Oltre 10.000 hotel in Europa fanno causa a Booking.com

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Booking.com

Dopo anni di rapporti sbilanciati, si ribellano e chiedono risarcimenti per milioni di euro al colosso olandese

Una delle più grandi azioni legali collettive nel settore dell’ospitalità è attualmente in corso contro Booking.com. Oltre 10.000 hotel in tutta Europa hanno deciso di agire legalmente contro il colosso olandese delle prenotazioni online, accusandolo di pratiche anticoncorrenziali.

La causa, promossa da Hotrec – organizzazione che rappresenta hotel, ristoranti, caffè e simili in Europa – potrebbe ridefinire il futuro dei rapporti tra le strutture ricettive e le piattaforme di prenotazione online. Il numero degli aderenti è già alto, ma potrebbe aumentare ulteriormente, poiché è possibile unirsi fino al 29 agosto 2025.

Che cosa sono le “clausole di parità”

Le cosiddette “clausole di parità tariffaria” sono condizioni contrattuali che impongono agli hotel di non offrire prezzi o condizioni migliori su altri canali di vendita, inclusi i propri siti web, rispetto a quelli pubblicati su Booking.com. In pratica vietano agli albergatori di proporre offerte più convenienti al di fuori della piattaforma, costringendoli a mantenere le stesse tariffe, anche su portali meno costosi o senza intermediazione.

Secondo le associazioni di categoria e numerosi esperti di concorrenza, queste clausole:

  • limitano la libertà commerciale degli hotel;

  • falsano la concorrenza tra piattaforme di prenotazione;

  • impongono commissioni elevate agli albergatori senza dare loro alternative reali;

  • penalizzano i consumatori, impedendo offerte più vantaggiose.

L’uso sistematico di queste clausole da parte di Booking.com ha portato alla decisione di intentare una causa presso il tribunale olandese, Paese in cui la piattaforma ha la propria sede legale. Un elemento decisivo è stato il pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) nel settembre 2024 in cui ha stabilito che le clausole di parità ampia imposte dal colosso violano il diritto della concorrenza dell’Ue. La sentenza ha dato forza agli albergatori, offrendo un’importante base giuridica per la loro richiesta di risarcimento.

La posizione di Hotrec

L’organizzazione ha assunto un ruolo centrale nella coordinazione dell’azione legale. In una Booking.comnota ufficiale, ha dichiarato: “le pratiche imposte da Booking.com hanno avuto impatti finanziari devastanti per migliaia di strutture, in particolare per le piccole e medie imprese del settore alberghiero, già fortemente colpite da crisi economiche e sanitarie negli ultimi anni”. Hotrec sottolinea come la possibilità di aderire alla causa sia aperta a qualsiasi hotel europeo che abbia avuto rapporti commerciali con Booking.com nel periodo interessato dalle clausole di parità.

Come funziona la causa collettiva

L’azione legale è stata strutturata con il supporto di un team internazionale composto da: avvocati esperti in diritto della concorrenza; processualisti civili; economisti specializzati in analisi dei danni di mercato. L’obiettivo principale è ottenere un risarcimento economico per le perdite subite, oltre a sancire la fine definitiva di queste pratiche. La causa è centralizzata nei Paesi Bassi, ma coinvolge hotel da tutta Europa, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio e molti altri.

Questa azione collettiva non è solo una battaglia legale, ma rappresenta un precedente cruciale per il futuro delle relazioni tra strutture ricettive e piattaforme digitali. Per anni gli albergatori hanno denunciato un rapporto squilibrato con i portali di prenotazione, spesso percepiti più come intermediari dominanti che come partner commerciali. Se la causa avrà successo, altre piattaforme potrebbero essere costrette a rivedere i propri contratti, rendendo il mercato più equo e competitivo.

Le reazioni del settore

La notizia ha suscitato reazioni entusiaste in molti Paesi. Numerose associazioni locali di albergatori hanno espresso sostegno all’iniziativa, definendola una “rivendicazione storica dei diritti degli imprenditori del turismo“. Secondo l’Associazione italiana albergatori, ad esempio: “è arrivato il momento di ristabilire regole chiare e giuste. Gli hotel devono poter gestire liberamente le proprie politiche di prezzo senza vincoli imposti da chi detiene una posizione dominante”.

Al momento, Booking.com non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’azione legale collettiva. Tuttavia, in passato la piattaforma ha difeso l’uso delle clausole di parità come strumento per garantire trasparenza e uniformità delle tariffe, sostenendo che avvantaggiano anche i consumatori. Non è escluso che il portale tenti di difendere la propria posizione anche in tribunale, appellandosi a motivazioni di tipo commerciale e strategico.

Cosa succede

Chiunque gestisca una struttura alberghiera e abbia lavorato con Booking.com può ancora aderire alla causa entro il 29 agosto 2025. La procedura di adesione è disponibile attraverso i siti delle organizzazioni coinvolte, tra cui Hotrec e altri partner nazionali. Il processo potrebbe durare diversi mesi, se non anni, ma la posta in gioco è alta: miliardi di euro di potenziali risarcimenti, e un futuro in cui le piattaforme di prenotazione potrebbero essere finalmente costrette a rivedere le loro pratiche contrattuali.

La causa collettiva contro la piattaforma è una delle più significative mai avviate nel settore turistico europeo. Migliaia di hotel chiedono giustizia per pratiche considerate sleali e dannose, e potrebbero segnare una svolta epocale nei rapporti tra strutture ricettive e OTA (Online Travel Agencies). Se verrà accolta, potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui operano le piattaforme di prenotazione in Europa, a favore di una maggiore trasparenza, concorrenza e libertà commerciale.


Ginevra Larosa

Foto © BusinessMobility.travel, Qualitytravel.it, NHO Reiseliv, Slope

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