Dopo il permesso degli Stati Uniti arriva anche quello di Francia e Regno Unito all’utilizzo di missili a lungo raggio
Le forze armate ucraine hanno effettuato il loro primo attacco su una zona di confine all’interno del territorio russo con un missile ATACMS. Le agenzie di stampa russe, citando il ministero della Difesa del Paese, hanno riferito di detriti trovati in una struttura militare nella Regione di Bryansk, vicino alla Città di Karachev, confermando i rapporti precedenti. Secondo i media russi, l’Ucraina ha lanciato un attacco con sei missili a lungo raggio americani, mentre i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato cinque missili e ne hanno distrutto uno. La notizia è stata riportata per la prima volta da RBC Ucraina, citando un funzionario dell’esercito del Paese, scrivendo che ha preso di mira un centro logistico dell’esercito russo e che “l’attacco ha avuto pieno successo”.
Karachev si trova a 130 chilometri dal confine tra i due Paesi. Secondo il capo del centro di controinformazione ucraino nei magazzini presi di mira si trovavano proiettili di artiglieria, compresi mortai provenienti dalla Corea del Nord.
Possibile escalation in vista
L’offensiva è avvenuta poco prima che Vladimir Putin firmasse un decreto che consente
l’uso di armi nucleari in caso di utilizzo, da parte dell’Ucraina, di missili balistici. Nella dottrina nucleare aggiornata del Paese è affermato che la Russia potrebbe prendere in considerazione l’uso di armi nucleari se attaccata da uno Stato non nucleare con la partecipazione di un Paese che invece ne possiede. Dunque un attacco con missili convenzionali, droni o altri velivoli potrebbe essere considerato conforme a questi criteri.
Il Cremlino ribadisce che qualsiasi attacco da parte di una Nazione non nucleare con la partecipazione di un Paese dotato di armi nucleari sarebbe considerato un “attacco congiunto” contro la Russia. Afferma anche che qualsiasi attacco alla Russia da parte di uno Stato membro di un’alleanza sarà considerato da Mosca come un attacco contro di essa da parte dell’intera alleanza.
Cosa include
In particolare, secondo l’agenzia russa TASS, la dottrina modificata “amplia la gamma di Paesi e alleanze militari soggetti a deterrenza nucleare, nonché l’elenco delle minacce militari che questa deterrenza mira ad affrontare”.
“Inoltre, Mosca si riserva il diritto di prendere in considerazione una risposta nucleare a un attacco con armi convenzionali che minaccia la sua sovranità, un lancio su larga scala di aerei, missili e droni nemici che prendono di mira il territorio russo, il loro passaggio attraverso il confine russo e un attacco alla sua alleata Bielorussia. La versione precedente della dottrina nucleare russa è stata adottata nel giugno 2020, sostituendo un documento simile in vigore da dieci anni”.
Risposta agli Usa
L’emendamento alla dottrina nucleare ufficiale della Russia è la risposta del Cremlino alla decisione dell’amministrazione del presidente Joe Biden di consentire all’Ucraina di lanciare missili a lungo raggio statunitensi nel territorio di Mosca. La Russia ha sempre considerato le armi nucleari come un mezzo di deterrenza e ultima risorsa e ha sempre adottato misure per ridurre al minimo la minaccia nucleare.
Poche settimane prima delle elezioni presidenziali statunitensi, Putin ha ordinato modifiche alla dottrina nucleare per affermare che qualsiasi attacco convenzionale alla
Russia con l’aiuto di una forza nucleare potrebbe essere considerato un “attacco congiunto contro la Federazione Russa”. A settembre, aveva affermato che la Russia avrebbe preso in considerazione la “possibilità” di usare armi nucleari se avesse rilevato un lancio massiccio di missili, aerei e droni sul suo territorio. La guerra in Ucraina ha innescato il più grave confronto tra Mosca e Occidente dalla crisi dei missili cubani del 1962, visto come il momento in cui le due superpotenze della Guerra Fredda si sono avvicinate a una guerra nucleare.
L’Occidente cambia idea
Intanto anche la Francia e il Regno Unito hanno dato all’Ucraina il via libera all’uso dei missili a lungo raggio SCALP e Storm Shadow per attacchi all’interno della Russia, secondo Le Figaro. Questa decisione segna un cambiamento significativo nel sostegno militare occidentale a Kiev, consentendo attacchi strategici in profondità nel territorio russo. Tali azioni potrebbero influenzare il corso della guerra, offrendo all’Ucraina nuove capacità di attacco in luoghi difficili da raggiungere e ben protetti all’interno della Russia. La mossa mostra l’intensificazione del coinvolgimento occidentale nel conflitto, con un possibile cambiamento nelle dinamiche regionali.
Non è chiaro se Trump annullerà la decisione di Biden quando entrerà in carica. Il Tycoon ha a lungo criticato l’entità degli aiuti economici e militari degli Usa all’Ucraina e ha promesso di porre fine alla guerra rapidamente, senza spiegare come. Ma alcuni repubblicani del Congresso hanno esortato Biden ad allentare le regole su come l’Ucraina può utilizzare le armi fornite.
George Labrinopoulos
Foto © Lowy Institute, The Jamestown Foundation, The Jamestown Foundation













