La nostra vocazione naturale: il corpo è progettato per muoversi, benefici meccanici, metabolismo e benessere psicologico oltre a un’autonomia più lunga negli anni
Fare quello per cui si è progettati fa bene al corpo, e non solo, al contrario, tradire questa “vocazione naturale” può essere deleterio anzitempo. Il corpo è strutturato e progettato per il movimento e di conseguenza la sua salute dipende anche da questo. Muoversi mobilita l’intera meccanica umana, dal sistema cardio-respiratorio al sistema immunitario irrorando persino meglio il cervello che ne beneficia nelle sue funzioni di attenzione e memoria diminuendo il rischio di Alzheimer e di Parkinson di circa il 25%.
Il respiro migliora, l’ossigeno circola in tutto il corpo tramite il sangue, la vita scorre più fluida, è proprio il caso di dirlo. L’allenamento costante abbassa la frequenza cardiaca, il cuore infatti, quasi contro intuitivamente si potrebbe dire, si affatica meno quando gli si chiede uno sforzo e il rischio di incidenti cardiovascolari diminuisce di circa il 30%. Una percentuale ampiamente confermata dai vari studi epidemiologici di cardiologia mondiale, come ad esempio quello dell’American Heart Association che quantifica tra il 25 e il 35% l’abbattimento dei rischi coronarici nei soggetti attivi.

Da un punto di vista medico e scientifico i benefici dello sport per la salute umana non sono più da dimostrare semmai da recepire meglio, un’adeguata attività fisica è infatti oggi prescritta dai medici di tutto il Mondo accanto a farmaci e terapie. Sempre più si parla di stile di vita (alimentazione sana contro tabagismo, alcolismo) e di una corretta “dose” di attività psicomotoria. Praticamente tutti sanno che bisogna fare almeno 30 minuti di attività fisica al giorno e anche una buona camminata è sufficiente e necessaria.
L’attività fisica rimette infatti l’organismo in ordine, migliora il metabolismo di base, aumenta la massa muscolare, “scioglie” il grasso, lubrifica le articolazioni, riduce molte lombalgie, insomma, un corpo allenato è utile a livello cardiovascolare, respiratorio, articolare nonché mentale.
Il movimento è una cura naturale
Se uno sport è praticato correttamente, con gradualità, moderazione e nel rispetto della propria condizione fisica, non danneggia assolutamente il corpo, neanche in caso di patologie o malattie ma al contrario il movimento rappresenta una vera e propria cura naturale, come affermato anche dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.
Diversamente il comportamento sedentario, condizione frequente nella nostra società e quotidianità, segnata dall’uso pressoché costante di mezzi di trasporto motorizzati e da lunghi tempi trascorsi davanti agli schermi, per necessità lavorative, scolastiche o per puro svago, rende predominanti i momenti della giornata in cui il corpo è pressoché fermo e consuma pochissima energia, spesso molta meno di quella introdotta con l’alimentazione. E così, in sintonia con il principio che se non si fa il bene si lascia spazio al male ecco che la ricerca scientifica ben evidenzia come accumulare troppe ore di sedentarietà abbia un impatto fortemente negativo sul benessere fisico e mentale, con ripercussioni che colpiscono in modo diverso a seconda delle varie fasce d’età.

Nei bambini e negli adolescenti, ad esempio, la mancanza di opportuno movimento porta a un peggioramento della forma fisica con un aumento del grasso corporeo, ciò influisce negativamente sulla salute cardiometabolica come anche sulla sfera psicologica, alterando la condotta, riducendo la capacità di relazionarsi positivamente con gli altri fino ad accorciare le ore di sonno, un processo biologico attivo tanto importante per il corretto funzionamento celebrale, specialmente in età di sviluppo.
Negli adulti, invece, le conseguenze di uno stile di vita marcatamente sedentario si associa a un incremento della mortalità per tutte le cause, con un rischio molto elevato di perdere la vita a causa di patologie cardiovascolari e tumori.
La “regola” dei 150 minuti
Rimanere fermi a lungo poi, aumenta anche la probabilità stessa di ammalarsi, favorendo malattie cardiache, cancro e diabete di tipo 2, patologia che con un’adeguata attività fisica si riduce di oltre il 50% nelle presone predisposte. Diversi studi hanno documentato come, svolta per almeno 150 minuti a settimana (pari a due ore e mezza), sia efficace anche in chiave riabilitativa in pazienti reduci da un infarto, mantenendo una frequenza cardiaca moderata, tra gli 80 e i 120 battiti al minuto, utile a recuperare la salute fisica oltre ad allungare l’aspettativa di vita in buona salute.
