Nuovo sostegno europeo alle forze egiziane per rafforzare stabilità, protezione dei civili e controllo delle rotte nel Mediterraneo e nel Mar Rosso
Il Consiglio ha adottato oggi (8 Giugno 2026) una misura di assistenza da 20 milioni di euro nell’ambito del Fondo europeo per la pace (Fep) a favore delle Forze armate egiziane (Fae), con l’obiettivo di rafforzarne le capacità operative e contribuire alla sicurezza e alla stabilità nazionale dell’Egitto. La decisione si inserisce in una fase di forte tensione nello scenario regionale e conferma la volontà dell’Ue di consolidare il partenariato con Il Cairo, considerato un interlocutore strategico per la sponda sud del Mediterraneo e per gli equilibri del Mar Rosso.
La nuova misura porta a 40 milioni di euro il sostegno complessivo del Fep all’Egitto dal 2024, segnalando un progressivo rafforzamento della cooperazione tra Bruxelles e Il Cairo anche sul versante della difesa. In particolare, il finanziamento servirà ad aumentare la capacità delle forze egiziane di garantire la sicurezza marittima nel Mediterraneo e nel Mar Rosso, due aree centrali per i traffici commerciali, la stabilità regionale e la protezione delle rotte internazionali.
Un partenariato in crescita
L’iniziativa odierna arriva a distanza di due anni dal salto di qualità nelle relazioni bilaterali tra Ue ed Egitto. Nel marzo 2024 le due parti hanno firmato una dichiarazione congiunta su un partenariato strategico e globale, che ha ulteriormente elevato il livello del dialogo politico ed economico. L’intesa si fonda su sei pilastri:
- relazioni politiche;
- stabilità economica;
- commercio e investimenti;
- migrazione e mobilità;
- sicurezza;
- demografia e capitale umano.
Il quadro di cooperazione si è rafforzato anche nel 2025 con il primo vertice Ue–Egitto, tenutosi a Bruxelles il 22 ottobre, che ha offerto l’occasione per rilanciare il partenariato e approfondire i dossier più delicati, dalla sicurezza alla cooperazione economica. Nel 2026, inoltre, si è svolto al Cairo il primo dialogo Ue–Egitto su sicurezza e difesa, il 31 marzo, un passaggio che ha dato ulteriore concretezza alla dimensione strategica della relazione.
Il peso del Fondo europeo per la pace
Istituito nel marzo 2021, il Fondo europeo per la pace rappresenta uno degli strumenti più determinanti della politica estera e di sicurezza comune dell’Ue. Si tratta di un fondo fuori bilancio pensato per prevenire i conflitti, costruire e preservare la pace e rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionali. Attraverso il Fep, l’Ue può finanziare azioni che rafforzano le capacità militari e di difesa di Stati terzi e organizzazioni regionali e internazionali, oltre a sostenere aspetti militari delle operazioni di supporto alla pace.
Il fondo opera attraverso due pilastri:
- il pilastro Operazioni, che copre i costi comuni delle missioni e operazioni della politica di sicurezza e difesa comune;
- il pilastro Misure di assistenza, che consente di intervenire nei Paesi partner con forniture, infrastrutture e supporto tecnico. Le azioni finanziate devono rispettare il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario.
Secondo i dati pubblicati dalle istituzioni europee, il Fep dispone di una dotazione complessiva superiore ai 17 miliardi di euro per il periodo 2021–2027, dopo vari incrementi approvati nel corso degli ultimi anni. Lo strumento ha sostituito e ampliato i precedenti meccanismi finanziari del settore, tra cui il meccanismo Athena e il Fondo per la pace in Africa.
Sicurezza marittima e contesto regionale
La scelta di sostenere le capacità delle Forze armate egiziane in ambito marittimo risponde a una priorità concreta: la tutela delle rotte commerciali nel Mediterraneo e nel Mar Rosso. L’Egitto occupa una posizione geografica decisiva tra Africa, Medio Oriente ed Europa, e il suo ruolo nella sicurezza delle vie di comunicazione marittima ha ricadute dirette non solo sulla stabilità regionale, ma anche sugli interessi economici europei.
