La Giornata mondiale dell’alimentazione 2025 unisce leader e cittadini per un futuro senza fame, all’insegna di solidarietà e sostenibilità
Il 16 ottobre 2025, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, Roma diventa il cuore della riflessione globale sul diritto universale a un cibo sano, equo e sostenibile. Quest’anno la ricorrenza assume un valore speciale: coincide con l’80° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), nata nel 1945 proprio con l’obiettivo di combattere la fame nel Mondo.
Il tema scelto per il 2025 è “Mano nella mano per un cibo migliore e un futuro migliore“, un invito alla cooperazione tra Paesi, istituzioni e cittadini per costruire sistemi alimentari più equi e sostenibili.
Un evento di respiro mondiale
Alla cerimonia ufficiale, ospitata presso la sede della Fao tra il Circo Massimo e il Colosseo,
hanno preso parte figure di spicco del panorama internazionale: il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, Papa Leone XIV, il premier Giorgia Meloni, il direttore generale della Fao Qu Dongyu, il re Letsie III del Lesotho (ambasciatore speciale Fao per la nutrizione), la regina Letizia di Spagna, la principessa Basma Bint Ali di Giordania, il presidente dell’Uruguay Yamandù Orsi Martinez, il presidente dell’Ifad Alvaro Lario, la direttrice esecutiva del WFP Cindy Hensley McCain e l’ottavo segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
Una platea d’eccellenza che ha sottolineato la dimensione globale della sfida alimentare e la necessità di un rinnovato impegno comune per contrastare fame, sprechi e disuguaglianze.
Educare alla nutrizione sostenibile: un impegno di cittadinanza
Ogni anno la Giornata mondiale dell’alimentazione invita scuole, docenti e studenti a riflettere sul diritto a un’alimentazione sana e sostenibile per tutti.
Ma cosa significa davvero educare alla nutrizione sostenibile?
Significa molto più che insegnare una dieta equilibrata: vuol dire trasmettere il valore del cibo, delle sue origini e del suo impatto sull’ambiente. In un Pianeta dove un terzo del cibo prodotto viene sprecato e dove la produzione alimentare incide per quasi un quarto sulle emissioni globali di gas serra, la scuola diventa il luogo privilegiato per costruire consapevolezza e responsabilità.
Educare alla nutrizione sostenibile è, a tutti gli effetti, educare alla cittadinanza attiva: ogni scelta alimentare ha un impatto ambientale, economico e sociale. Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre il consumo di carne, limitare gli sprechi e privilegiare la qualità rispetto alla quantità sono azioni semplici ma potenti, che possono essere spiegate, praticate e condivise già dai banchi di scuola.
Un nuovo spazio per conoscere e agire: nasce Fao MuNe
Durante le celebrazioni è stato inaugurato il nuovo Museo e Network dell’alimentazione e dell’agricoltura (Fao MuNe), un’esperienza educativa e immersiva di 1.300 metri quadrati, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano.
L’Italia, Paese ospitante della Fao dal 1951, ha voluto così rafforzare il legame tra conoscenza, cultura e sostenibilità. Il museo sarà aperto al pubblico dal 20 ottobre, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti idee complesse su cibo, agricoltura e innovazione. Attraverso installazioni digitali, opere d’arte e percorsi interattivi, invita a scoprire 80 anni di storia dell’organizzazione e a sentirsi parte di un percorso collettivo verso un futuro “a prova di cibo”.
«Il museo» – ha dichiarato Qu Dongyu – «offre un nuovo modo di condividere il mandato della Fao con il Mondo attraverso la conoscenza, la cultura e l’innovazione, connettendo e ispirando il pubblico globale».
Mattarella: «Conoscenza e consapevolezza sono il primo passo contro la fame»
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato l’importanza della conoscenza come strumento di partecipazione e cambiamento: «per poter essere protagonisti i cittadini devono essere informati. La conoscenza rimane il primo motore per stimolare un maggiore impegno, orientando le energie soprattutto delle nuove generazioni».
Mattarella ha definito il nuovo museo «una felice intuizione che costruisce consapevolezza per comprendere le sfide che abbiamo davanti» e ha ringraziato «tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, arricchendo il valore delle celebrazioni per gli 80 anni della Fao».
Riflettendo sull’attualità, il presidente ha poi sottolineato che la fame nel Mondo resta un obiettivo ancora lontano: «è un triste paradosso che, mentre crescono conoscenze e risorse, assistiamo a nuovi scenari di carestia e disuguaglianza. Serve una inversione di rotta urgente e condivisa».
