Bergoglio ha lasciato delle direttive specifiche per cambiare l’esecuzione delle esequie da lui e per i futuri Papi
“Fratelli e sorelle, buonasera!”. Era il 13 marzo 2013 e con queste parole Papa Francesco, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, si presentava al Mondo affacciandosi dalla loggia centrale di Piazza San Pietro.
Una notizia sconvolgente, quella della sua morte, che ha colpito il mondo cristiano e l’intera comunità internazionale. Si è riunito a Dio nel giorno del Lunedì dell’Angelo. Una coincidenza temporale che, per i credenti, assume un significato profondo e simbolico, proprio perché collegata a uno dei momenti più emblematici del calendario liturgico cattolico. Il Lunedì dell’Angelo, noto anche come Pasquetta, è il giorno successivo alla Pasqua di Resurrezione. È così chiamato in ricordo dell’angelo che apparve alle donne accorse al sepolcro di Gesù, annunciando loro che Cristo era risorto. L’episodio è narrato nel Vangelo secondo Matteo (28, 1-7), dove si legge che l’angelo dice: “Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto”.
Questa giornata, pur non essendo una solennità religiosa obbligatoria, è carica di valore simbolico: rappresenta il momento in cui la notizia della Resurrezione viene comunicata, e con essa la speranza di una vita eterna. Per questo, è spesso vissuta dai cristiani come un’estensione della gioia pasquale.
Disposizioni per i funerali
Morto a 88 anni, ha rivelato di voler essere sepolto nella basilica romana di Santa
Maria Maggiore e non nella basilica di San Pietro. E ha fatto mettere, nero su bianco, anche le nuove regole per le esequie, in generale, di tutti i Pontefici. Tra le novità introdotte c’è la constatazione della morte non più nella camera del defunto ma nella cappella, la deposizione immediata dentro la bara, l’esposizione alla venerazione dei fedeli del corpo del Papa già dentro la bara aperta, l’eliminazione delle tradizionali tre bare di cipresso, piombo e rovere.
Un’altra novità consiste nell’introduzione delle indicazioni necessarie per l’eventuale sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana. Tra i cambiamenti anche la semplificazione dei titoli pontifici. La prima stazione “nella casa del defunto” prevede la constatazione della morte nella sua cappella privata, anziché nella camera, e la deposizione della salma nell’unica bara di legno e in quella interna di zinco, prima di essere traslato in Basilica (è stata eliminata la prima traslazione nel Palazzo Apostolico).
La seconda stazione “nella Basilica Vaticana” considera un’unica traslazione in San Pietro, la chiusura della bara e la messa esequiale. Nella Basilica Vaticana il corpo del Papa defunto è esposto direttamente nella bara e “non più su un alto cataletto”. Infine, la terza stazione “nel luogo della sepoltura” include la traslazione del feretro al sepolcro e la tumulazione.
Un’eredità spirituale
Papa Francesco, primo Pontefice gesuita e primo proveniente dall’America Latina, ha segnato la storia della Chiesa con un papato dedicato alla fraternità universale, all’accoglienza dei migranti, alla difesa dell’ambiente e alla lotta contro ogni forma di esclusione. La sua morte nel giorno del Lunedì dell’Angelo sembra richiamare, ancora una volta, il cuore del suo messaggio: la speranza oltre la sofferenza, la luce oltre il buio.
La sua voce resterà viva nelle parole e nei gesti che hanno accompagnato milioni di persone, credenti e non, verso una visione più umana e compassionevole del Mondo.
Il cordoglio
Metsola
«L’Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco. Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il Mondo. Il “Papa del popolo” sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza nella pace, la compassione per l’uguaglianza e la giustizia sociale. Che riposi in pace», scrive la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
von der Leyen
«Oggi il Mondo piange la scomparsa di Papa Francesco. Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati. I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita. Possano trovare conforto nell’idea che l’eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un Mondo più giusto, pacifico e compassionevole», le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Kallas
«È con grande tristezza che ho appreso della scomparsa di Sua santità Papa Francesco. Quando ci siamo incontrati di recente a Roma, l’ho ringraziato per la sua forte leadership nel proteggere i più vulnerabili e difendere la dignità umana. Porgo le mie condoglianze a tutti i cattolici del Mondo». Così l’alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas.
Mattarella
«La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il Mondo. Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanità. La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi». Così il presidente della Repubblica italiano Sergio Mattarella.
Meloni
«Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che non sono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza. Papa Francesco è tornato alla casa del Padre. Una notizia che ci addolora
profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore. Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che non sono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza».
«Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile. E ha chiesto al Mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa. Il suo magistero e la sua eredità non andranno perduti. Salutiamo il Santo Padre con il cuore colmo di tristezza, ma sappiamo che ora è nella pace del Signore». Le parole del presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni.
Merz
«La morte di Papa Francesco mi riempie di profonda tristezza. Francesco sarà ricordato per il suo instancabile impegno a favore dei più deboli della società, per la giustizia e la riconciliazione. L’umiltà e la fede nella misericordia di Dio lo hanno guidato in questo. In questo modo, il primo latinoamericano a sedere sulla Santa Sede ha toccato le persone di tutto il Mondo, oltre i confini confessionali. Il mio pensiero in questo momento è rivolto ai fedeli di tutto il Mondo che hanno perso il loro Santo Padre. Che riposi in pace», ha affermato il futuro cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Macron
«Da Buenos Aires a Roma, Papa Francesco ha voluto che la Chiesa portasse gioia e speranza ai più poveri. Che unisca le persone tra loro e con la natura. Che questa speranza continui a rivivere oltre la sua vita. Mia moglie e io rivolgiamo i nostri pensieri a tutti i cattolici e al Mondo in lutto». Lo ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron.
Herzog
Il defunto papa Francesco era un uomo di immensa fede e grande misericordia, che ha dedicato la vita al progresso dei poveri del Mondo e alla richiesta di pace in un’epoca complessa e turbolenta». Lo scrive il presidente di Israele Isaac Herzog.
Al-Sisi
«Era una voce di pace, amore e compassione». È l’elogio del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
Ginevra Larosa
Foto © Vatican News, Città di Messina













