Sarà una dura lotta per il prossimo probabile cancelliere Merz che ha già escluso AfD (estrema destra) dalla rosa dei candidati
Dopo che decine di milioni di tedeschi, l’84% su 60 milioni di aventi diritto, hanno votato alle elezioni federali di domenica (23 Febbraio 2025), i risultati indicano che la Cdu/Csu, il principale partito di centrodestra della Germania, ha vinto con circa il 28,6%. Dunque Friedrich Merz, leader del partito, diventerà cancelliere. A seguire il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), che ha registrato un balzo di circa il 10% dalle elezioni del 2021, attestandosi ora intorno al 20,8%. In Germania, un partito deve ottenere più del 5% dei voti totali o vincere almeno tre mandati diretti in singole circoscrizioni per ottenere seggi al Bundestag.
AfD esclusa
Il Paese sembra così avviarsi ancora una volta verso un Governo di coalizione, dal momento che la conquista della maggioranza assoluta non si è mai verificata nella storia moderna della Germania. Annunciando la vittoria Merz ha dichiarato: «So che non sarà facile», e rivolgendosi agli altri partiti ha aggiunto che si tratterà ora «di creare il più rapidamente possibile un Governo capace di agire in Germania, con una buona maggioranza parlamentare». Inoltre ha ribadito la sua posizione contro la formazione di una coalizione con l’AfD di estrema destra, sottolineando che le sue politiche non sono in linea con quelle del suo partito.
La Cdu ha ottenuto 164 seggi sui 630 totali del Bundestag, il Parlamento tedesco, 12 in più rispetto alle precedenti elezioni, e la Csu, il ramo bavarese del partito, ne ha ottenuti 44. AfD 152 seggi, 69 più di quanti ne avesse in precedenza (il miglior risultato della sua storia). I Socialdemocratici (Spd) hanno invece perso 86 seggi e ne avranno ora solamente 120.
Il leader socialdemocratico pure
Il cancelliere uscente, Olaf Scholz, ha affermato di volersi assumere la responsabilità della sconfitta e ha già annunciato che non sarà né il negoziatore della Spd nei colloqui di coalizione con la Cdu, né farà parte di un eventuale Governo Merz. La coalizione uscente, la prima nella storia tedesca a essere formata da tre partiti – Spd, Verdi e Liberali della Fdp – aveva dimostrato quanto sia complicato governare con un’ampia coalizione in Germania.
E proprio i continui contrasti fra i tre partiti di Governo hanno causato, lo scorso novembre, il crollo e le elezioni anticipate. Ora lo scenario più probabile per il futuro è quello di un’alleanza tra Cdu/Csu e Spd, che insieme otterrebbero matematicamente la maggioranza assoluta al Parlamento, senza il bisogno dei Verdi. Insomma, nuovamente una Große Koalition come gli ultimi Governi Merkel.
Necessità di compromessi
La questione non è però semplice: una parte della base dell’Spd è infatti diffidente nei confronti di Friedrich Merz da quando, a fine gennaio, aveva proposto una mozione molto dura contro l’immigrazione che era stata sostenuta dall’AfD. Sarà dunque necessario trovare dei compromessi su molti temi su cui i due partiti hanno profonde divergenze: oltre all’immigrazione, l’Ucraina, la spesa pubblica e la politica fiscale.
Con l’Fdp che non è riuscito a superare la soglia del 5% finendo fuori dal Parlamento, gli unici partner di coalizione possibili per la Cdu/Csu sarebbero Spd e Verdi. Sebbene la Cdu abbia escluso una coalizione con i Verdi per tutta la campagna elettorale, il leader della Csu, Markus Söder, ha ora dichiarato alla Ard Berliner Runde che tale coalizione non è più fuori discussione.
Anche loro portano a casa una vittoria
L’estrema destra e l’estrema sinistra hanno guadagnato molti consensi a differenza delle precedenti elezioni. L’AfD, partito di estrema destra, è salito di oltre il 10% rispetto alle
ultime elezioni federali del 2021, mentre Die Linke (estrema sinistra) ha registrato una crescita significativa ottenendo l’8,8%. Nel 2021, è riuscita a entrare nel Bundestag nonostante abbia ottenuto solo il 4,9% dei secondi voti. Il partito ha ottenuto tre mandati diretti e ha quindi beneficiato della clausola del mandato di base, aggirando la soglia del 5%. Di conseguenza, ha ottenuto 39 seggi in proporzione alla sua quota di secondi voti e ha potuto rimanere in Parlamento con lo status di fazione a tutti gli effetti. L’AfD ha incentrato la sua campagna sull’economia e sulla migrazione, mentre l’estrema sinistra ha posto l’accento su questioni sociali come il tetto agli affitti.
