Maternità surrogata, verso il reato universale

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Maternità surrogata

Se divenisse legge significherebbe che verrebbe applicata anche all’estero e per gli italiani non sarebbe più possibile farlo nemmeno in territorio straniero

La Commissione giustizia del Senato ha dato il via libera al disegno di legge, proposto da Fratelli d’Italia e fortemente voluto dalla stessa premier Giorgia Meloni, che rende la maternità surrogata reato universale. Se la proposta completasse l’iter e divenisse legge significherebbe che verrebbe applicata anche all’estero e per i cittadini italiani non sarebbe più possibile ricorrere alle pratiche previste nemmeno in territorio straniero. La legge non ha effetti retroattivi. A favore il centrodestra, contrarie tutte le opposizioni. Ora il tutto dovrà essere calendarizzato ma il primo passaggio è stato compiuto. «Il provvedimento è pronto per l’Aula. Il Governo ha fatto il suo, ora sulla calendarizzazione decideranno i capigruppo», ha dichiarato il viceministro alla Giustizia, Francesco Sisto, al termine dei lavori della commissione Giustizia.

Il testo non è stato cambiato rispetto a quello che era stato approvato in prima lettura il 26 luglio 2023 alla Camera. Bocciato solamente un emendamento, presentato dalla Lega, che prevedeva un’ulteriore stretta, innalzando le sanzioni alla reclusione fino a 10 anni e la multa fino a 2 milioni.

Favorevoli

Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, con una nota ha dichiarato che con questo provvedimento si chiudono le porte “al business esecrabile di commercializzazione del corpo femminile e di bambini e si condannano senza indugio alcuno tali pratiche, attraverso cui bambini e donne vengono trattati alla stregua di merci. A fronte di un aumento del ricorso alla maternità surrogata in tutta Europa e nel Mondo, con minore incidenza in Italia”, prosegue Foti, “è nata l’esigenza, sempre più avvertita in ambito nazionale e internazionale, di condannare la diffusione di tali riprovevoli pratiche“.

La maternità surrogata, secondo Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, è «una pratica indegna, che trasforma il corpo delle donne e la procreazione di bambini come merce da vendere al miglior offerente. Tutto questo è oltremodo abominevole e nulla c’entra con la libertà di essere genitore o di fare del proprio corpo ciò che si desidera. Tale business, che diventa sempre più di moda e in voga nel Mondo, bandito in Italia, deve essere assolutamente condannato. Questo provvedimento, che aveva incassato l’ok già alla Camera, è la bandiera che Fratelli d’Italia, sotto l’egida di Giorgia Meloni, sventola con orgoglio perché è la vittoria della vera libertà e civiltà».

Contrari

«È francamente inaccettabile che si facciano le corse per approvare in Commissione un provvedimento che non è neanche calendarizzato per l’Aula e ci sia il totale Maternità surrogatasilenzio da parte dei presidenti di commissione, sul fine vita che invece è in calendario per l’aula il 17 settembre. Su quel disegno di legge non si fa niente, non sono convocate le commissioni mentre si obbliga la commissione Giustizia a lavorare a tappe forzate per chiudere un provvedimento, quello sulla maternità surrogata, che ha carattere ideologico e interessa alla maggioranza». Così il senatore del Pd, Alfredo Bazoli.

Per la senatrice Dem, Anna Rossomando, «la maggioranza dimostra così di non saper affrontare i temi attuali. Ogni volta che c’è una questione che obbliga a fare i conti con l’attualità e con il futuro, loro sono incapaci di stare sui cambiamenti. E questo si traduce in un cinismo rispetto alla vita delle persone».

Palliativo

Intanto Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, rilancia il reddito di maternità. «La mia proposta di legge, che ho annunciato a febbraio al congresso di Forza Italia, è un testo di avvio. Se ne potrà discutere. Io mi sono confrontato con il mio partito. Non ho chiesto il permesso a nessuno, se non alla mia coscienza». Il disegno di legge in questione prevede un reddito di 1.000 euro al mese per un anno, alle donne in difficoltà economiche e con un Isee fino a 15 mila euro, se rinunciano ad abortire.

Inoltre, per ogni figlio, dal terzo in poi, scatterebbe una maggiorazione di 50 euro al mese e di 100 per ogni bambino con disabilità fino al diciottesimo anno d’età. Gasparri ha ribadito che la sua proposta attua l’articolo 5 della legge 194 sull’interruzione di gravidanza «evocata, brandita e usata in tutti i modi» – ha sottolineato – «ma chi lo fa o è in malafede o è disinformato. Quando la legge dice che i consultori hanno il compito di esaminare, con la donna, le possibili soluzioni ai problemi, anche economici, che potrebbero spingerla all’interruzione di gravidanza, e cercare di rimuovere quegli ostacoli, concretamente che fanno? I consultori fanno un predicozzo alle donne? O cosa? Io vorrei evitare che l’articolo 5 sia solo un volantino».

Sono cittadine italiane

Sulle coperture, il testo indica una previsione di spesa fino a 600 milioni di euro annui grazie a un fondo ad hoc previsto a decorrere dal 2024. Ma il senatore ha chiarito: «Ho fatto un calcolo statistico, non sono in grado di prevedere esattamente quanto costerebbe, mi piacerebbe dare più soldi, ma in fondo si danno i bonus per le auto elettriche, per le bici e un bambino varrà di più di un’auto elettrica?». Infine, sul fatto che il contributo è previsto solo per le italiane ha spiegato: «Ho usato il criterio della cittadinanza italiana non come un concetto etnico ma amministrativo e giuridico. Vorrei evitare che una canadese, nel senso di non italiana, possa venire qua per approfittarne».

 

Ginevra Larosa

Foto © Siopi-law, Bill of Health, inviTRA, ABC

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