Italia, Polonia e il Mondo

0
920
Firenze

Un evento cross culturale a Firenze in prima nazionale che unisce musica, scatti fotografici, culture, bellezza e vita

I volti dell’Africa” un viaggio fotografico tra emozioni e dialogo. Il 23 Aprile 2025 a Firenze l’evento di inaugurazione della mostra fotografica con gli scatti di Kazimierz Pichlak e proiezione filmografica “Musica della grande Montagna” con l’originale colonna sonora del compositore e musicoterapeuta Jacek Szreniawa.

Un allestimento tra musica e fotografia

La giornata si aprirà alle 16:30 presso Giunti Libreria e Cinema, uno dei centri culturali più attivi e amati del Capoluogo toscano, con la proiezione del filmMusica della grande montagna” e introduzione da parte dell’autore stesso Pichlak e l’ideatrice del progetto Anna Caterina Stryjecka Ariano. L’opera, che vede come protagonista la montagna e il valore curativo della musica, è un viaggio visivo e sonoro che unisce antropologia medica a sensibilità artistica. Questo film nasce dalla fusione di due talenti interdisciplinari amici e collaboratori da più di dieci anni, entrambi di origine Polacca, Kazimierz Pichlak medico di professione, scrittore di poesie e fotografo, e Jacek Szreniawa compositore e musicoterapeuta.

L’incontro tra queste due personalità artistiche ha dato origine a un progetto di grande intensità emotiva: una proiezione cinematografica capace di condurre lo spettatore in un viaggio oltre i confini fisici, verso un’esperienza interiore di riscoperta e pace, dove immagini e musica si intrecciano in profonda armonia.

Nel pomeriggio, l’evento si sposterà in un secondo spazio dinamico e artistico della Città, Firenzelo spazio espositivo C2 Contemporanea. Qui avrà luogo l’inaugurazione della mostra fotografica “i Volti dell’Africa”, cuore pulsante del progetto, e sarà possibile incontrare e conoscere l’artista Kazimierz Pichlak, l’ideatrice del progetto Anna Caterina Stryjecka Ariano, i co-curatori Antonio Lo Pinto e Cecilia Sandroni. In conclusione di giornata Anna Lord scrittrice di origini finlandesi, nonché autrice del libro “La Divina Artemisia”, offrirà agli spettatori di sorseggiare una tisana a base di artemisia, pianta sacra in Africa e in molte culture tradizionali, come invito alla riconnessione con la natura e con le radici comuni dell’umanità.

La mostra

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 23 Aprile 2025, giorno dell’inaugurazione, fino al 17 maggio 2025 ed accoglierà ben 20 opere. Le fotografie in esposizione, catturano frammenti di vita quotidiana nel Continente africano: ritratti spontanei, mai posati, colti nel naturale fluire degli incontri tra il fotografo e le persone ritratte. L’autore racconta: «gli incontri con le persone che ho fotografato sono stati piuttosto fugaci, non ero sicuramente parte della loro vita quotidiana. In effetti non so nulla di loro. Ho appena toccato le loro storie con i miei sensi. Ma i volti degli africani, e gli occhi in particolare, hanno un magnetismo che ispira almeno una breve relazione». Queste immagini sospese tra curiosità e condivisione, restituiscono con rara intensità il ritmo interiore dell’Africa e sono un invito a scoprire l’umanità che ci accomuna, attraverso il racconto di viaggi, incontri e vite oltre ogni confine.

In un tempo segnato da fratture e incomprensioni, questo progetto – tra cinema, fotografia e musica – si propone come un atto di fiducia nel potere unificante dell’arte. E Firenze, con la sua storia di dialogo e accoglienza, si conferma il luogo ideale per darne avvio.

Intervista all’artista

Per approfondire ulteriormente il senso e l’ispirazione dietro le immagini in mostra, abbiamo incontrato il fotografo Kazimierz Pichlak, autore degli scatti esposti. In questa intervista ci racconta la collaborazione Jacek Szreniawa per il film, il percorso creativo, le emozioni che lo hanno guidato e il messaggio che desidera trasmettere attraverso il suo lavoro.

Come nasce la collaborazione con Jacek Szreniawa. E quale rapporto ha lei con la musicoterapia?

«Con Jacek Szreniawa collaboro in modo stretto da circa 10 anni. Abbiamo realizzato diversi programmi poeticomusicali. Ha composto la musica per molte delle mie poesie. Insieme con la partecipazione di altri collaboratori abbiamo realizzato una piece teatrale, e due dischi (cd) con i miei testi poetici e la sua musica. Oltre ad essere compositore è anche musicoterapeuta, io purtroppo con questa attività non ho nessun rapporto».

C’è un incontro o uno sguardo, tra quelli ritratti, che l’ha particolarmente colpita e che continua a parlarle ancora oggi?

«Di solito fotografo quei visi che possono particolarmente affascinarmi o almeno mi interessano particolarmente. Quello che mi attira sono gli occhi. Da quelli posso Firenzeveramente vedere l’uomo. Gli incontri con la gente sui tratti nel mio viaggio sono di solito brevi e fugaci, sono i loro occhi a decidere se quella persona può interessarmi o meno. Il mio rapporto con quelle persone è solitamente molto breve, ma nel loro sguardo leggo qualcosa che rimane dentro di me. A volte si tratta di occhi sereni e benevoli, altre vedo sguardi maligni. Mi correggo sono occhi che nascondono della rabbia, altri sguardi manifestano benestare, positività e serenità. Io cerco di manifestare con la fotografia questo incontro fugace con gli sguardi delle persone. Se sono riuscito nel mio desiderio saranno solo gli spettatori a poter giudicare».

Come si intrecciano la sua esperienza di medico, poeta, viaggiatore e fotografo nel momento in cui scatta una foto? C’è un filo comune che unisce queste prospettive?

«Indubbiamente la mia attività di fotografo è strettamente legata ai viaggi. Invece un’influenza reciproca della poesia sulla foto, e della foto sulla poesia, è piuttosto dubbioso. Credo anche che la mia professione non possa avere un’influenza diretta sulla mia attività a carattere artistico, poetico e musicale. Invece, internamente, cioè che sento dentro me, tutto ha un filo comune, e può darsi che quella sensazione che esiste dentro di me abbia qualche influenza su quello che io sto realizzando».

Cosa l’ha portata a scegliere Firenze come Citta e lo spazio C2 per le sue opere?

Non tanto io ho scelto Firenze, ma sono stato invitato dai miei amici fiorentini che hanno visto la mia attività e hanno giudicato che assolutamente merita di essere presentata sia nella Città sia nello spazio C2 per esporre le mie opere.

 

Elisa Chiaffi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui