azzurro, i nudi. In realtà, questa mostra mette in evidenza un Pablo Picasso sconosciuto ai più, quello legato al tema religioso.
La Cattedrale di Santa Maria di Burgos accoglie una piccola ma eccezionale esposizione che riflette proprio intorno alle influenze del cattolicesimo nell’opera del maestro della modernità. La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Almine e Bernard Ruiz-Picasso, si intitola “Picasso. Radici bibliche” ed è collocata nella Sala Beato Valentín Palencia, spazio espositivo ristrutturato per l’occasione in un’ala del chiostro della chiesa gotica, patrimonio Unesco con oltre 800 anni di storia.
La mostra è stata realizzata dal nipote di Picasso, Bernard Ruiz–Picasso, e lo spunto è stato offerto dalla presenza negli archivi familiari di alcune foto scattate a Burgos nel
1934, durante l’ultimo viaggio in Spagna dell’artista. Rimangono pochi documenti, dettagli fotografici di quella visita, mordi e fuggi, ma il nipote Bernard ricorda: «Il rapporto di mio nonno con la Chiesa e con la religione è ancora tutto da approfondire, ma è indubbio che le radici della sua ispirazione artistica siano in Spagna e che le sue opere si fondono con tanti colori di questo Paese». Uno dei temi più sentiti da Picasso è quello della maternità, che ritrasse in un’opera su tela nel 1921 e che oggi si trova nella Fondazione Almine e Bernard Ruiz-Picasso.
Il percorso espositivo della mostra su Picasso a Burgos
In mostra 44 opere tra dipinti, disegni e piccole sculture, in gran parte di proprietà della Fondazione di Bernard Picasso. I pochi ma significativi prestiti provenienti dal Museo Picasso di Barcellona, dal Museo Picasso di Parigi, dal Reina Sofía di Madrid e dal Monastero di Montserrat arricchiscono e suffragano il discorso espositivo della curatrice Paloma Alarcó, studiosa di Picasso e conservatrice del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. L’allestimento è cronologico ed è suddiviso in sei capitoli tematici: educazione, maternità, vanitas, golgota, vera icon e speranza, per individuare i simboli cristiani nelle opere di Picasso.
Ed è la stessa curatrice a illustrare questo aspetto pittorico: «È senz’altro un fatto inedito la presenza di Picasso in una cattedrale gotica, con una chiave di lettura religiosa della sua opera. Basta però pensare a Marcel Proust, che considerava le cattedrali come Bibbia in pietra, per intendere lo spirito della mostra. Pablo Picasso era senz’altro ateo, ma era anche ossessionato dalla ricerca della spiritualità umana. Inoltre era cresciuto in una famiglia cattolica: da bambino andava a messa con la madre e non era indifferente alla bellezza dell’arte spagnola del passato, soprattutto barocca, che lo attrasse per simbologie e iconografie. L’obiettivo della mostra è rintracciare le fonti giudaico-cristiane nella produzione di Picasso e contribuire allo studio della mitologia religiosa della sua opera pittorica e scultorea».
Il cristianesimo tra biografia e arte
L’educazione cattolica in famiglia e la prima formazione accademica a Barcellona indussero il giovane Picasso, a metà degli anni Novanta dell’Ottocento, a realizzare piccole scene sacre con toni naturalistici, come nel ritratto del chierichetto. Nelle nature morte sono frequenti calici e teschi, simboli cristiani rinnovati con grande libertà espressiva. Lo spirito cristiano anima il delicato Cristo crocifisso giovanile a olio e carboncino, mentre nella più tarda Crocifissione del 1932 i toni diventano più violenti e si ispirano alla drammaturgia religiosa di Grünewald.
Nel periodo cubista Picasso trasfigura i volti, tra cui quello della Veronica, mentre nel secondo dopoguerra la colomba assume una forma più stilizzata.
Le opere in mostra
Fra le numerose opere esposte nella cattedrale di Burgos si possono citare la scultura Hombre (1958), bronzo a forma di croce stilizzata, ed El hombre del cordero (1961), delicata figura in metallo dipinta con tratti di cera. Spicca poi il capolavoro Maternità, dipinto nel luglio 1921. Nel grande olio su tela è condensata tutta la devozione della madre con il figlio, in una scena che richiama Raffaello e Murillo, combinata in una concezione quasi proto-cubista ma influenzata anche dalla statuaria classica e dal primitivismo romanico catalano.
La Bibbia diventa per Picasso una fonte di citazioni e il corpo di Cristo si trasforma in un archetipo della sofferenza umana. Le crocifissioni riaffiorano con forza anche nel ciclo di Guernica, dove le mani alzate delle madri e il pianto delle donne richiamano l’iconografia sacra.
Paolo Montanari
Foto © La Guia Go, Babelio, La Razòn













