Nonostante gli sforzi, il Mondo è ancora lontano da un reale disarmo nucleare globale. Ad oggi, nove Paesi possiedono armi atomiche
Oggi, 6 agosto 2025, il Mondo commemora l’80º anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, uno degli eventi più devastanti e significativi della storia contemporanea. La bomba, sganciata dagli Stati Uniti alle ore 8:15 del mattino, cambiò per sempre il volto della guerra e della geopolitica mondiale. A otto decenni di distanza, Hiroshima rimane un simbolo universale di pace, resilienza e ammonimento contro gli orrori della guerra nucleare.
Cosa accadde
L’aeroplano B-29 Enola Gay, partito dalla base militare di Tinian, sganciò la bomba denominata “Little Boy” sulla Città giapponese di Hiroshima. L’esplosione causò la morte istantanea di circa 70.000 persone, mentre altre 70.000 morirono nei mesi successivi a causa delle radiazioni nucleari, ustioni e lesioni gravi. La temperatura al centro dell’esplosione raggiunse i 4.000°C, vaporizzando interi edifici e corpi umani.


portavoce della memoria. Molti di loro, oggi ultraottantenni o non più in vita, hanno dedicato la propria esistenza a raccontare quanto vissuto. Le loro testimonianze, raccolte in libri, filmati e mostre, restano fondamentali per educare le nuove generazioni sui pericoli del nucleare. Nel 2025, meno di 10.000 hibakusha sono ancora in vita, e il Governo giapponese ha rafforzato le iniziative per digitalizzare le loro storie, rendendole accessibili in tutto il Mondo, anche grazie alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale.
Il Parco della Pace, costruito sul luogo dell’esplosione, accoglie ogni anno milioni di visitatori. Al suo interno si trovano: la Cupola della Bomba Atomica, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO; il Museo della Pace di Hiroshima; il Cenotafio per le Vittime della Bomba Atomica con l’iscrizione: “Possa l’anima di tutte le vittime riposare in pace. Non ripeteremo l’errore”.
cinematografiche e letterarie, da “Hiroshima mon amour” di Alain Resnais, al romanzo autobiografico di Kenzaburō Ōe, premio Nobel per la letteratura. Il simbolo della gru di origami è diventato il segno più riconoscibile dell’impegno per la pace, grazie alla storia di Sadako Sasaki, una bambina morta di leucemia dieci anni dopo l’attacco e che cercò di piegare 1.000 gru come auspicio per la guarigione.










