Mariupol delenda est

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Mariupol

Almeno 5.000 persone sono state uccise, 170.000 persone intrappolate nella città con carenza di cibo, acqua, medicinali, elettricità. Sabato 2 aprile 3.700 persone sono state evacuate e portate nella città di Zaporižžja

Nessuno avrebbe immaginato che una piccola città dell’Ucraina come Mariupol (430 mila abitanti) potesse diventare in breve tempo così popolare in negativo agli occhi del Mondo.

In questi primi 40 giorni di guerra voluta da Vladimir Putin con l’aggressione all’Ucraina, il 90% delle infrastrutture di Mariupol è stato distrutto. La causa è l’incessante opera di bombardamento messa in atto dalle truppe russe.

«La guerra continua a devastare città ucraine. Alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti», ha spiegato il presidente Volodymyr Zelenskyj nel suo intervento del 22 marzo al Parlamento italiano. «Mariupol è completamente bruciata dopo tre settimane, una città grande come Genova. Immaginate la vostra Genova distrutta» ha concluso Zelenskyj.

Mariupol era una città importante nel tessuto economico dell’Ucraina con fabbriche per la produzione di ferro, acciaio, macchinari pesanti e cantieri navali. È il più grande porto commerciale del mar d’Azov. Era diventata una moderna città europea. Dopo oltre un mese di bombardamenti resta ben poco della “città di Maria”, definita “la perla del mar d’Azov” per la sua posizione geografica e bellezza.

La storia forse non ci ha insegnato molto

La resistenza eroica della popolazione unita ai soldati dell’esercito ucraino rimanda alla memoria l’insurrezione del ghetto di Varsavia che opponeva pochi ebrei polacchi alla soverchiante supremazia dei soldati del terzo Reich.

Guernica, Coventry, Dresda, Srebrenica, Sarajevo, Aleppo, Mariupol, sono le città che esprimono fortemente la vergogna del Mondo. Per conoscere gli orrori della guerra in Ucraina, bisogna vedere come è ridotta Mariupol.

Per rimetterla in piedi «serviranno almeno 10 miliardi di dollari», ha spiegato il primo cittadino, Vadym Boychenko.

«Almeno 5.000 persone uccise a Mariupol. Città assediata dalle forze armate russe», ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelenskyj in un videomessaggio diffuso il 31 marzo. «Si stima che circa 170.000 persone stiano ancora lì ad affrontare la carenza di cibo, acqua ed elettricità. La Croce Rossa ha affermato che una squadra diretta in città per un’evacuazione è dovuta tornare indietro venerdì (1° aprile) «in quanto le condizioni hanno reso impossibile procedere, un altro tentativo verrà effettuato sabato» ha concluso Zelenskyj.

Intervento della Croce Rossa

Si stima che 40/45 mila persone (secondo Kiev) siano state deportate in Russia.

Mariupol

Finalmente sabato 2 aprile un convoglio di 42 bus, scortato dalla Croce Rossa, ha condotto più di 3.700 persone da Mariupol fino alla città di Zaporižžja.

«Quando morrò seppellitemi/ sull’alta collina/ nella nostra steppa/ della bella Ucraina/. Che si vedano i campi/ e il Dniepr stizzito./ Allor, lascerò la terra,/ salirò al Dio/ per pregare» ha scritto Taras Shevchenko. Il poeta e scrittore dell’Ottocento si batteva per l’indipendenza dell’Ucraina.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Reuters, AssociatedPress

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