Joker è tornato, in Folie à Deux

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Joker

Arthur Fleck che assorbe il suo stesso alter ego e diventa protagonista

What the world needs now, is love sweet love. It’s the only thing that there’s just too little of. What the world needs now, is love sweet love, no not just for some but for everyone, cantava Dionne Warwick. E non è forse l’amore che muove tutto? Arriva, senza inviare una notifica. Scombussola. Disorienta. Come una tempesta rompe gli argini. Non si cura di inglobare ogni frammento di personalità, dolori o gioie che incontra nel suo percorso. Prosegue. Va dritto nella direzione che decide di perseguire, illuminato da un cuore che batte più forte del dovuto. Sì, è l’amore a rivoluzionare ogni cosa! A cambiare le carte in tavola e stravolgere qualsiasi storia. E anche Joker prova questo sentimento, facendosi trasportare nella sua follia. Joker non è più solo.

Joker

A distanza di cinque anni lo sceneggiatore, regista e produttore Todd Phillips, dopo il successo di Joker che incassò più di un miliardo di dollari al botteghino globale aggiudicandosi l’Oscar, è tornato a raccontare la storia di uno dei più temibili villain di Batman. Il 2 ottobre, distribuito da Warner Bros. Pictures, esce al cinema Joker: Folie à Deux con un eccelso Joaquin Phoenix nel doppio ruolo di Arthur Fleck/Joker e una bravissima Lady Gaga che interpreta Lee Quinzel.

Un film, diverse chiavi di lettura

Presentato in anteprima mondiale in Concorso all’81esima Mostra del Cinema di Venezia, Joker: Folie à Deux è un film forte per i temi trattati, cupo per il dolore di Arthur che percepiamo sin dalla prima scena e nei suoi silenzi, incisivo e dissacrante per la doppiezza del personaggio, crudele per ciò che non vediamo ma immaginiamo stia accadendo.

È un film a tratti difficile e tormentato e in altri momenti estremamente leggero, come nelle danze delicate, nei volteggi di Joaquin Phoenix e Lady Gaga che si staccano dalla realtà, da una realtà orribile per chiederci di diventare spettatori delle loro fantasie e muoverci con la loro stessa leggiadria così dissociante.

La particolarità di Joker: Folie à Deux è raccontare parte di una storia attraverso il musical, d’altronde la musica ha sempre fatto parte di Arthur/Joker. Phoenix e Gaga interpretano magistralmente, dal vivo, canzoni anni Quaranta e Cinquanta.

Dopo oltre due ore di film la certezza è che il finale vi lascerà confusi, scioccati più della storia stessa e resterete per un po’ fermi nella poltrona del cinema a porvi domande e pensare ai più svariati finali alternativi. Ma questa è la visione di Todd Phillips e va compresa in tutta la sua ampiezza.

La fole à deux

L’amore, quando è così passionale, è in grado addirittura di trasferire all’altro una patologia psichiatrica? Folie à deux è un disturbo psicotico condiviso di cui soffrono due persone che vivono fisicamente a stretto contatto, isolandosi da tutto il resto e trasmettendo all’altro i propri pensieri deliranti.

«Nelle ricerche che Scott e io abbiamo intrapreso sui disturbi mentali in generale, e sui diversi tipi di condizioni, folie à deux è un termine effettivo usato nel DSM IV, uno di quei libri dove si parla di follia condivisa. Nel film la si può interpretare in molti modi. Si può dire che è condivisa tra i due protagonisti oppure è tra Arthur e Joker la sua folie à deux interiore. Dipende davvero dall’ottica in cui si guarda il film», specifica Phillips.

La storia

Ritroviamo Arthur Fleck recluso nel manicomio di Arkham in attesa di essere processato per i crimini commessi come Joker. Mentre lotta con la sua doppia identità, Arthur non solo scopre il vero amore, ma trova anche la musica che ha sempre avuto dentro di sé.

Da dov’è nata l’idea del sequel

«Joaquin e io avevamo parlato dell’idea di un sequel, ma mai seriamente. Di fronte al grande consenso ottenuto dalla storia di Arthur, le cose sono cambiate. Sapevamo che il presupposto sarebbe stato quello di alzare l’asticella, avremmo dovuto sbilanciarci e puntare a qualcosa di folle e coraggioso come Joker. Così, Scott Silver e io abbiamo scritto una sceneggiatura che approfondiva ulteriormente l’idea di identità. Chi è Arthur Fleck? E da dove proviene la musica che è dentro di lui?», racconta Todd Phillips.