Papa Leone XIV: «Chi soffre la fame è mio fratello»
Uno dei momenti più intensi della cerimonia è stato il discorso di Papa Leone XIV, che ha richiamato il valore morale e umano della lotta contro la fame: «visito questa prestigiosa sede seguendo l’esempio dei miei predecessori, con il fervido desiderio che la pace regni ovunque. Mantengo viva la fiducia che, se si sconfiggerà la fame, la pace sarà il terreno fertile da cui nascerà il bene comune di tutte le Nazioni».
Il Pontefice ha invitato a mobilitare tutte le energie disponibili per combattere la fame e la malnutrizione: «porre fine a questi mali non è compito solo di imprenditori o politici: è una responsabilità di tutti. Chi soffre la fame non è uno sconosciuto. È mio fratello e devo aiutarlo senza indugio. Raggiungere l’obiettivo della fame zero sarà possibile solo con una reale volontà, non con solenni dichiarazioni».
Papa Leone XIV ha poi ricordato i dati più drammatici: «oggi 673 milioni di persone vanno a letto senza mangiare, e oltre 2 miliardi e 300 milioni non possono permettersi un’alimentazione adeguata. Dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una madre, un bambino. È il segno di un’economia senza anima e di un sistema di distribuzione ingiusto e insostenibile».
Fame, sostenibilità e diritti: le parole chiave della Giornata
Durante l’evento, i rappresentanti internazionali hanno ribadito che la fame nel Mondo non è solo un problema di produzione, ma anche di distribuzione e giustizia.
La Fao, insieme a Ifad e Wfp, continua a lavorare per garantire sicurezza alimentare e sostegno alle comunità più vulnerabili. Tuttavia, l’impatto del cambiamento climatico, dei conflitti e delle disuguaglianze economiche rende il traguardo sempre più complesso.
Le istituzioni multilaterali, ha ricordato Mattarella, «sono strumenti preziosi, perché esprimono la consapevolezza dell’indivisibilità dei destini umani». Solo attraverso una cooperazione globale reale sarà possibile costruire un futuro in cui nessuno resti indietro.
Le storie della Fao: resilienza, innovazione e speranza
Per celebrare i suoi 80 anni, la Fao ha lanciato una serie speciale di storie che raccontano esperienze di resilienza, biodiversità e collaborazione in tutto il Mondo.
Dalle montagne del Lesotho alle isole di São Tomé e Príncipe, dalle Ande dell’Ecuador alle coste della Turchia e della Corea del Sud, le narrazioni mettono al centro le persone: agricoltori, pescatori, donne e giovani che, con impegno quotidiano, stanno trasformando il modo di produrre e condividere il cibo.
Nel Lesotho, per esempio, la coltivazione sostenibile della patata sta cambiando la vita di intere comunità di donne.
A São Tomé e Príncipe, il cacao diventa simbolo di rinascita ambientale, con progetti per il ripristino delle foreste.
In Ecuador, le donne Kichwa preservano l’agrobiodiversità attraverso le antiche chakra andine.
In Turchia l’apicoltura giovanile offre una nuova speranza lavorativa nelle aree rurali.
Infine, in Corea del Sud, le haenyeo, le leggendarie “donne del mare” di Jeju, testimoniano una tradizione millenaria di lavoro, coraggio e rispetto per la natura.
L’Italia e la sfida interna: oltre 430mila minori in insicurezza alimentare
Anche l’Italia, nonostante il suo patrimonio agroalimentare, non è immune dal problema della povertà alimentare. Secondo un recente rapporto Istat diffuso in occasione della Giornata, oltre 430mila minori sotto i 16 anni vivono in condizioni di insicurezza alimentare. Le situazioni più critiche si registrano nel Mezzogiorno (8,7%), tra le famiglie monogenitore (7,8%) e in quelle con genitori dal basso livello di istruzione (17,9%). Numeri che ricordano come il diritto al cibo sano e accessibile resti una sfida anche per i Paesi sviluppati.
Verso un futuro migliore: dalla consapevolezza all’azione
L’edizione 2025 della Giornata mondiale dell’alimentazione ha dimostrato che la fame e la sostenibilità non sono questioni lontane, ma temi che toccano ciascuno di noi.
Ogni gesto – una scelta di acquisto, una ricetta anti–spreco, un pasto condiviso – può diventare un atto di solidarietà globale.
«Un Mondo senza fame» – ha concluso il presidente Mattarella – «resta un obiettivo ancora da raggiungere. Ma ogni passo verso la conoscenza, la cooperazione e la responsabilità è un passo verso un futuro migliore».
Ginevra Larosa
Foto © Fao, Fondazione Ecosistemi, LifeGate, EFA News, CURSA













