Un nuovo studio confronta i dati tra le generazioni dei cristiani inglesi rivelando un trend inaspettato guidato dalla generazione z
Un dato inatteso quello emerso dal sondaggio inglese commissionato quest’anno a YouGov dalla Bible Society, un movimento no profit nato a Londra per la diffusione della Bibbia nel Mondo, e che vede i giovani cattolici “superare” i loro fratelli anglicani nella frequentazione della chiesa. Secondo questo rapporto, coloro che si identificano come cristiani cattolici in Uk sembrano “praticare la loro religione più intenzionalmente” dei giovani anglicani, considerandosi quindi “praticanti” ovvero “churchgoing”, coloro che vanno in chiesa.
I giovani aprono la via
Sono così i giovani cattolici e pentecostali, soprattutto di sesso maschile più che femminile, a guidare il trend di quella che nel Regno Unito è stata nominata The Quiet Revival, la rinascita tranquilla e silenziosa che la chiesa di Inghilterra e Galles starebbe vivendo in questi ultimi anni.
Si scopre quindi all’interno del cattolicesimo inglese, una Generazione Z spiritualmente più impegnata rispetto alla maggior parte delle altre generazioni, genuinamente interessata all’incontro con il trascendente e coinvolta al punto che non è una sorpresa scoprire che il 23% di loro prega regolarmente.
Il direttore della ricerca presso la Bible Society, il dottor Rhiannon McAleer, sottolinea un altro aspetto molto importante dichiarando che questo «é il primo studio su larga scala a concentrarsi non sull’identità cristiana autodichiarata, ma sulla pratica cristiana effettiva. Da questa misura, la Chiesa è in un periodo entusiasmante di crescita e cambiamento». Un’affermazione che riguarda ovviamente tutta la chiesa Cristiana e non solo quella Cattolica o Anglicana essendo la Bible Society un’associazione non confessionale nella sua composizione e dedicata principalmente alla traduzione, alla pubblicazione e alla diffusione della Bibbia.
Il panorama religioso Uk in numeri
Dal rapporto in esame risulta che dei giovani inglesi tra i 18 ai 34 anni ben il 41% si dichiara cattolico, il 18% pentecostale e solo il 20% anglicano. Quest’ultimo è un dato in controtendenza specialmente considerando che nel 2018 i giovani anglicani rappresentavano il 30% nella stessa fascia di età, fatto che testimonia un calo di un terzo netto avvenuto in soli 7 anni.
Ma oltre alle differenze tra cattolici e anglicani c’è un altro dato, questa volta esteso a tutte le generazioni, che mostra una fetta della popolazione che si considera “senza religione” (che non è assenza di valori) e che ha raggiunto il 37,2%. Questo dato supera di poco, il 36,7%, coloro i quali si ritengono Cristiani. Il dato però che sorprende davvero è che nel 2011 questa parte della popolazione inglese era solo il 25%. Volendo fare un mero confronto numerico sembrerebbe esserci una crescita di atei e agnostici che, se affiancata al calo tra i giovani anglicani e alla crescita tra i giovani cattolici, dimostrerebbe di essere andata completamente a discapito della parte anglicana della chiesa.
Come noto infatti già da un censimento del 2022, la chiesa Anglicana, nata dallo scisma per l’atto di supremazia proclamato da Enrico VIII dove il re ne divenne capo supremo, non è più la scelta maggioritaria in Inghilterra e Galles, e dunque gli anglicani non rappresentano più la maggioranza della popolazione. È importante considerare in questa analisi che le due Nazioni del Regno Unito sommate rappresentano circa il 90% dell’intera popolazione britannica, circa 67milioni di persone.