Gli elettori hanno considerato “rifugiati e asilo” più importanti di “pensioni” o “protezione del clima“. Un’importanza ancora maggiore è stata attribuita a “pace e sicurezza”, “economia” e “giustizia sociale”.
Gli esclusi
Per i piccoli partiti come il liberale Fdp e l’alleanza di sinistra-conservatrice Sahra Wagenknecht (Bsw), le elezioni hanno determinato la loro uscita di scena dal Parlamento. Se Bsw avesse ottenuto il 5% la situazione sarebbe stata ancora più complicata, perché i seggi sarebbero stati ulteriormente suddivisi fra i partiti, con il rischio di non riuscire ad avere una maggioranza stabile per governare.
L’Fdp ha ottenuto il 4,3% dei voti, mentre il Bsw presentatasi per la prima volta ha sfiorato l’ingresso al Bundestag, attestandosi intorno al 4,9. Domenica sera Lindner, leader del partito liberale, ha dichiarato di voler lasciare la politica, dopo aver sostenuto che Fdp «dovrà riformarsi. Ora mi ritiro dalla politica attiva. Con un solo sentimento: la gratitudine per quasi 25 anni intensi, impegnativi e pieni di progetti e dibattiti».
Il probabile nuovo cancelliere
Friedrich Merz è il leader del partito dell’Unione cristiano-democratica e ha atteso a lungo prima di arrivare a un passo dalla cancelleria tedesca. Il 69enne è sempre stato in testa
nei sondaggi da quando Scholz ha perso il voto di fiducia. Già rivale di lunga data dell’ex cancelliere Angela Merkel, più centrista, Merz è diventato presidente del partito Cdu nel gennaio 2022 e candidato del partito nel settembre dello scorso anno. Cercando di portarlo su posizioni più conservatrici, ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare una questione centrale della sua politica.
Avvocato multimilionario, è un leader esordiente, non ha mai ricoperto ruoli amministrativi. La sua esperienza è quella da europarlamentare e poi membro del Bundestag, dove è stato capogruppo. Si è scontrato con Angela Merkel, perdendo e si è quindi dedicato all’avvocatura, è stato ai vertici del colosso Blackrock e presidente della Atlantik Bruecke. Poi una volta uscita di scena l’ex cancelliera, è tornato a occuparsi di politica.
Campagna elettorale
Immigrazione
La Cdu di Merz propone un controllo dei confini e in parallelo eseguire dei respingimenti. Oggi molte persone in arrivo in Europa cercano poi di arrivare in Germania, che attrae il maggior numero di richieste d’asilo. Un altro punto sono i rimpatri verso la Siria e l’Afghanistan. Infine c’è l’idea di applicare un “modello Albania” come quello pensato dall’Italia: chi fa richiesta d’asilo in Ue deve attendere l’esito in un Paese terzo.
Difesa
Si punta a spendere almeno il 2% del Pil per la Difesa. Poi la Cdu ha proposto di re-introdurre la leva obbligatoria (abolita in Germania nel 2011). «L’Europa deve prepararsi al massimo sforzo per difendersi anche senza gli Usa», ha affermato Merz che ha chiesto a Francia e Regno Unito di condividere il loro scudo atomico. Inoltre ha promesso che non manderà soldati tedeschi in Ucraina.
Debito pubblico
Per quanto riguarda l’economia tedesca in difficoltà, di fronte alla possibilità di emettere nuovo debito pubblico, Merz nel suo programma si è detto contrario e vuole mettere un freno. «Si può discutere di tutto», ha sostenuto sull’ipotesi di riformarlo. Apertura al dibattito anche sul debito comune europeo.
Automotive
Per rilanciare il settore (uno di quelli che sta attraversando la crisi più profonda in Germania) la Cdu vuole abolire il divieto Ue alla vendita di auto a combustione dal 2035 ed espandere la rete di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
Nucleare
Merz ha definito «un grave errore strategico» aver abbandonato la produzione di energia nucleare, scelta fatta da Angela Merkel e la stessa Cdu negli anni scorsi. Il piano è valutare se riattivare le centrali spente e implementare la ricerca sui piccoli reattori modulari.
Ginevra Larosa
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