Intervista a Miss Roma, Beatrice Mazzoni

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Miss Roma

Studentessa in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, aspira a diventare una sceneggiatrice televisiva

Beatrice Mazzoni, padre umbro e madre napoletana, ventenne romana con occhi verdi e capelli castani, è stata incoronata Miss Roma. Studentessa in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, aspira a diventare una sceneggiatrice televisiva e presso l’Arena del Teatro di Tor Bella Monaca ha superato altre venti concorrenti attentamente selezionate da Delta Events. Con questa vittoria, si è qualificata per le prefinali nazionali dell’85ª edizione di Miss Italia, che quest’anno avranno luogo a Numana, in Provincia di Ancona.

Emozionata, agitata e contenta, mettersi in gioco in un concorso del genere è sempre molto bello, è una grande responsabilità, soprattutto per lei che è nata a Roma. Da piccola faceva equitazione, pianoforte, danza classica. Gli amici di sempre le sono stati vicino e, al momento della vittoria, aveva 50 persone al suo fianco. Mi ha concesso questa intervista per Eurocomunicazione.

Come ti sei sentita quando hai saputo di essere stata incoronata Miss Roma tra 20 concorrenti? Cosa ha significato per te vincere questo titolo?

«Veramente emozionante, indescrivibile. Per me è una grande responsabilità rappresentare la mia Città natale, ma mi sento giustissima per questo ruolo. Sono nata a Roma nel 2003 e vivo a Roma. I romani hanno un attaccamento particolare alla propria Città, quasi come se fosse una fede».

Studi Comunicazione Pubblica e d’Impresa e sogni di diventare autrice di programmi televisivi. In che modo pensi che la tua esperienza come Miss Roma possa influenzare o arricchire il tuo percorso professionale? Come hanno influenzato i tuoi genitori, che lavorano nel campo della comunicazione, il tuo interesse per questo settore?

«In un’era in cui l’immagine e la visibilità è tutto, il concorso di Miss Italia dà la possibilità di essere più nota agevolandomi nel mondo dello spettacolo e della moda. Non so se farò per sempre questo lavoro, però mi godo questi anni in cui voglio concentrare tutte le mie energie nel settore della moda, non tralasciando lo studio che è una mia priorità. Un giorno mi piacerebbe diventare un’autrice televisiva. Auguro a me stessa che la mia strada sia piena di sorprese positive».

L’Arena del Teatro di Tor Bella Monaca è un luogo suggestivo e pieno di storia. Come è stato per te partecipare e vincere in un contesto così significativo per la tua Città?

«Per me la valorizzazione delle periferie è un argomento importantissimo. Vengo da una periferia e so cosa vuol dire essere additati come ragazzi di periferia, senza sogni e senza ambizioni. In più da dietro le quinte ho potuto assistere al discorso di Don Coluccia. Mi sento di dire che sono altamente convinta con tutto ciò che ha affermato, bisogna valorizzare gli aspetti positivi e non sottolinearne i negativi. Miss Italia è stato l’esempio, portare cultura, bellezza e positività in un luogo descritto solo da aggettivi negativi per un futuro diverso, perché le cose possono cambiare».

Ora che accedi alle pre-finali nazionali di Miss Italia, quali sono le tue aspettative e come ti stai preparando per affrontare questa nuova sfida?

«Io sono molto soddisfatta così, per me è un grande traguardo già aver ricevuto questo titolo. Ovviamente sarei ipocrita se dicessi che non vorrei arrivare fino alla fine. Mi godo il percorso con spensieratezza, che è la caratteristica che mi contraddistingue».

Miss Italia è un concorso con una lunga tradizione. Come vedi il ruolo delle Miss oggi e quale messaggio vorresti trasmettere alle giovani donne che ti seguono?

«Ad oggi hai la possibilità di esprimerti. Miss Italia ti dà l’opportunità di far vedere cosa c’è dietro labella ragazza”. La bellezza per me è la purezza d’animo, tutto ciò che abbiamo in testa. Alle più piccole mi sento di dire siate libere di essere voi stesse. La libertà di una donna deriva dalle proprie scelte. Siate voi stesse e sarete per sempre felici».

Messaggio di rinascita

Accanto a Don Antonio, la “patron” di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, ha sottolineato con forza l’importanza simbolica del trasferimento di Miss Roma dal centro della Capitale a Tor Miss RomaBella Monaca. «Mi sento a mio agio qui, dove le persone comprendono il mio impegno e la mia battaglia contro gli stereotipi che cercano di relegare la bellezza in secondo piano. Anni fa, con la nostra Miss Italia, Zeudi di Palma, abbiamo discusso a lungo delle problematiche di Scampia. È un onore essere qui oggi» – ha dichiarato – «per portare un messaggio di rinascita attraverso la bellezza delle nostre ragazze». L’evento, condotto da Margherita Praticò e diretto dal regista Mario Gori entrambi figure centrali del concorso nel Lazio, ha celebrato i successi della Regione con i titoli nazionali vinti da Alice Sabatini, Martina Sambucini e Lavinia Abate.

Miss Roma 2024, settima tappa del tour Miss Italia Lazio dedicato alle finali regionali e ai titoli speciali, si inserisce all’interno della seconda edizione di “Lazio, la bellezza del Talento”. Questa iniziativa della Regione è nata con l’obiettivo di valorizzare sia le bellezze paesaggistiche del Lazio che i giovani impegnati in percorsi formativi in diversi settori artistici, come musica, moda, teatro e cinema. La serata è stata la prima tappa della kermesse, promossa da Lazio Innova, che ha visto la partecipazione sul palco dell’Arena del Teatro di Tor Bella Monaca di alcune delle più prestigiose scuole di alta formazione tecnologica della Regione Lazio: Maini Accademia Moda, Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, ITS Academy Lazio Digital, ITS Turismo Academy Roma.

 

George Labrinopoulos

Foto © Roberto Antonelli

Video © Eurocomunicazione

 

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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