Medio Oriente, Abu Mazen accusa Hamas

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Gaza

Israele continua a chiudere i valichi di Rafah, Kerem Shalom e Al Awja e impedisce l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza per il decimo giorno consecutivo

 

In Bahrain, a Manama, il vertice della Lega araba si è aperto con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, noto anche come Abu Mazen, che accusa Hamas di aver dato dei «pretesti» a Israele per attaccare Gaza.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, a margine del vertice, ha avuto un colloquio, incentrato sul deterioramento delle condizioni a Gaza, con il capo della Lega araba Ahmed Aboul-Gheit che ha commentato «la bussola morale del segretario generale delle Nazioni Unite va nella giusta direzione ed esprime i valori dell’organizzazione internazionale e del diritto internazionale di fronte all’occupazione» israeliana.

Guterres in un post su X scrive che “in termini di velocità e di portata, la guerra a Gaza è il conflitto più mortale del mio mandato da segretario generale, per civili, operatori umanitari, giornalisti e personale Onu. Il bilancio delle vittime civili continua ad aumentare. Qualsiasi attacco a Rafah è inaccettabile” – continua ancora – “provocherebbe un’altra ondata di miseria quando avremmo bisogno di un’ondata di aiuti salvavita“.

Richiesto aiuto dell’Onu

Una bozza della dichiarazione finale del 33° vertice arabo, in corso nel Bahrein, ottenuta dall’egiziano Ahram online, contiene un appello da parte degli Stati arabi adispiegare forze di protezione internazionale e di mantenimento della pace sotto il controllo delle Nazioni Unite nei territori palestinesi occupati fino al raggiungimento della soluzione dei due Stati”. Inoltre si chiede l’impegno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a “intraprendere azioni chiare per attuare la soluzione e stabilire una tempistica per il processo politico e i negoziati. Il ritiro delle forze di occupazione israeliane da tutte le aree della Striscia di Gaza, la revoca dell’assedio imposto su di essa e la riapertura di tutti i valichi per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari”.

I leader arabi, secondo il documento, ritengono Israele responsabile anche della distruzione delle Città e delle infrastrutture civili nella Striscia ribadendo il loro “rifiuto categorico di qualsiasi tentativo di sfollare con la forza i palestinesi dalle loro terre nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est”. Inoltre affermano “il totale e deciso rifiuto di qualsiasi sostegno a gruppi armati o milizie che operano al di fuori dell’autonomia dei Paesi e che perseguono o eseguono programmi esterni in conflitto con gli interessi superiori degli Stati arabi”. Questi concordanosul principio della difesa della propria autonomia e integrità territoriale e sulla necessità di proteggere le proprie istituzioni nazionali da qualsiasi tentativo esterno di aggressione, imposizione, influenza, indebolimento dell’autonomia o compromissione dei loro interessi”.

Valichi Gaza chiusi da 10 giorni

Intanto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha annunciato che «Altre truppe entreranno a Rafah. E l’operazione si intensificherà».

Intanto il capo della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai, Khaled Zayed, denuncia che Israele continua a chiudere i valichi di Rafah, Kerem Shalom e Al Awja e Gazaimpedisce l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza per il decimo giorno consecutivo. Ribadendo, inoltre, che «questa è la situazione da quando l’esercito israeliano ha occupato la Città e il valico di Rafah sul lato palestinese». Bloccato, come nei giorni scorsi, anche l’arrivo in Egitto di feriti, stranieri e con doppia cittadinanza. Mentre, all’aeroporto del Sinai continuano ad arrivare aerei con aiuti umanitari provenienti da Paesi arabi e non. Anche il porto di Al-Arish e i magazzini della Mezzaluna Rossa egiziana nel Nord Sinai sono pieni di cibo, medicine, tende e coperte, e ogni genere di prima necessità.

“Le autorità egiziane hanno continuato ad aprire i cancelli del terminal di Rafah sul lato egiziano, gli addetti sono al loro posto e tutto è pronto in qualunque momento per la ripresa dei passaggi“, fa sapere una fonte della sicurezza egiziana, “non appena Israele lo consentirà“. E aggiunge che 3.500 camion di aiuti umanitari sono predisposti in questo momento per la consegna.

Al molo Usa in arrivo aiuti

L’esercito statunitense ha annunciato oggi che circa 500 tonnellate di aiuti umanitari saranno consegnati a Gaza nei prossimi giorni, dopo l’installazione del porto artificiale sulla costa del territorio assediato dall’esercito israeliano. «Poche ore fa, il porto temporaneo è stato allestito con successo su una spiaggia», ha dichiarato Brad Cooper del Comando dell’esercito statunitense per il Medio Oriente (Centcom). «Penso che avremo circa 500 tonnellate di aiuti umanitari nei prossimi giorni. Si tratta di una quantità piuttosto elevata, che al momento è suddivisa tra diverse imbarcazioni», ha aggiunto alla stampa. Controllati a monte a Cipro, gli aiuti saranno distribuiti rapidamente a Gaza una volta sbarcati attraverso questa nuova infrastruttura, ha insistito.

Operazione a Rafah ultima tappa della distruzione

Secondo l’avvocato del Sudafrica, Vaughan Lowe, che ha parlato davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja oggi riunita su richiesta di Pretoria nell’ambito della sua istanza contro Israele per genocidio, l’operazione dell’esercito israeliano a Rafah «l’ultima tappa della distruzione di Gaza e del suo popolo palestinese». Inoltre ha accusato Israele di aver intensificato il genocidio a Gaza e ha sollecitato la Corte a ordinare la fine dell’assalto israeliano a Rafah. «Il Sudafrica sperava, l’ultima volta che siamo comparsi davanti a questa Corte, di fermare questo processo di genocidio per preservare la Palestina e il suo popolo», ha affermato l’avvocato Vusimuzi Madonsela. «Invece, è continuato a ritmo sostenuto e ha appena raggiunto uno stadio nuovo e orribile».

La minaccia degli Houthi

Qualsiasi nave di qualsiasi compagnia diretta verso i porti israeliani sarà presa di mira dagli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, in qualsiasi area che le loro capacità possano raggiungere, non solo limitatamente alla regione del Mar Rosso, ha affermato Abdulmalik al-Houthi, leader del gruppo, in un discorso televisivo.

 

Ginevra Larosa

Foto © TvSvizzera, Agenzia Nova, Al-Monitor, NBC News

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