La Banca d’Italia, in collaborazione e accordo con il governo e le autorità competenti dell’Ue, ha selezionato l’advisor finanziario dopo il decreto salvabanche
La Banca d’Italia ha avviato il processo di cessione per le quattro “good bank” nate con il decreto governativo detto “salvabanche” e conferma tempi brevi per la vendita di Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. Banca d’Italia ha selezionato con apposita gara Société Générale in qualità di advisor finanziario, Oliver Wyman in qualità di consulente strategico e lo Studio Chiomenti quale advisor legale.
Le manifestazioni d’interesse, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa riferendolo al presidente Roberto Nicastro, sono del resto già arrivate, sia dall’Italia che dall’estero (una trentina gli “approcci” per la sola Banca Etruria), e il processo di vendita sarà attuato in tempi brevi, supervisionato dall’Unità di Risoluzione e gestione delle crisi della stessa Banca d’Italia attraverso il Fondo di Risoluzione, un istituto previsto sia dal diritto europeo che da quello italiano, finanziato da contributi di tutto il sistema bancario italiano nel rispetto delle norme europee in materia di aiuti di Stato.
Il processo, come comunica Bankitalia, sarà «trasparente e non discriminatorio, esclusivamente finalizzato a massimizzare il ricavato nell’interesse delle aree economiche in cui le Banche stesse sono radicate».
Le attività delle quattro banche sono state ristrutturate per facilitare il processo di vendita: ogni “banca-ponte” è capitalizzata al 9% delle attività di rischio ponderate; gli attivi problematici in sofferenza saranno trasferiti a un nuovo veicolo separato denominato Rev Spa, anch’esso capitalizzato dal Fondo di Risoluzione, cui verrà riconosciuto il ricavato della vendita o della gestione di quegli attivi.
Le quattro Banche, escludendo le attività problematiche in sofferenza, rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l’1% dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro. La gestione operativa e commerciale delle banche è attualmente affidata a Consigli di Amministrazione (CdA) appositamente designati, presieduti dal presidente Roberto Nicastro.
«Ciò che resta ancora da valutare», ha spiegato Nicastro all’Ansa, «è però se la cessione avverrà in blocco per le quattro banche oppure singolarmente». Nel frattempo, l’intenzione è quella di avviare azioni di responsabilità sulle “bad bank“, sperando che l’Italia possa ottenere il via libera europeo a stornare gli eventuali incassi sui clienti che, nell’operazione di salvataggio, hanno perso gran parte dei loro investimenti. Per CariFerrara e Banca Marche sono già state avviate cause per recuperare 400 milioni di euro e numeri importanti, ha precisato il presidente delle “good bank”, potrebbero arrivare anche per Banca Etruria e CariChieti.
Sophia Ballarin
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