Persino dopo un attacco di cuore, l’attività fisica viene prescritta dal medico come fosse un farmaco, il riallenamento allo sforzo, infatti, fa parte del trattamento e la riabilitazione è possibile fin dalle dimissioni dall’ospedale. Sotto controllo medico non ci sono controindicazioni a muoversi o a camminare e uno studio del dicembre 2025 condotto su più di 1000 pazienti portatori di uno stent dopo un’angioplastica ha ulteriormente rilevato l’efficacia di questo approccio.
Appena 30 minuti di movimento al giorno per cinque giorni a settimana quindi attivano un circolo virtuoso utile al benessere di tutto corpo. Ripristinare il tono muscolare aiuta a combattere la stanchezza, anche cronica, e in linea generale, le camminate anche veloci, le passeggiate in bicicletta, in caso di artrosi per non caricare il peso sugli arti inferiori, il giardinaggio e il potenziamento muscolare a corpo libero o con pesi leggeri, non superiori a 5 chili, vanno bene per tutti.
Il programma Vivifrail
Certamente, dopo anni di sedentarietà è opportuno verificare con il proprio medico curante il rischio cardiovascolare complessivo, prendendo in considerazione fattori come il tabagismo, il tasso di colesterolo, l’ipertensione arteriosa, la presenza di diabete o altre patologie, per poter adattare l’attività e i movimenti in un approccio progressivo e delicato meno stressante per l’organismo e la persona.
È noto che certi dolori aumentano rimanendo fermi e inattivi, portando a situazioni che agevolano l’abuso di analgesici ma il semplice fatto di muoversi stimola la produzione di liquido sinoviale, che è il lubrificante naturale delle articolazioni e anche un mal di schiena migliora. Su un piano puramente meccanico è chiaro che un’articolazione lubrificata e sostenuta da muscoli tonici faccia meno male come pure è risaputo che la rigidità legata all’artrosi, per esempio, si combatte con lo stretching e con esercizi di flessibilità, malesseri che impattano sulla vita quotidiana di moltissime persone ma che possono trovare benefici avvertibili già dopo pochi giorni con i giusti movimenti.
Con la pratica di esercizio fisico strutturato è possibile rallentare gli effetti dell’invecchiamento e tra le iniziative dell’Unione europea nate per proteggere la salute dei cittadini, promuovere il benessere e sostenere la salute pubblica, il programma internazionale Vivifrail ha studiato un metodo scientifico con esercizi iniziali per 12 settimane (che diventano sempre più sfidanti), finalizzato a migliorare l’autonomia delle persone anziane, over 70, per contrastare la trasformazione della vecchiaia in una condizione di disabilità e dipendenza dagli altri. Forza muscolare, equilibrio, flessibilità e resistenza cardiovascolare sono i quattro pilastri o elementi cardine dell’allenamento fisico su cui si basa il programma Vivifrail. Si sa che con l’invecchiamento la massa e la forza muscolare diminuiscono, sarcopenia, portando a un’instabilità posturale che espone al grave rischio di cadute e infortuni domestici.
Focus sull’invecchiamento attivo
Certamente l’invecchiamento altera anche la coordinazione del cervello con i recettori
dell’equilibrio, ma nulla è perso completamente se con movimenti specifici e costanti si riallena il sistema nervoso a reagire. Inoltre, paradossalmente, cuore e polmoni faticano di più nell’immobilità della sedentarietà in quanto non sono aiutati dal movimento attivo e armonico del resto corpo. Un po’ come dire che si stancano/usurano di più perchè devono fare tutto loro. Senza l’attivazione della pompa muscolare del polpaccio, definita il nostro “secondo cuore“, e con le arterie rese rigide dalla sedentarietà, il cuore lavora da solo. Ecco perchè camminare aiuta il cuore. Come ogni muscolo, se non viene allenato (in questo caso a battere più forte) perde elasticità e diventa più piccolo e così è costretto a fare più battiti per pompare la stessa quantità di sangue.
Tutto il movimento promosso da Vivifrail riattiva queste funzioni, prevenendo e contrastando la fragilità muscolare per azzerare il rischio di cadute e mantenere l’anziano autosufficiente per più anni.
Gestione della salute
Un recente studio dell’Oms ha indicato che il 31% della popolazione adulta mondiale, pari a 1,8 miliardi di persone, è fisicamente inattivo cioè non soddisfa i 150 minuti di attività fisica moderata raccomandati per la salute e dunque per un buon invecchiamento, percentuale che potrebbe salire al 35% entro il 2030. E così per promuovere e implementare l’attività fisica nella società sono state fornite delle raccomandazioni politiche per Paesi e comunità. Un compito che richiede certo coordinamento politico e azione locale per la gestione della salute pubblica, la pianificazione dei trasporti, dei luoghi di lavoro, delle scuole, delle città per poter creare soluzioni adatte al contesto culturale e sociale di ogni Paese colmando le disuguaglianze che ancora rendono l’attività fisica, salute e movimento in sicurezza e costanza, un diritto accessibile a tutti.
Adamo De Palma
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