In Serbia, Kosovo e altri Paesi balcanici, l’accesso alla casa è sempre più difficile: tra stipendi bassi, affitti in salita e politiche pubbliche parziali, l’abitare diventa una sfida quotidiana
I Balcani non sono solo mare, tramonti e villaggi da cartolina. È un’area dove la crisi dell’abitare si insinua nella vita quotidiana, tra affitti insostenibili, spostamenti ogni giorno, e programmi statali che cercano di tamponare una situazione esplosa da tempo.
Quanto pesa la crisi abitativa: il quadro europeo
Un rapporto dell’Unece evidenzia quanto sia diffuso il problema: in molti Paesi europei, il costo della casa supera il 45% del reddito disponibile, ben oltre la soglia del 30% considerata sostenibile. In Romania e Serbia, la situazione è particolarmente critica, con famiglie costrette a sacrificare una parte enormemente alta del budget mensile per coprire le spese di alloggio.
Nel resto dell’Europa, dal 2010 al 2022, i prezzi delle case sono aumentati in media del 47%, mentre gli affitti sono saliti del 18 %, rendendo sempre più difficile comprare o affittare una casa dignitosa.
Balcani occidentali: prezzi relativamente bassi, ma fuori portata
Secondo Deloitte, il Sud-Est Europa è tra le Regioni con i prezzi immobiliari più bassi d’Europa:
Bosnia-Erzegovina: 1.315 €/m²
Romania: 1.504 €/m²
Serbia e Croazia: tra 8 e 10 stipendi annuali netti per acquistare una casa nuova.
Stando ai dati, servono tra 6 e 8 anni di stipendio medio netto in Serbia per permettersi un alloggio nuovo.
Quanto tempo serve per comprarsi casa?
Modelli sociali come quelli di Numbeo e Reddit confermano la dura realtà:

in Albania, servono più di 25 anni di stipendio medio per acquistare un immobile. Il Paese ha il record europeo negativo.
In Serbia, acquistare un appartamento a Belgrado di 60 m² richiederebbe 20 anni di reddito accumulato, ma al contempo ci sono oltre 100.000 appartamenti vuoti, un paradosso spesso sottolineato anche sui social.
L’utente che commenta su Reddit aggiunge una riflessione sentita: la proprietà è percepita come un ancora di salvezza in economie instabili, mentre l’affitto è visto come un lusso meno sicuro.
Il piano casa per i giovani in Serbia: promesse e ostacoli
Nel dicembre 2024 il Governo serbo ha lanciato un piano di prestiti agevolati per giovani (20–35 anni):
acconto dell’1%
Mutuo fino a 100.000 € su fino a 40 anni
Rate mensili a partire da 93 € sopra una base di 75.000 €.
Il programma ha una dotazione di 400 milioni € per 5.500 alloggi, e ha subito registrato migliaia di adesioni tra domande e richieste in corso. Diversi istituti bancari, primo tra tutti la Postal Savings Bank, si sono attivati per partecipare, anche se la difficoltà maggiore resta trovare appartamenti idonei e accessibili.
Rischi e valutazioni critiche
Il piano ha suscitato scetticismo. Alcuni analisti vedono nell’iniziativa soprattutto un’azione politica:

il programma è troppo generico e potrebbe essere usato anche da chi non ne ha davvero bisogno.
Il rischio concreto: spingere ulteriormente i prezzi immobiliari in un mercato già teso.
Tra numeri e umanità: cosa chiedono i giovani
Le voci raccolte sui social dipingono una realtà vissuta:
a Belgrado, i prezzi stanno esplodendo: anche per i quartieri periferici si parla di 3.000 €/m², mentre gli stipendi restano bassi.
In molte Città dei Balcani, si parla di rialzo speculativo dei prezzi, e spesso la qualità degli immobili è scadente, con speculatori immobiliari troppo aggressivi.
Un problema da affrontare, non solo raccontare