Joker

In Joker Arthur dice “Sono solo io o tutto sta diventando più folle là fuori?”. «Credo che guardandolo pensi no, non sei solo tu. E questo nuovo capitolo so che il personaggio non lo dice ad alta voce, ma comunque il concetto era “Ciò di cui il Mondo ha bisogno è l’amore”. E quello è stato il punto di partenza della scrittura della sceneggiatura», prosegue il regista.

L’identità di un personaggio tormentato e innamorato

Joker: Folie à Deux ci mostra un Joker differente da quello che ci aspettiamo, raccontando una storia sull’identità sia di Arthur Fleck che di Joker e sulla conseguente accettazione del vero io.

Arthur mostra la lotta con sé stesso per far emergere Joker ma anche le infinite ombre che lo caratterizzano, legate alle sofferenze e violenze subite fin da piccolo. È il bullismo che fa emergere la brutalità di Joker e le sue reazioni. Così l’abbiamo visto nel primo film, sin dal primo triplice omicidio che compie, appunto nelle vesti di Joker e non di Arthur. Non vuol essere una giustificazione ai crimini commessi, ma una spiegazione di ciò che accade e che ci ritroviamo a seguire durante il processo.

Il dolore di Arthur, il suo essere vittima nel passato torna anche nel presente, nel carcere. Quando incontriamo Arthur in una fase di recupero, sotto effetto dei farmaci, dà l’impressione di essere completamente lontano dalla realtà, finché i suoi occhi non si incrociano con Lee. Da quel momento cambia tutto.

«Tutti noi andiamo in giro indossando maschere nella vita. Cosa accade quando ti togli quella maschera e appare il tuo vero io? Nel caso di Arthur, è stato il fatto di indossare una maschera a far emergere il suo vero io», specifica il regista.

Il potere della musica

Il canto nel film ha il potere di sprigionare emozioni e lo fa attraverso un’atmosfera old-school della musica.

«Per questo film non abbiamo scelto brani originali, perché volevamo che fossero canzoni che Arthur conosceva. Abbiamo reputato che non avrebbe avuto senso impiegare un grande cantautore per scrivere musica originale», aggiunge Phillips.

«Volevamo realizzare qualcosa di mai visto prima, lontano dai canoni degli artisti che di solito eseguono le canzoni nei film. È stato emozionante e stimolante perché avevamo optato per le esibizioni dal vivo, al fine di eseguire le canzoni in modo accurato, autentico, senza voler essere le migliori interpretazioni dei brani», spiega Joaquin Phoenix.

«Il bello del cinema! Ballare diventa parlare e la conversazione diventa danza, il canto diventa silenzio. Tutti modi diversi per esprimere qualcosa di unico», chiarisce Lady Gaga.

Un inizio inaspettato

Il film si apre con una sequenza animata molto particolare che ci introduce alla storia attraverso il classico jingle Warner Bros. che fa da apripista ai classici corti.

«Ho pensato che fosse importante che questo film desse l’impressione che i detenuti gestissero il manicomio: quindi abbiamo parlato di una specie di apertura alla Looney Tunes e di quale sarebbe stata la nostra versione, se avessero fatto dei cartoni animati su Joker all’epoca. Il concetto era “e se mostrassimo uno di quegli episodi, che fosse tematicamente incentrato su ciò di cui parla il primo film sull’idea di Arthur e della sua ombre?”», specifica il regista.

La squadra dietro Joker: Folie à Deux

Phillips ha diretto e sceneggiato il film basato sui personaggi della DC e scritto a quattro mani con lo sceneggiatore Scott Silver. I produttori del film sono Phillips, la candidata all’Oscar® Emma Tillinger Koskoff e Joseph Garner mentre la protagonista Lady Gaga ha collaborato alla pellicola anche in qualità di consulente musicale. I produttori esecutivi sono Michael E. Uslan, Georgia Kacandes, Silver, Mark Friedberg e Jason Ruder.

 

Alessandra Caputo

Foto © Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved

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