I grandi cambiamenti degli ultimi 75 anni
Non v’è dubbio che secolarizzazione, modernità e la recente Pandemia abbiano avuto un forte impatto sulla chiesa e sulla pratica della religione nel Vecchio Continente, il Regno Unito oggi è molto più diversificato dal punto di vista culturale e religioso rispetto a quello degli anni ’50. A partire dagli anni ’80 infatti la percentuale di anglicani tra la popolazione britannica è scesa dal 40% ben al di sotto del 20% ed è anche proprio il cambiamento demografico che sta portando verso una maggiore diversità religiosa; la percentuale di musulmani, indù e sikh sta aumentando rapidamente. Anche l’Ufficio di statistica nazionale inglese (ONS, Office for National Statistics l’equivalente dell’ISTAT italiano), ha individuato in modelli di invecchiamento, mortalità, migrazione e fertilità, come possibili ragioni per il cambiamento del profilo religioso dei Paesi.
Ad esempio, dalla Seconda guerra mondiale, la popolazione di Birmingham è cresciuta con l’immigrazione dai Caraibi e dall’Asia meridionale, così come dall’Africa orientale.
Non è un segreto poi che la Chiesa d’Inghilterra (cristiana anglicana) stia affrontando un tempo di crisi, tra divisioni interne (scisma intra-anglicano), scandali e un ridimensionamento, quest’ultimo ricercato e auspicato anche da una certa parte della politica interna.
Anche i risultati dell’ultimo censimento hanno animato nel Regno Unito il dibattito sul modo con cui la Chiesa d’Inghilterra ancora gode di un radicamento all’interno delle istituzioni britanniche e sulla necessità di una riforma del sistema costituzionale stesso. Attualmente ben 26 vescovi della Chiesa d’Inghilterra occupano di diritto seggi nel Parlamento inglese e alcune scuole della Chiesa d’Inghilterra sono tutt’oggi finanziate dallo Stato. Il ruolo della Chiesa come espressione della religione di Stato in Inghilterra è considerato da alcuni ormai anacronistico e non più rappresentativo della società moderna e pluralista composta sempre meno da persone cristiane.
I risultati dei censimenti evidenziano il cambiamento
Londra con 8,8 milioni di abitanti (2021) è la metropoli più popolata d’Europa e la regione più religiosamente diversificata dell’Inghilterra, guidata da Sadiq Khan, un sindaco di origini pakistane fiero europeo di fede islamica, e dove, come emerso dal censimento del 2021, solo il 53,8% della popolazione, poco più della metà, è “bianca”.
Se da questa percentuale sottraiamo gli immigrati europei, risulta che i britannici appartenente al gruppo etnico “bianco” costituiva – nel 2021 – appena il 36,8% della popolazione totale ed erano già meno della metà della popolazione, il 44,89%, nel 2011. Commentando i dati del censimento l’arcivescovo di York, Stephen Cottrell, ha detto che: «Ci siamo lasciati alle spalle l’era in cui molte persone si identificavano quasi automaticamente come cristiane, ma altri sondaggi mostrano costantemente come le stesse persone cerchino ancora la verità spirituale e la saggezza e una serie di valori per cui vivere».
In questo complesso panorama oggi si calcola che i cristiani (di tutte le confessioni) rappresentano il 47,63%, i musulmani il 5,9%, i buddisti lo 0,46%, gli induisti il 1,54% e la rimante parte suddivisa su ulteriori religioni principalmente asiatiche. Un sondaggio quello della Bible Society, che ha esaminato più di 13.000 persone nel 2024 e 19.000 persone nel 2018, sicuramente con i suoi limiti, ma come tutti i sondaggi aiuta a valutare quello che è un sentimento pubblico.
E allora tra la preghiera ecumenica nella Cappella Sistina, il Papa anglofono, le canonizzazioni del primo santo millennial Carlo Acutis, nato a Londra, e la prossima proclamazione a Dottore della Chiesa del colto anglicano convertito al cattolicesimo John Henry Newman ci si potrà pure aspettare che il cattolicesimo in Inghilterra cresca ancora nell’evangelizzazione della testimonianza cristiana affinché siano una cosa sola.
Adamo De Palma
Foto © Biblesociety.org, ayearofreadingtheworld.com, reddit.com













