Il presidente del Parlamento venezuelano ha proposto una riforma che escluda l’intervento degli stranieri. Ha poi definito il gruppo delle Nazioni Unite «immondizia»
“Il Governo del Venezuela deve porre immediatamente fine alla crescente repressione che ha scosso il Paese dalle elezioni presidenziali del 28 luglio e indagare a fondo sulla serie di gravi violazioni dei diritti umani che si stanno verificando attualmente”. A chiederlo oggi, attraverso una nota ufficiale, è la Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite.
Detenuti anche i bambini
Il 28 luglio 2024 Nicolas Maduro è stato riconfermato alla guida del Paese, nonostante la mancata presentazione dei verbali ufficiali degli scrutini. La controversa proclamazione ha fatto scoppiare proteste in tutto il Venezuela. La missione Onu, in linea con i dati forniti da diverse Ong registra almeno 23 morti. «Le morti segnalate durante le proteste devono essere indagate a fondo e, se l’uso eccessivo della forza letale da parte delle forze di sicurezza e il coinvolgimento di civili armati che agiscono in collusione con loro saranno confermati, i responsabili ne dovranno rispondere», ha affermato il capo della missione, Marta Valiñas.
Gli osservatori Onu rilevano inoltre che la maggior parte dei 1.260 arresti di oppositori registrati dopo le elezioni hanno carattere
“arbitrario” e sono avvenuti “in Rodríguez, del diritto alla difesa, con l’imposizione di gravi accuse penali come terrorismo, cospirazione e crimini d’odio, senza prove a sostegno”. Nel documento si denuncia inoltre la raccolta di “informazioni particolarmente preoccupanti sulla detenzione di oltre 100 bambini e adolescenti, che sono stati accusati degli stessi gravi crimini degli adulti e che non sono stati accompagnati dai loro genitori o tutori durante i procedimenti giudiziari”.
Mancata trasparenza
Nelle elezioni sono mancate delle “misure fondamentali di trasparenza e integrità, essenziali per essere credibili”. È quanto afferma un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, chiamato ad alcune considerazioni sulla gestione delle operazioni di voto e di comunicazione dei risultati. Gli osservatori dell’Onu sottolineano che quando il Consiglio elettorale nazionale venezuelano (CNE) ha proclamato la rielezione di Maduro, non ha accompagnato alcun dato all’esito del voto. Questi annunci “senza la pubblicazione dei dettagli o la consegna delle tabelle dei risultati ai candidati, non hanno precedenti nelle elezioni democratiche contemporanee”. La mancanza di trasparenza, prosegue il report, “ha avuto un impatto negativo sulla fiducia di gran parte dell’elettorato venezuelano nel risultato annunciato dal CNE”, come dimostrano le proteste scoppiate in queste settimane.
I dati dello scrutinio realizzato dalle opposizioni, provenienti da tutti i propri rappresentanti di lista presenti in quasi tutti i seggi elettorali –
che contestano l’esito comunicato – possono essere utilizzati per verificare l’attendibilità del risultato, sempre secondo gli esperti dell’Onu, dato “presentano tutte le caratteristiche di sicurezza dei protocolli originali” e ciò suggerisce che “può essere disponibile una salvaguardia fondamentale della trasparenza, rispetto a qualsiasi risultato rilasciato ufficialmente”. Lo scrutinio emerso da questi dati assegna la vittoria a Edmundo Gonzalez Urrutia, candidato d’opposizione a Maduro, con ampio margine di vantaggio.
Campagna elettorale non conforme
Il report Onu era inizialmente inteso in via confidenziale, di disponibilità unicamente del segretario generale Antonio Guterres. Poi si è deciso di renderlo pubblico in questa versione preliminare, ma ne seguirà comunque una seconda, ufficiale. Già da ora è possibile però notare tutte le criticità evidenziate dagli esperti, che non riguardano “solo” le operazioni di scrutinio e di comunicazione del voto. Nel report si legge che: “Il periodo pre elettorale segnato da continue restrizioni dello spazio civico e politico. La campagna del Governo ha dominato i media statali, con un accesso molto limitato per i candidati dell’opposizione“.
Intanto il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez, durante una seduta ha affermato: «Propongo di fare una riforma delle leggi elettorali del Venezuela in modo che nessuno straniero possa mai più prendere posizione su tutto ciò che ha a che fare con le elezioni. Perché devono venire? In nome di cosa? Che tipo di capacità hanno?», definendo «immondizia» il gruppo di esperti Onu.
Case segnate
“Marchiano le case degli anti–Maduro“, la denuncia sui social
Il “chavismo” al potere in Venezuela utilizza le sue forze di sicurezza e gruppi paramilitari per minacciare e intimidire chiunque protesti. Sui
social sono circolate immagini che mostravano diverse abitazioni del quartiere 23 de Enero, uno dei più popolari di Caracas, segnate dal segno X. “Ci sono troppe case segnate. Vuol dire che c’è tantissima gente che manifesta contro il Governo“, ha commentato una persona del posto, sotto anonimato, al quotidiano El Nacional. L’avvocato venezuelano e direttrice dell’Istituto Casla, Tamara Suju, ha riferito che il fenomeno è stato denunciato alla Corte penale internazionale, dove è aperta un’indagine contro Maduro e l’estabilishment venezuelano per crimini contro l’umanità.
Prove di mediazione
I Governi di Brasile, Colombia e Messico hanno sollecitato la rapida pubblicazione dei dati e promosso incontri virtuali per cercare di trovare una soluzione politica a Caracas. I presidenti Luiz Inácio Lula da Silva, Gustavo Petro e Andrés Manuel López Obrador potrebbero discuterne telefonicamente. Lula non esclude neppure una conversazione diretta con Maduro, ma non ha ancora fissato una data. Intanto il ministro degli Affari esteri brasiliano, Mauro Vieira, andrà in Colombia per incontrare il suo omologo, Luis Gilberto Murillo, e discutere, tra le altre questioni, della crisi in Venezuela. Lo scopo della riunione è esplorare la possibilità di instaurare un dialogo con il presidente Nicolás Maduro sui contestati risultati delle recenti elezioni venezuelane, sui quali pesa il forte sospetto di brogli. La visita avrà luogo in concomitanza con la partecipazione di Vieira alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader.
Ginevra Larosa
Foto © Elciudadano, The New York Times, Ambito, Apnews













