Giornata mondiale della lingua greca riconosciuta dall’Unesco

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Unesco lingua greca

La decisione dell’Unesco celebra l’eredità millenaria della lingua greca e il suo ruolo decisivo nella cultura, nella scienza e nella storia dell’umanità

Il Consiglio esecutivo dell’Unesco, a seguito dell’iniziativa della Rappresentanza permanente della Grecia presso l’Organizzazione, ha proposto, con decisione unanime, di dichiarare il 9 febbraio di ogni anno la Giornata mondiale della lingua greca. «È un riconoscimento internazionale della temporalità, dell’universalità e del contributo della nostra lingua al patrimonio culturale dell’umanità. È un giorno di gioia e orgoglio», ha affermato il rappresentante permanente della Grecia presso l’Unesco, Giorgos Koumoutsakos.

Lo scopo di questa istituzione è quello di evidenziare il ruolo fondamentale svolto dalla lingua greca per la cultura mondiale nel corso dei secoli, ma anche di studiare e apprendere sistematicamente sia dall’ellenismo della diaspora che dai cittadini di tutto il Mondo che desiderano diventare partecipi dell’educazione e della cultura greca.

“Oggi, 12 novembre 2025, con il completamento dei lavori della 43ª Conferenza generale dell’Unesco, a Samarcanda, in Uzbekistan, è stata adottata e ratificata all’unanimità la decisione di dichiarare il 9 febbraio Giornata internazionale della lingua greca”, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri ellenico in un comunicato. “Il lungo processo che era iniziato, lo scorso aprile, con la decisione del Consiglio esecutivo dell’Unesco, a seguito di una proposta presentata dalla Grecia all’epoca con il sostegno di 90 Stati membri dell’Organizzazione, si è formalmente concluso. Il riconoscimento internazionale del contributo unico e inestimabile della lingua greca al patrimonio culturale mondiale dell’umanità è una decisione di importanza storica nel suo 3.000° anniversario l’atemporalità della nostra lingua”.

Questo riconoscimento rappresenta la conclusione di un percorso iniziato nel 2014 grazie all’impegno del prof. Jannis Korinthios, allora presidente della Federazione delle comunità e confraternite elleniche in Italia. Un’iniziativa sostenuta fin da subito dai licei classici italiani e dal Movimento filellenico.

Le tappe principali del riconoscimento

La delibera della 43ª Conferenza generale dell’Unesco, con cui è stata ufficialmente istituita la World Greek Language Day.

L’intervento del prof. Marco Galdi, presidente della Società filellenica italiana, pronunciato a Milano in occasione della celebrazione del 9 febbraio 2019, durante il quale veniva indicato il riconoscimento Unesco come obiettivo prioritario verso cui indirizzare gli sforzi comuni.

I primi manifesti delle celebrazioni filellenica ispirate dal lavoro del prof. Korinthios, risalenti al 2015 (25 ottobre) e al 2016 (20 maggio), antecedenti al riconoscimento formale da parte del Parlamento ellenico, avvenuto il 24 febbraio 2017.

La proclamazione ufficiale del 2017 da parte delle Istituzioni elleniche, che ha sancito il 9 febbraio come Giornata Mondiale della Lingua Greca.

Le immagini del Parlamento greco del dicembre 2014, quando il prof. Korinthios presentò per la prima volta la proposta di istituzione della ricorrenza, accompagnato dal prof. Marco Galdi.

Le immagini della prima celebrazione tenutasi a Napoli, organizzata dalla rete dei Licei Campani (Sinfonia) con la partecipazione del prof. Galdi.

Le successive edizioni della Giornata mondiale della lingua greca, coordinate dalla Società filellenica italiana e dalla Società filellenica lombarda, sono documentate annualmente attraverso le comunicazioni ufficiali delle due associazioni.

Pochi mesi fa il presidente del Consiglio ellenico aveva dichiarato che gli uomini e le donne greci, ovunque si trovino, accolgono con vera gioia l’istituzione del 9 febbraio come Giornata internazionale della lingua greca da parte dell’Unesco. Quindi, d’ora in poi, il Mondo intero onorerà, ogni anno, il veicolo con cui i valori del Paese che ha dato vita alla democrazia e ha fondato la filosofia e le scienze viaggiano attraverso i secoli.

