Attacco armato durante una celebrazione ebraica sulla spiaggia più famosa di Sydney: vittime, feriti e comunità sotto shock
Una sparatoria di massa ha colpito Bondi Beach, nella periferia orientale di Sydney, durante una celebrazione pubblica di Hanukkah, la festività ebraica conosciuta come Festa delle Luci. Il bilancio provvisorio parla di almeno dodici persone uccise e numerosi feriti, in uno degli episodi più gravi di violenza armata mai avvenuti in Australia negli ultimi anni.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco è avvenuto intorno alle 18.40 ora locale, mentre circa duemila persone partecipavano all’evento “Chanukah by the Sea“, organizzato sulla spiaggia e pensato come una serata per famiglie. Tra le vittime figura anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, come riferito da un portavoce della comunità ebraica locale al Times of Israel.
Mike Burgess, direttore generale dell’ASIO (servizi segreti australiani), ha dichiarato che l’agenzia sta esaminando l’identità degli attentatori per capire se vi sia «qualcuno nella comunità che abbia intenzioni simili». «È importante sottolineare, a questo punto, che non abbiamo alcuna indicazione in tal senso, ma si tratta di un aspetto su cui sono in corso indagini attive. Il livello di minaccia terroristica nazionale rimane a “probabile”. Non vedo motivi per cui debba cambiare questa fase. “probabile” significa che esiste una probabilità del 50% di un atto terroristico. E purtroppo abbiamo visto questa sera che è possibile».
La dinamica dell’attacco
Le testimonianze raccolte e i video circolati sui social mostrano due uomini armati arrivare a Bondi Beach poco dopo le 18.30. Secondo diversi resoconti, uno dei due indossava abiti completamente neri, l’altro una maglia nera con pantaloni chiari. Dopo essere scesi da un veicolo in Campbell Parade, vicino al Bondi Pavilion, hanno aperto il fuoco sulla folla.
Decine di colpi sono stati esplosi in pochi minuti, scatenando il panico tra i presenti. La folla si è dispersa lungo la spiaggia e nelle strade adiacenti, mentre diverse persone cadevano a terra ferite. Alcuni video mostrano corpi insanguinati accanto a tavolini da campeggio e vicino a un’auto parcheggiata.
I due attentatori si sarebbero poi separati: uno ha continuato a sparare da un ponte pedonale, sfruttando una posizione sopraelevata, mentre l’altro si è spostato su una strada parallela alla costa, proseguendo l’attacco.
L’intervento dei civili e della polizia
In una delle fasi più drammatiche, un passante è riuscito a disarmare uno degli attentatori, approfittando di un momento di distrazione. Un filmato mostra l’uomo bloccare l’aggressore al collo e sottrargli l’arma. Non è chiaro se abbia sparato o meno contro l’attentatore, che si vede allontanarsi lentamente.
Poco dopo, le forze dell’ordine del Nuovo Galles del Sud sono intervenute in massa. La polizia ha confermato di aver «neutralizzato» due persone sospette: uno degli attentatori è stato ucciso, mentre l’altro è stato arrestato in condizioni critiche ed è ora in custodia.
Poco dopo che la sparatoria, la polizia ha individuato un veicolo in Campbell Parade a Bondi che si ritiene contenesse diversi ordigni esplosivi improvvisati. «Al momento sul posto sta operando la nostra unità di artificieri». Uno dei presunti attentatori coinvolti nei letali attacchi a Bondi Beach, a Sydney, sarebbe Naveed Akram, un uomo proveniente dalla zona sud-occidentale della città, secondo quanto riferito da un alto funzionario delle forze dell’ordine. La fonte, che ha parlato a condizione di anonimato, ha dichiarato che la casa di Akram, nel sobborgo di Bonnyrigg, è stata perquisita dalla polizia.
Il bilancio ufficiale, ancora provvisorio, indica almeno dodici morti e ventinove persone
ricoverate in ospedale. Tra i feriti figurano anche due agenti di polizia. Secondo alcune fonti mediatiche, il numero dei feriti potrebbe essere più alto, ma le autorità non hanno fornito conferme definitive sulle condizioni di tutte le persone coinvolte. L’area di Bondi Beach è stata isolata per diverse ore. Sono state avviate operazioni di bonifica per escludere la presenza di ordigni esplosivi, mentre i paramedici continuavano a prestare cure sul posto.
Una celebrazione sotto shock
L’evento di Hanukkah stava celebrando l’accensione della prima candela della festività. Jeremy Leibler, presidente della Federazione sionista d’Australia, ha dichiarato: «la comunità ebraica è sotto shock. C’erano duemila membri della comunità che celebravano insieme Hanukkah a Bondi Beach. Siamo in stato di massima allerta». La celebrazione, pubblicizzata come un momento di festa e condivisione per famiglie, si è trasformata in pochi istanti in una fuga caotica, lasciando un segno profondo nella comunità ebraica australiana.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito l’accaduto «scene scioccanti e angoscianti». In un messaggio diffuso sui social ha scritto: «la polizia e i soccorritori sono sul campo al lavoro per salvare vite umane. Il mio pensiero è rivolto a tutte le persone colpite». Albanese ha confermato di essere in contatto con il premier del Nuovo Galles del Sud e con i vertici delle forze dell’ordine, invitando la popolazione a seguire le indicazioni della polizia e a evitare l’area interessata.
La condanna degli imam australiani
Anche il Consiglio nazionale australiano degli imam ha condannato con fermezza l’attacco, esortando tutti gli australiani a «restare uniti nella compassione e nella solidarietà». In una nota ufficiale si legge: «questi atti di violenza e crimini non hanno posto nella nostra società. I responsabili devono essere ritenuti pienamente responsabili e affrontare la legge». Il messaggio sottolinea inoltre la vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, riconoscendo «il dolore, la paura e l’angoscia provati in tutta la comunità».
Israele: «Attacco crudele contro gli ebrei»
Dura la reazione delle autorità israeliane. Il presidente Isaac Herzog ha parlato di «un attacco crudele contro gli ebrei» e ha invitato il Governo australiano a combattere «l’enorme ondata di antisemitismo» che, a suo dire, sta colpendo la società australiana.
Intervenendo a Gerusalemme, Herzog ha dichiarato: «I nostri fratelli e sorelle a Sydney sono stati attaccati da vili terroristi mentre accendevano la prima candela di Hanukkah». Parole ancora più dure sono arrivate dal ministro degli Esteri israeliano, che ha collegato l’attacco al clima di tensione internazionale e agli episodi antisemiti registrati negli ultimi anni.
Le testimonianze
Numerose le testimonianze raccolte dai media. «Pensavamo fossero fuochi d’artificio, ma non lo erano, era qualcosa di molto peggio», ha raccontato ad Abc News Elizabeth Mealey, che si trovava in un ristorante vicino alla spiaggia. «La gente ha iniziato a correre, è stato il panico. È terrificante».
Anche una studentessa italiana presente sul posto ha descritto scene di caos: «nel giro di un minuto la spiaggia piena di gente si è svuotata. Tutti correvano per scappare mentre gli spari continuavano».
Bondi Beach, simbolo ferito di Sydney
Bondi Beach è una delle spiagge più iconiche al Mondo, meta di turisti e residenti, simbolo della vita rilassata australiana. L’attacco ha colpito non solo una comunità religiosa, ma uno dei luoghi più rappresentativi del Paese, lasciando una ferita profonda nella città di Sydney e nell’intera Australia.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © Channel 9, NDTV, USA Today, Al Jazeera













