Gli elettori stanno cambiando in tutto il Mondo e vogliono soluzioni concrete e veritiere anziché tante parole vuote
Donald Trump ha vinto nettamente le elezioni presidenziali Usa, conquistando tutti e sette gli Stati in bilico. Ha ottenuto molti più voti rispetto al passato, anche in Stati tradizionalmente democratici. In Europa, i media più importanti si aspettavano un’elezione combattuta fino all’ultimo voto, ma i risultati sono stati ben diversi. Di fronte a un esito così chiaro, insultare gli elettori che hanno scelto Trump è inutile. La cosa più importante è capire le ragioni di questa vittoria.
Democrazia data per scontata
Il campo progressista, guidato da Kamala Harris, ha perso perché, in un mondo polarizzato come quello di oggi, vincono messaggi semplici, chiari e incisivi. Non prendere una posizione netta porta a perdere le elezioni. Sebbene non sia una regola assoluta, negli ultimi anni questa dinamica si è verificata spesso, anche in altre parti del Mondo.
La democrazia è vista come un dato di fatto, e non come un valore centrale nella scelta
elettorale. Gli elettori sanno di vivere in uno Stato democratico e non sentono la necessità di ribadirlo. Anche in Italia, valori come l’antifascismo, pur importanti, non spostano voti durante le campagne elettorali. Lo stesso vale per i diritti civili: sono rilevanti, ma non determinanti, perché le persone li percepiscono già acquisiti. Le priorità degli elettori sono altre, come i problemi economici: acquistare una casa, pagare il mutuo, arrivare a fine mese. Non a caso, una significativa percentuale di latinos e afroamericani ha votato per Trump.
I messaggi chiari sono vincenti
I risultati elettorali americani hanno sfatato molti stereotipi sulla Generazione Z. Sebbene media e televisioni abbiano mostrato giovani schierati con Kamala Harris, i dati indicano che una generosa parte di questa generazione ha votato per i repubblicani. Questo dimostra una capacità di valutazione pragmatica e un allontanamento dalle convinzioni delle generazioni precedenti. A differenza dei progressisti “duri e puri”, rappresentati soprattutto da elettori urbani e benestanti, la Gen Z si concentra su questioni economiche concrete. Molti giovani non riescono a comprare una casa o a pagare un affitto, e la campagna di Trump ha saputo parlare direttamente a loro attraverso social media e piattaforme amate dai giovani, come TikTok. Questo cambiamento evidenzia un futuro politico in cui la capacità di comunicare messaggi chiari e vicini ai bisogni reali supera l’importanza delle ideologie. La Generazione Z ha mostrato che per conquistare consenso elettorale servono soluzioni concrete, non slogan vuoti.
I democratici, pur vincendo nelle grandi Città, hanno perso nelle periferie e negli Stati
interni, venendo percepiti come un’élite distante dai problemi reali, come l’accesso ai college sempre più costosi. Nell’era dei social network, si sono create bolle mediatiche in cui le persone si confrontano solo con chi la pensa allo stesso modo. Questo ha portato a una perdita del dialogo civile e del confronto tra opinioni diverse.
Anche in Europa le cose cambiano
La vittoria di Trump riflette in parte i risultati delle recenti elezioni europee. Anche in Europa, le forze euroscettiche e nazionaliste sono cresciute, soprattutto perché molte persone affrontano problemi economici come il caro vita e l’impossibilità di pagare un affitto. Le forze progressiste hanno sottovalutato questo malcontento, ignorando segnali importanti come il “no” francese al referendum sulla Costituzione europea, la Brexit, i “gilet gialli” e altri movimenti di protesta.
L’Ue deve imparare da questi segnali. Gli elettori non sentono vicine le istituzioni europee e i social network non possono sostituire il contatto diretto. Sebbene l’integrazione sia fondamentale, serve una maggiore unità politica tra gli Stati membri, soprattutto in ambiti chiave come la politica estera, la difesa e le politiche sociali. Non è possibile affrontare problemi globali come la guerra, la crisi energetica o l’inquinamento con soluzioni nazionali isolate. Ad esempio, il problema della casa, recentemente affrontato con la creazione di un Commissario europeo per l’abitazione, necessita di risposte concrete, perché i cittadini chiedono soluzioni reali.
Anche la comunicazione necessita di cambiamenti
Per riconquistare la fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni dell’Unione europea, è
fondamentale, anche per le elezioni, concentrarsi sui problemi concreti e dare priorità ai temi più sentiti dalla popolazione. Tra questi, l’occupazione, il cambiamento climatico, la sicurezza, la gestione delle migrazioni e il problema della casa devono essere affrontati con soluzioni pratiche e risultati tangibili. È necessario creare spazi permanenti di dialogo, soprattutto fisici oltre che digitali, dove i cittadini possano esprimere liberamente opinioni, critiche e proposte, con la garanzia che queste vengano realmente prese in considerazione nelle decisioni politiche.
Anche la comunicazione va migliorata: il linguaggio delle istituzioni europee deve essere semplificato, evitando tecnicismi e burocratismi, per spiegare chiaramente come le decisioni prese a Bruxelles possano avere un impatto positivo nella vita quotidiana delle persone. L’Europa deve tornare a essere percepita non come un’entità lontana e astratta, ma come una comunità solidale, capace di tutelare i diritti, ascoltare i bisogni e valorizzare le diversità di tutti i suoi cittadini.
Giovanni Maria Pontieri
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