La legge di conservazione della specie può spiegare il comportamento sessuale di vari primati, uomo compreso
Perché a volte gli animali hanno comportamenti infedeli alla coppia di appartenenza? Perché alcuni esseri umani hanno relazioni extraconiugali? Come altri comportamenti, anche l’infedeltà può essere analizzata dal punto di vista dell’evoluzione. Ovviamente non è in discussione l’apparato morale e religioso che la nostra civiltà ha associato alla sessualità. Tuttavia può essere interessante comparare l’etologia dell’homo sapiens, con quella di altri animali in relazione all’infedeltà della coppia.
Le famiglie monogame
Il nostro sistema di abbinamento dei partner si basa su coppie formate da un uomo e una donna che allevano insieme la prole e instaurano un legame duraturo. L’adulterio, o sesso extraconiugale, è considerata un’eccezione al modello normale di sesso tra coniugi. Almeno ufficialmente, nella maggior parte degli Stati moderni la famiglia umana è monogama. Nelle società di cacciatori-raccoglitori, che sono modelli migliori di come ha vissuto l’umanità nell’ultimo milione di anni, la maggioranza dei maschi è in grado di mantenere una sola famiglia, però alcuni uomini potenti hanno molte mogli. I grandi harem mantenuti da sovrani diventarono possibili solo quando l’avvento dell’agricoltura e del Governo centralizzato permise loro di tassare tutti i sudditi per nutrire i figli nati nell’harem reale.
Coppie si ma isolati
A parte l’uomo, anche un’altra specie di primati forma coppie permanenti: sono le piccole antropomorfe chiamate gibboni. Il loro sistema di accoppiamento, tuttavia, è diverso da quello umano. Le coppie vivono da sole, lontano da altri gibboni, non in gruppi o comunità. Quelli che hanno instaurato un legame di coppia non hanno rapporti sessuali al di fuori del duo. Questa fedeltà è fortemente favorita dalla pratica dell’isolamento. Noi invece viviamo in gruppi sociali, non in coppie solitarie.
Un secondo corteggiamento dato dalla paura
In uno studio sugli aironi azzurri, i ricercatori hanno osservato che i maschi rimangono a guardia del nido mentre le loro compagne vanno alla ricerca di cibo. Nei primi due giorni, i maschi corteggiano altre femmine di passaggio come per assicurarsi la presenza di una partner di riserva nel caso in cui la compagna dovesse abbandonarlo (cosa che accade nel 20% dei casi). D’altra parte, le femmine di passaggio sono in cerca di un compagno e non si accorgono che il maschio è già accoppiato. Alla fine, il maschio, se constata che la compagna non lo abbandona, smette di corteggiare le altre.
I maschi fanno ciò che vogliono, ma con il consenso
I gabbiani reali seguono una strategia diversa. Molti maschi accoppiati hanno anche
rapporti fuori della coppia. Tutte le femmine accoppiate, per contro, rifiutano le avances degli altri e non flirtano mai con i vicini quando i compagni sono assenti. Tutti i maschi che commettono adulterio lo fanno con femmine non accoppiate. Questi stessi sono molto generosi con le compagne e le riempiono di cibo. Ricerche come queste hanno mostrato che i cosiddetti uccelli monogami non lo sono sempre. In alcune specie, gli adulteri cercano di tenere un piede in due scarpe: da una parte fanno sì che le consorti siano fedeli e dall’altra generano prole con altre femmine.
La specie comanda una prole numerosa
Se si considera la vita come una lotta per l’evoluzione, i vincitori sono gli individui che lasciano il maggior numero di figli. Specie diverse hanno strategie diverse per vincere. Alcune sono esclusivamente monogame, altre sono promiscue e cioè gli individui si possono accoppiare con molti partner. Altre seguono una strategia mista: sono monogame, con qualche eccezione. In qualunque specie, la strategia migliore per i maschi può essere diversa dal metodo più opportuno per le femmine. Per gli uomini, lo sforzo minimo necessario per mettere al Mondo un figlio è l’atto sessuale, che richiede solo una piccola quantità di tempo ed energia. Per le donne, lo sforzo minimo richiesto è l’atto sessuale più nove mesi di gravidanza e, molti anni di cure con un enorme investimento di tempo ed energia.
Società poligamiche
Di conseguenza, nel corso della sua vita un uomo può generare molti più figli di quanti ne possa avere una donna. Solo per fissare qualche numero tratto dal Guinness dei Primati, il record di bambini messi al mondo da un uomo in tutta la sua vita è 888 (imperatore del
Marocco Moulay Ismail il Sanguinario), mentre il record femminile è di 69 figli, nati da una donna russa vissuta nel Settecento con parti gemellari, trigemellari e quadrigemellari. Nella media in poche hanno toccato il limite di 20 figli, mentre nelle società poligamiche alcuni uomini raggiungono facilmente questo numero. Questa differenza biologica significa che dal sesso extraconiugale un uomo può trarre guadagni molto maggiori di quelli possibili a una donna, se l’unica misura del successo fosse il numero di figli generati.
Evoluzione cognitiva e etica per fare la differenza
Questa potrebbe essere una delle ragioni evoluzionistiche per cui un uomo può cercare di avere rapporti sessuali extraconiugali. Per quali motivi potrebbe farlo una donna? Le ricerche condotte in molte parti del Mondo suggeriscono che spesso i motivi che spingono le donne a praticare il sesso extraconiugale sono l’insoddisfazione per il rapporto e il desiderio di una nuova relazione duratura. Naturalmente l’obiettivo di qualunque attività umana non può essere ridotto soltanto a una spinta evoluzionistica. Noi esseri umani siamo capaci di scegliere altri obiettivi. Molti non sono interessati ad avere rapporti sessuali con persone diverse dal partner. Per alcuni, obiettivi come onorare la promessa di essere fedele, attenersi alle proprie credenze religiose e convinzioni morali, o proteggere la famiglia, sono più forti dell’impulso a cercare altri partner sessuali.
Il punto di vista evoluzionistico, pur essendo prezioso per capire come ebbero origine le pratiche sociali e sessuali degli esseri umani, non è l’unico che permetta di spiegare come ci comportiamo oggi. Questa possibilità di scegliere tra obiettivi diversi è una delle differenze più radicali tra noi e gli altri animali.
Nicola Sparvieri
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