Roma al centro dell’accoglienza con il Giubileo 2025, opere per 4 miliardi

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Giubileo 2025

Favorire la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia. Una miriade di lavori che trasformeranno la Capitale, dandole un volto nuovo

C’è grande attesa tra i fedeli di tutto il Mondo per il Giubileo del 2025, il XXVII nella storia della Chiesa dal primo indetto da Bonifacio VIII nel 1300.

“Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza” ha scritto Papa Francesco nella lettera a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, dicastero al quale è affidata l’organizzazione dell’Anno Santo.

Un segno di rinnovata rinascita dopo gli ultimi due anni di pandemia devastante con milioni di morti nel Mondo, con la guerra in Ucraina voluta dal presidente russo Vladimir Putin che ha fatto migliaia di morti in questi 11 mesi, con i micro conflitti che sfociano in una guerra a pezzi, come ripete spesso Papa Francesco. In attesa della Bolla di indizione, afferma di “rallegrarsi” nel pensare che l’anno 2024 possa essere una grande “sinfonia di preghiera”.

Iniziano i preparativi

Accanto al lato spirituale ed ecclesiale si procede con la programmazione (due anni passano in fretta se si vuole lavorare con profitto) di una miriade di lavori che trasformeranno Roma dandole un nuovo volto.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha illustrato insieme al sindaco di Roma e commissario straordinario al Giubileo 2025, Roberto Gualtieri, il Dpcm che approva e avvia le opere essenziali e indifferibili che consentono alla città di Roma Capitale di accogliere i pellegrini e i turisti in vista del Giubileo 2025 della Chiesa Cattolica.

«Oggi è una giornata davvero importante perché presentiamo questo Dpcm che rappresentata i principali interventi del Giubileo 2025. Parliamo di oltre 1 miliardo di euro per 87 interventi. In totale saranno 2,3 miliardi e sfiorerà i 4 con il secondo Dpcm e gli interventi complementari» ha spiegato il sindaco Gualtieri.

Interventi

Roma si prepara a ricevere 4 miliardi di euro per la riqualificazione dello spazio pubblico, dei luoghi giubilari, delle periferie. Riqualificazione e valorizzazione; accessibilità e mobilità; accoglienza e partecipazione; ambiente e territorio: questi i punti cardini nel programma delle opere previste per il Giubileo 2025.

Per la riqualificazione dello spazio pubblico e la viabilità, sono stati individuati, tra gli altri, diversi interventi che riguardano l’area del Vaticano, come la realizzazione del sottovia di Piazza Pia, e la pedonalizzazione di Via della Conciliazione; il rinnovamento di Piazza dei Cinquecento e della Stazione Termini; la riqualificazione dei percorsi pedonali Via OttavianoSan Pietro e Stazione San Pietro.

Sono stati annunciati anche interventi su tutti i luoghi giubilari, a partire dalle Basiliche. Nell’ambito dell’accoglienza, il progetto prevede la realizzazione di un ostello della gioventù a Santa Maria della Pietà, e un centro di accoglienza per persone senza fissa dimora. Un piano dettagliato e molto ambizioso e per questo Mantovano vuole fare presto, pensando «all’attivazione di una cabina di regia che nelle intenzioni si riunirà ogni 15 giorni per garantire il rispetto rigoroso della tempistica».

Per Roberto Gualtieri: «I tempi sono obbligati e abbiamo il dovere di correre. Esiste un cronoprogramma per ogni opera, trimestre per trimestre, e, dove sarà necessario recuperare dei tempi, eserciteremo i poteri del commissario come la riduzione dei tempi per la conferenza dei servizi».

Giubileo 2025Un Giubileo pensato in collaborazione con la Santa Sede, e per questo il sindaco ha presentato a Papa Francesco il progetto. «È stato un incontro bellissimo e toccante, dove gli ho preannunciato di questo appuntamento e gli ho dato la copia degli interventi previsti per il Giubileo». Il programma è frutto di confronto con tanti soggetti e con il dialogo con la Santa Sede.