In un contesto segnato da crisi multiple, dall’instabilità mediorientale alle tensioni sulla sicurezza delle rotte marittime, il rafforzamento della cooperazione con Il Cairo appare per Bruxelles una scelta di continuità strategica. L’Ue considera infatti l’Egitto un partner fondamentale per la gestione dei rischi nel Mediterraneo allargato, anche in relazione ai flussi migratori, alla sicurezza energetica e alla protezione delle infrastrutture critiche.
Il quadro economico
Accanto alla cooperazione in materia di difesa, il partenariato Ue-Egitto include una forte componente economica e finanziaria. Per il periodo 2024–2027 è previsto un pacchetto complessivo da 7,4 miliardi di euro, articolato in 5 miliardi di prestiti di assistenza macrofinanziaria, 1,8 miliardi di investimenti addizionali e 600 milioni di euro di sostegno a priorità specifiche, compresi 200 milioni per la migrazione.
Nel dicembre 2024 l’Ue ha erogato 1 miliardo di euro sotto forma di assistenza macrofinanziaria a breve termine, mentre nel 2025 è stato adottato un secondo pacchetto da 4 miliardi di euro, di cui il primo miliardo è stato versato nel gennaio 2026. Nel giugno 2025 è stato inoltre lanciato il meccanismo Ue-Egitto di garanzia degli investimenti a favore dello sviluppo, con l’obiettivo di mobilitare fino a 5 miliardi di euro entro il 2027 per sostenere in particolare la transizione verde.
Commercio e investimenti
Le relazioni economiche tra Ue ed Egitto sono solide e di lunga data. Nel 2024 l’Ue è risultata il principale partner commerciale dell’Egitto, rappresentando il 22% degli scambi complessivi del Paese. Gli scambi di beni hanno raggiunto 32,5 miliardi di euro, con 12,6 miliardi di importazioni dall’Egitto e 19,9 miliardi di esportazioni verso il mercato egiziano.
L’ultimo decennio ha visto una crescita di circa il 40% negli scambi di beni tra le due sponde del Mediterraneo, con aumenti marcati sia nelle importazioni sia nelle esportazioni. Tra i principali prodotti scambiati figurano sostanze chimiche, macchinari e apparecchiature, prodotti minerali e ortaggi. Anche i servizi hanno segnato una forte espansione: nel 2023 gli scambi hanno superato i 15,1 miliardi di euro e sono più che raddoppiati rispetto al 2013.
Ricerca e innovazione
Un altro tassello importante del rapporto bilaterale riguarda la cooperazione scientifica. Nell’aprile 2025 l’Ue e l’Egitto hanno concluso i negoziati per l’associazione del Paese nordafricano a Orizzonte Europa, il programma faro europeo per la ricerca e l’innovazione. Una volta formalizzato, l’accordo consentirà ai ricercatori e alle organizzazioni egiziane di partecipare a progetti comuni alle stesse condizioni delle entità stabilite nei Paesi membri dell’Ue.
Questo passaggio rafforza ulteriormente il partenariato strategico, collegando la dimensione della sicurezza a quella dello sviluppo umano, dell’innovazione e della competitività. Per Bruxelles, infatti, la stabilità di lungo periodo nel Mediterraneo passa anche attraverso investimenti in istruzione, formazione, ricerca e capitale umano.
Un asse destinato a rafforzarsi
La misura da 20 milioni approvata oggi conferma una linea politica ormai delineata: l’Ue intende investire con maggiore continuità nei rapporti con l’Egitto, combinando sostegno economico, cooperazione strategica e strumenti di sicurezza. In questa prospettiva, il Fep non rappresenta soltanto un canale di assistenza militare, ma anche un meccanismo di proiezione politica dell’Ue nelle aree più sensibili del vicinato meridionale.
In un Mediterraneo sempre più attraversato da crisi interconnesse, Bruxelles punta dunque su partenariati strutturati con partner chiave come Il Cairo. E la nuova misura di assistenza alle Forze armate egiziane si inserisce esattamente in questa traiettoria: rafforzare le capacità di un alleato regionale per contribuire alla sicurezza comune, alla stabilità del quadrante mediterraneo e alla protezione dei civili.
Se il rapporto bilaterale continuerà a svilupparsi lungo questa direttrice, il dossier Ue-Egitto potrebbe diventare uno dei casi più significativi della strategia europea verso il Mediterraneo allargato nei prossimi anni.
Ginevra Larosa
Foto © AI













