Guardia Costiera, 160 anni di storia

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Guardia Costiera

Dalla nascita nel 1865 al ruolo strategico nella sicurezza marittima e nelle missioni internazionali

Era il 20 luglio 1865 quando il Corpo delle Capitanerie di Porto nacque ufficialmente con il Regio Decreto n. 2438. Oggi, a distanza di 160 anni, questa istituzione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sicurezza marittima nazionale, impegnata nella tutela dell’ambiente marino, nel rispetto delle leggi del mare e nella salvaguardia della vita umana.

Dalle origini al presente

Nato originariamente come corpo civile, la Guardia Costiera si occupava principalmente di vigilanza sulle attività marittime e portuali. Durante la Prima guerra mondiale, nel 1915, fu militarizzato temporaneamente, acquisendo un ruolo strategico fondamentale per il controllo delle coste e il supporto alla Marina Militare. Negli anni successivi, questa militarizzazione divenne permanente, contribuendo a definire la moderna istituzione. Ma solo nel 1989 si trasformò formalmente nel braccio operativo delle Capitanerie.

Attualmente il Corpo conta su circa 11.000 uomini e donne in servizio. Negli ultimi decenni, infatti, ha visto una crescente partecipazione femminile. Sono numerose quelle che oggi ricoprono ruoli di comando, pilotano elicotteri, conducono motovedette e operano nelle centrali di coordinamento marittimo, testimoniando un’evoluzione culturale e operativa del Corpo. Inoltre la Guardia Costiera dispone di una flotta navale di 584 mezzi e una flotta aerea composta da 20 unità, tra elicotteri e aerei. Un apparato che consente di garantire vigilanza, soccorso e controllo lungo gli oltre 8.000 chilometri di coste italiane e nelle acque internazionali, grazie anche all’aiuto delle nuove tecnologie, tra le quali sistemi satellitari e di tracciamento, radar e droni. Alcune di queste tecnologie e imbarcazioni saranno impiegate in diversi degli eventi in programma per le celebrazioni.

Eventi nel 160° anniversario

Per celebrare questo traguardo, il 2025 è caratterizzato da una serie di iniziative speciali in tutto il Paese. Tra gli appuntamenti già svolti, spicca il Meeting europeo contro la pesca illegale, tenutosi lo scorso gennaio. Ma l’evento clou sarà il Coast Guard Global Summit, in programma dal 9 al 12 settembre, che vedrà la partecipazione di delegazioni internazionali e autorità marittime da tutto il Mondo, e chiuderà ufficialmente le iniziative.

Le celebrazioni includono anche l’emissione di una speciale moneta celebrativa da 6 euro, disponibile dal 5 maggio scorso. Realizzata in bronzital e cupronichel, la moneta è caratterizzata da un originale design poligonale a sedici lati. Sul lato anteriore campeggia il logo celebrativo dei 160 anni con la scritta “Repubblica Italiana” e il motto della Guardia Costiera: “Omnia Vincit Animus“. Sul retro, invece, sono raffigurati simboli chiave del corpo: un elicottero, una motovedetta e un soccorritore marittimo.

Pochi giorni dopo, l’8 maggio, presso Palazzo Pitti a Firenze, è stato presentato un francobollo speciale, alla presenza del sottosegretario del Ministero delle imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, che ha sottolineato come «in 160 anni, la Guardia Costiera ha saputo servire il Paese con fermo impegno e abnegazione, tutelando i nostri territori e la popolazione italiana».

La cittadinanza del mare

Tra le iniziative più significative legate alla celebrazione, spicca il concorso nazionale “La Guardia Costieracittadinanza del mare“, promosso dal Ministero dell’istruzione e del merito insieme al Comando generale della Guardia Costiera. Rivolto agli studenti di ogni ordine e grado, il concorso coinvolge gli alunni di tutta Italia in attività dedicate alla cultura del mare e della legalità. L’edizione 2024/2025, in occasione della celebrazione del 160° anniversario, ha introdotto una sezione speciale per la creazione della mascotte ufficiale di questa istituzione, simbolo dei valori e della missione del Corpo. I vincitori sono stati premiati l’11 aprile scorso durante una cerimonia ufficiale con il titolo di “Cittadini del Mare”.

Il 2025 è anche l’anno in cui l’Italia guiderà l’European Coast Guard Functions Forum, l’organismo che riunirà le autorità marittime dei Paesi membri dell’Ue e associati Schengen. È un riconoscimento alla leadership italiana in materia di sicurezza marittima e cooperazione internazionale.

Sicurezza e tutela: il doppio volto della guardia costiera

Attualmente, la Guardia Costiera è coinvolta in 39 missioni militari internazionali, tra cui l’Operazione Levante, avviata in risposta al conflitto tra Israele e Hamas, e la sorveglianza strategica nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano nord-occidentale, zone strategiche per il traffico mercantile e spesso teatro di tensioni geopolitiche.

Come ha affermato il comandante generale del corpo delle Capitanerie di Porto, l’ammiraglio Nicola Carlone, «alla responsabilità del soccorso verso chi è in pericolo in mare la Guardia costiera italiana non si è mai sottratta e mai si sottrarrà».

Secondo il rapporto annuale del Corpo, questa istituzione “è un presidio fondamentale per la tutela del patrimonio ittico, della biodiversità e della filiera produttiva italiana“. Il documento, considerato uno strumento chiave di analisi e trasparenza istituzionale, sottolinea come questa istituzione “fornisce un continuo e inestimabile apporto alla nostra economia, salvaguardando il prodotto italiano”. Una funzione essenziale che va ben oltre il controllo: si tratta di garantire qualità, legalità e sostenibilità per il settore della pesca e dell’economia blu.

Un’eredità viva e uno sguardo al futuro

In un tempo in cui il mare è sempre più teatro di crisi ambientali, flussi migratori, tensioni internazionali e sfide economiche, e in un Paese come l’Italia, dove il mare è parte integrante dell’identità e della prosperità nazionale, la Guardia Costiera italiana continua a rappresentare una certezza operativa, morale e istituzionale. Non solo un Corpo militare, ma una comunità di donne e uomini che ogni giorno presidiano il nostro stato là dove comincia il suo confine più fragile e prezioso: il mare.

Celebrare questo anniversario non significa solo onorare il passato, ma rinnovare l’impegno per un futuro sicuro, sostenibile e rispettoso del nostro patrimonio marittimo.

In questo senso, i 160 anni delle Capitanerie di Porto non sono solo un traguardo, ma un punto di ripartenza. Una promessa rinnovata di difesa della vita, dell’ambiente, dell’identità produttiva e della sicurezza nazionale. Il mare è il nostro futuro. E la Guardia Costiera, da 160 anni, è la sua sentinella più fedele.

Maria Vittoria Rickards

Foto © Pressmare.it, Guardia Costiera, Maria Vittoria Rickards

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