Altre zone interessate

Il quartiere Prati con la zona intorno e l’area di Tor Vergata subiranno una “rivoluzioneurbanistica, e quest’ultima diventerà uno spazio grande per ospitare un gran numero di persone, come era avvenuto con la Giornata mondiale della Gioventù nel 2000.

Rinnovamento del centro storico e recupero del fiume Tevere, nuovi bus ecologici e una “Casa” sull’Appia per i pellegrini che potranno contare su percorsi dedicati per raggiungere San Pietro e le Basiliche giubilari.

Somme ingenti anche per i XV Municipi (avranno 3 milioni di euro ciascuno). Riqualificata sarà anche l’illuminazione degli svincoli dei 68 chilometri del Grande Raccordo Anulare.

Il Tevere sarà oggetto di un recupero ambientale con la realizzazione di un’oasi naturalistica tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio. Ogni Municipio potrà realizzare la riqualificazione delle aree esterne di una Chiesa individuata tra quella più rappresentativa del territorio. L’individuazione sarà condotta insieme al Vicariato di Roma.

Nel 2000 un Giubileo memorabile

Il Giubileo che verrà (presto, molto presto) dovrà misurarsi con quello – quasi profetico – del 2000, fortemente voluto e caratterizzato dalla figura di Papa Wojtyla che, seppur in una fase declinante della vita, aveva messo il sigillo della sua fede incrollabile, della sua volontà di traghettare la Chiesa al Terzo Millennio, di rafforzare la sua posizione nel Mondo contemporaneo come guida spirituale.

Numeri che difficilmente potranno essere ripetuti: 163 Paesi rappresentati; 25 milioni di arrivi per l’intero Anno Santo (secondo l’Agenzia romana per il Giubileo); 1 milione 500 mila i partecipanti alla veglia e alla Messa di Tor Vergata del 20 agosto per la Giornata mondiale per la Gioventù. Numeri che proiettano la Chiesa di Giovanni Paolo II al centro dell’attenzione mondiale. Un Papa carismatico, il nuovo Mosè lo avevano definito i vaticanisti Domenico Del Rio e Luigi Accattoli, che aveva segnato in modo indelebile gli ultimi 25 anni del XX secolo, il “secolo breve”.

Sarà in grado Francesco (o il suo successore) a rinverdire i fasti dell’Anno giubilare del 2000?

Papa Bergoglio è impegnato in un faticoso rinnovamento della Chiesa, nello spirito del Vaticano II: “Le quattro Costituzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II, unitamente al magistero di questi decenni, continueranno a orientare e guidare il popolo santo di Dio, affinché progredisca nella missione di portare a tutti il gioioso annuncio del Vangelo” scrive nella lettera a Monsignor Rino Fisichella.

E nel ricomporre frizioni, “rivolte” di alcuni cardinali di Curia non in linea con il suo operato, scandali che stanno minando la credibilità come quello della pedofilia; scandali finanziari come l’acquisto del palazzo in 60 Sloane Avenue a Londra per 350 milioni di euro circa e rivenduto a Bain Capital per 186 milioni di euro, e le recenti accuse mosse da padre Georg Gänswein nei giorni del lutto per la morte del papa emerito Benedetto XVI, accusando Papa Francesco di aver “spezzato il cuore” di Ratzinger con la decisione sulla messa in latino e di averlo “scioccato”, rendendolo “un prefetto dimezzato”.

Le forze dell’ottuagenario Josè Bergoglio sono orientate con determinazione a dare un volto nuovo alla Chiesa, una chiesa dei poveri per i poveri, ma anche a respingere attacchi financo eretici che mirano a indebolirne le forze. Gli avversari mirano a indurlo a rassegnare le dimissioni perché non in grado di guidare la Chiesa cattolica. All’Angelus di domenica 15 gennaio Francesco ha risposto: «Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno, testimoniando che il punto di riferimento della vita è Gesù». Insomma ci troviamo di fronte un Papa che Marco Politi ha così ben descritto nel suo libro di pochi anni fa “Francesco tra i lupi. Il segreto di una rivoluzione”.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Ansa, Vatican news

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