Pedro Almódovar vince il Leone d’Oro per il suo primo film in lingua inglese
Si spengono i riflettori su una delle edizioni più fortunate della Mostra del cinema di Venezia. Tanto glamour, attese premiere, stars d’eccezione, titoli importanti. Un’apertura e una chiusura segnata dall’eleganza dello stile. Quest’anno il cinema d’alto livello è passato a Venezia e da qui raggiungerà nuovi traguardi. Pedro Almódovar vince il Leone d’Oro per il suo The Room Next Door – La Stanza Accanto, un racconto che, dietro l’idea del dolore, vuole parlarci di amore, vita e compassione.
Almodovar e il Leone d’Oro
«Non pensavo di ricevere questo premio ma quando ce l’hai diventi dipendente, adesso penso che non potrò più vivere senza questo Leone d’Oro», con quest’affermazione in conferenza stampa, subito dopo la cerimonia di premiazione, Pedro Almódovar descrive la sua felicità per la vittoria nell’81esima Mostra del cinema di Venezia.
La qualità di Venezia 81
«Ho visto alcuni film di questa mostra, ma voglio vederli tutti, perché penso sia un’edizione davvero speciale», aggiunge il regista.

Il film tratta un tema delicato e importante, l’eutanasia e lo fa attraverso due protagoniste Julianne Moore (Ingrid) e Tilda Swinton (Martha). Le due attrici interpretano una scrittrice e una reporter di guerra. La loro amicizia, dopo anni di silenzio e distanza, torna più forte di prima di fronte alla malattia terminale di Martha.
Orgoglioso cittadino spagnolo
«Sono stati 44 anni molto fertili nella mia vita dal punto di vista artistico e personale, ma anche come cittadino spagnolo. In questi anni abbiamo visto come siamo passati da un’atroce dittatura all’ampiezza di tutte le libertà accessibili per tutti gli spagnoli. La mia carriera ha accompagnato l’apertura della democrazia in Spagna», sottolinea il regista spagnolo in conferenza stampa.
The Room Next Door – La Stanza Accanto, che vedremo nei cinema il 5 dicembre distribuito da Warner Bros. Pictures, è un film nel quale va cercato l’elemento positivo nonostante tratti un tema triste.

È un film a favore dell’eutanasia dove emerge l’intimità di una vecchia amicizia che rinasce in una situazione così estrema, un’amicizia che sublima in un’emozione simile all’amore. «Le persone non muoiono del tutto, impregnata dalla mia visione atea dell’esistenza, c’è nella sceneggiatura di questo film la possibilità della reincarnazione o di qualcosa oltre il buio nell’aldilà», spiega Pedro Almódovar raccontando il suo The Room Next Door.
Vivere una vita in tranquillità
«Una donna che si trova ad agonizzare in un Mondo che agonizza. Lei ha imparato a vivere ogni momento, anche nel caos e nell’oscurità più totale. In un Mondo così apocalittico, abbiamo tanti problemi ci sono momenti in cui possiamo rendere felici gli altri e rendere la nostra vita serena, tranquilla. Tutti noi dobbiamo tentare di migliorare la nostra vita e viverla con tranquillità, tutto questo penso avrà un esito positivo», conclude Pedro Almódovar.
La giuria di Venezia 81
La giuria, presieduta da Isabelle Huppert e composta da James Gray, Andrew Haigh, Agnieszka Holland, Kleber Mendonça Filho, Abderrahmane Sissako, Giuseppe Tornatore, Julia von Heinz e Zhang Ziyi ha visionato i 21 film in competizione assegnando i premi finali durante la cerimonia di chiusura della Biennale.
I premi Venezia 81
Il Leone d’Argento – Gran premio della giuria va a Vermiglio di Maura Delpero (Italia, Francia, Belgio); il Leone d’Argento – premio per la migliore regia a Brady Corbet per il film The Brutalist (Regno Unito).
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Nicole Kidman (Stati Uniti) nel film Babygirl di Halina Reijn e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Vincent Lindon (Francia) nel film Jouer Aver Le Feu (The Quiet Son) di Delphine Coulin e Muriel Coulin.
Il premio per la migliore sceneggiatura a Murilo Hauser e Heutor Lorega (Brasile, Francia) per il film Ainda Estou Aqui di Water Salles, premio speciale della giuria ad April di Dea Kulumbegashvili (Francia, Italia, Gerordia) e il premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente va a Paul Kircher nel film Leurs Enfants Après eux (and their children after them) di Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma (Francia).
Orizzonti
La Giuria Orizzonti, presieduta da Debra Granik e composta da Ali Asgari, Soudade Kaadan, Christos Nikou, Tuva Novotny, Gábor Reisz e Valia Santella, ha visionato 19 lungometraggi e 13 cortometraggi in concorso prima di assegnare i premi.
Il premio Orizzonti per il miglior film va a Anul Nou Care N-A Fost (The New Year That Neve Came) di Bogdan Mureșanu (Romania, Serbia). La miglior regia va a Sarah Friedland per il film Familiar Touch (Stati Uniti). Il premio speciale della giuria Orizzonti a Emme’Nin Öldüğü Günlerden Biri (One of Those Days When Hemme Dies) di Murat Fıratoğlu (Turchia).
Il premio Orizzonti per la migliore attrice va a Kathleen Chalfant nel film Familiar Touch di Sarah Friedland (Stati Uniti) e quello per il miglior attore a Francesco Gheghi nel film Familia di Francesco Costabile (Italia).
La miglior sceneggiatura va a Scandar Copti per il film Happy Holidays (Palestina, Germania, Francia, Italia, Qatar) e il miglior cortometraggio a Who Loves The Sun di Arshia Shakiba (Canada).
Venice Short Film Nomination for the European Film Awards
René va alla guerra di Luca Ferri, Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa (Italia).
Leone del Futuro Premio Venezia opera prima “Luigi de Laurentiis”
La Giuria, presieduta da Gianni Canova e composta da Ricky D’Ambrose, Bárbara Paz, Taylor Russell, Jacob Wong, ha assegnato i premi come opera prima a Familiar Touch di Sarah Friedland (Stati Uniti).
Orizzonti Extra premio degli spettatori – Armani Beauty
Shahed (The Witness) di Nader Saeivar (Germania, Austria).
Venezia Classici
La Giuria di Venezia Classici presieduta da Renato De Maria e composta da 24 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane ha assegnato il premio per il miglior documentario sul cinema a Chain Reactions di Alexandre O. Philippe (Stati Uniti). Il miglior film restaurato a Ecce Bombo di Nanni Moretti (Italia, 1978).
Venice Immersive
La Giuria Venice Immersive presieduta da Celine Daemen e composta da Marion Burger e Adriaan Lokman ha visionato i 26 progetti in concorso, assegnando il Gran premio Venice Immersive a Ito Meikyū di Boris Labbé (Francia, Lussemburgo), il premio speciale a Oto’s Planet di Gwenael François (Lussemburgo, Canada, Francia) e per la realizzazione a Impulse: Playing With Reality di Barry Gene Murphy, May Abdalla (Regno Unito, Francia).
Leone d’Oro alla carriera 2024
Sigourney Weaver
Peter Weir
Cartier Glory to the Filmmaker Award 2024
Claude Lelouch
Premio Campari Passion For Film 2024
Paola Comencini
Alessandra Caputo
Foto © Andrea Avezzù, Giorgio Zucchiatti, Asac (Biennale)