«Questo è, senza dubbio, un successo della nostra diplomazia culturale. Una testimonianza del fascino internazionale che la lingua di Omero ha sempre avuto. Degli Unesco lingua grecastudiosi di Bisanzio. Di Makrigiannis. E Seferis. Così come un’opportunità annuale per accertare la sua continuità creativa attraverso le conquiste che la Grecia moderna ha da presentare», ha aggiunto il primo ministro. «La decisione congiunta di 88 Stati di scegliere il giorno della morte del nostro poeta nazionale come punto di riferimento e di onore, ci rende anche doppiamente orgogliosi. Non solo perché riconosce l’identificazione della nostra lingua con il corso storico della Nazione. Ma anche perché dichiara il suo fardello universale. Perché tutti i cittadini del Mondo tengano a mente il versetto di Ulisse Elito: “mi diedero la lingua greca”».

Giorgos Babiniotis, professore emerito di linguistica

Giorgos Babiniotis, professore emerito di linguistica presso ERT News, ha parlato pochi mesi fa del grande successo dell’istituzione della Giornata internazionale della lingua greca da parte dell’Unesco: «per quaranta secoli abbiamo parlato la lingua greca ininterrottamente e per 28 secoli l’abbiamo scritta con lo stesso alfabeto, questo alfabeto che usiamo oggi. Tutti questi sono unici, così come la coltivazione della lingua greca e la sua presenza in altre lingue. In altre parole, il greco ha già una universalità e un riconoscimento dalla sua presenza in altre lingue».

«Il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero della Cultura per eccellenza, devono cooperare attraverso le nostre ambasciate, attraverso le università straniere e le nostre, attraverso le istituzioni culturali, per cooperare e fornire materiale affinché la giornata della lingua greca sia celebrata in modo appropriato nei vari Paesi del mondo. C’è interesse. Abbiamo solo bisogno di mobilitare le persone e fornire loro materiale linguistico e supporto, come possono farlo meglio in ogni lingua con la propria gente».

Ciò che è importante per noi è che il 9 febbraio la presenza e l’importanza della lingua greca, cioè della cultura greca, cioè della Grecia, cioè dell’ellenismo, si farà sentire a livello internazionale. E naturalmente insieme alla Grecia c’è Cipro e naturalmente insieme alla Grecia e a Cipro ci sono i nostri espatriati. In altre parole, abbiamo una presenza, che ovviamente numericamente non ha nulla a che vedere con la presenza dell’inglese o del cinese, ma questa è esattamente la grandezza del greco. Che una piccola lingua in uso ha questa enorme cultura. E siamo tutti orgogliosi in questi periodi di oscurità internazionale, per le varie cose che stanno accadendo a livello internazionale. Questo messaggio è un messaggio felice, un messaggio di speranza e di promozione del nostro Paese e della nostra cultura».

Il corso decisivo della lingua greca

Riguardo alla presenza della lingua greca nelle scienze, Babiniotis osserva: «La seconda lingua che ha una presenza più ampia è il latino. Sono le cosiddette lingue classiche, il greco e il latino. Il greco ha questa importanza che ha, perché inizia con Alessandro e diventa internazionale. Quando arrivano i romani imparano il greco, proprio come noi impariamo l’inglese, poi passiamo a Bisanzio e quando il greco diventa lingua ufficiale, la lingua greca inizia a passare attraverso il cristianesimo. Andiamo al Rinascimento dove le persone scoprono i testi greci e l’uomo attraverso i testi greci, tutto questo ha a che fare con la lingua greca e quando arriviamo all’Illuminismo, che è un’esplosione della scienza, la scienza ha bisogno di termini. Prende i loro termini dal greco e dal latino».

Pertanto, attraverso questo percorso abbiamo una presenza decisiva della lingua greca e ciò che esiste storicamente non era stato riconosciuto fino ad ora, in modo che potesse prendere il posto che merita. Perché, naturalmente, un obiettivo più ampio, un secondo obiettivo, sarebbe quello di insegnare nuovamente la lingua greca, così come il latino, in tutte le scuole d’Europa. Questo accadeva qualche anno fa e tutto il Mondo ci conosceva culturalmente e linguisticamente. Ma questo è un secondo passo».

In chiusura, il professore ha sottolineato che «la lingua greca non è in pericolo finché ci sono greci che la usano. Ciò a cui dobbiamo prestare attenzione e sensibilizzare è ridurre l’invasione di parole straniere dell’inglese e insistere da parte della scuola, dei media, della società, della famiglia per un uso migliore e più qualitativo della lingua greca, la nostra lingua madre».

 

George Labrinopoulos

Foto © Κελλιανός, La presenza di èrato, Enikos

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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