Floridia (M5S): «Tre mesi e scatterà procedura infrazione Rai». Nella giornata dedicata alla libertà di stampa si accende la polemica in Italia
«Che la verità sia detta, che la stampa sia libera. I giornalisti danno voce a chi non ha voce e chiedono conto al potere. In occasione del #WorldPressFreedomDay, riaffermiamo il nostro impegno a proteggere coloro che tutelano la verità». Lo scrive sul suo account X la Commissione europea in occasione della giornata della libertà di stampa. «Eppure, troppi subiscono intimidazioni per aver semplicemente fatto il loro lavoro. Il Media Freedom Act rafforza l’indipendenza editoriale. Bisogna combattere le cause legali per proteggere la libertà di parola. La legge sui servizi digitali affronta la disinformazione. La libertà di stampa è un diritto che dobbiamo proteggere», conclude la Commissione.
Consiglio e Parlamento Ue: giornalisti devono essere più protetti
«È il #WorldPressFreedomDay! Non c’è vera democrazia senza una stampa libera. In un mondo di minacce alla libertà di stampa, siamo al fianco dei giornalisti che rischiano la vita per la verità. Oggi ricordiamo anche coloro che hanno perso la vita in questa ricerca». Lo scrive sempre sull’account X il Consiglio Ue.
«Ogni giorno i giornalisti devono affrontare minacce indicibili: violenza, molestie, disinformazione, cause legali abusive. Il Media Freedom Act e la direttiva Anti–Slapp hanno portato un cambiamento. Ma occorre fare di più. Le leggi devono essere attuate. I giornalisti devono essere protetti. La democrazia deve essere salvaguardata». Lo ha scritto ancora su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola in occasione della giornata della libertà di stampa.
Giornalisti, Grippo (Az): «In Europa crescono minacce e pressioni»
«Nel celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa, è fondamentale riconoscere le condizioni complesse e, in alcuni casi, i sacrifici significativi compiuti da molti giornalisti per fornirci informazioni affidabili, sempre più difficili da ottenere nel clima odierno». Lo spiega Valentina Grippo, relatrice generale del Consiglio d’Europa per la salvaguardia della
libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. «I giornalisti» – prosegue la deputata di Azione – «devono poter lavorare in sicurezza, senza timori o restrizioni indebite. Purtroppo, esiste una varietà crescente di minacce, pressioni e vincoli sotto cui i giornalisti svolgono la loro missione. In particolare le intimidazioni, le violenze, le detenzioni arbitrarie, le legislazioni restrittive, le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (Slapp), le campagne diffamatorie e gli attacchi ai media pubblici, incidono notevolmente sulla libertà di stampa in Europa».
Secondo la Grippo «la libertà di espressione e di informazione può essere minacciata anche dalle nuove tecnologie: strumenti di sorveglianza elettronica sempre più sofisticati minacciano, infatti, la protezione delle fonti giornalistiche. In particolare, l’uso improprio dei sistemi di intelligenza artificiale a fini repressivi, compresi la sorveglianza arbitraria o illegale e le pratiche di censura, minano la privacy e l’autonomia individuale. Un’altra questione preoccupante è la pratica delle aziende di AI di raccogliere contenuti da internet senza autorizzazione o una base legale, e senza remunerare i creatori di contenuti: queste aziende sfruttano la loro posizione dominante per esercitare un’influenza indebita sull’accesso all’informazione attraverso la moderazione dei contenuti, la censura, i filtri algoritmici e i bias nei modelli di addestramento».
In guerra i rischi aumentano
Sull’Ucraina Grippo ricorda come «dall’inizio della guerra di aggressione nel febbraio 2022, almeno 102 operatori dei media hanno perso la vita: 12 sono stati uccisi mentre svolgevano attività di cronaca, mentre gli altri sono morti a causa di bombardamenti, torture o durante il servizio nelle forze armate. Inoltre, almeno 30 operatori e giornalisti sono detenuti contro la loro volontà nella Federazione Russa: stanno affrontando accuse penali inventate, violazioni dei diritti fondamentali, torture e perfino la morte. La sorte di diversi giornalisti ucraini è attualmente sconosciuta e, purtroppo, il numero delle vittime tra i giornalisti è in crescita. È quindi necessario aumentare la pressione politica e diplomatica sulla Federazione Russa per garantire la liberazione e il ritorno in Ucraina dei cronisti arrestati e detenuti».
Governo, Casellati: «Stampa libera è forza che tiene viva ogni democrazia»
«Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, celebriamo il lavoro di tutti i professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto a un’informazione libera e indipendente. Solo nel 2024, sono stati 516 i giornalisti, blogger e operatori dell’ informazione che hanno subito
minacce. A loro e a chi opera in zone di guerra o in condizioni difficili, va il mio pensiero e la mia più profonda gratitudine. Una stampa libera è la forza che tiene viva ogni democrazia. Difenderla significa proteggere i diritti, la dignità delle istituzioni e il futuro di una società giusta». Lo dichiara in una nota ufficiale a nome del Governo il ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Rai, Floridia (M5S): «Tre mesi e scatterà procedura infrazione»
Nella giornata dedicata alla libertà di stampa si accende la polemica nel Belpaese. «L’Italia scivola ancora e perde posizioni nel nuovo rapporto di Reporter senza frontiere (Rsf), un degrado costante, ignorato e alimentato dal Governo», dichiara la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, del MoVimento 5 Stelle, in un’intervista a La Notizia.
«La commissione di Vigilanza Rai resta bloccata, la riforma del servizio pubblico congelata, volano querele temerarie da parte dei politici e c’è il caso enorme dei giornalisti di Fanpage spiati. Meloni dice che la libertà di stampa è cosa troppo importante per essere sminuita con la propaganda, ma intanto sta rendendo l’Italia fanalino di coda»,
prosegue Floridia, specificando che «il Governo e la maggioranza sanno benissimo come stanno le cose. Mancano tre mesi alla procedura di infrazione e la riforma è sostanzialmente bloccata in commissione. Nel frattempo la commissione di Vigilanza è ostaggio della maggioranza: una situazione che continuerò a denunciare con forza finché non si arriverà ad una soluzione».
Fiasha Van Dijk
Foto © Unesco, Informazione Quotidiana, Treccani, Open













