Una fiera commerciale che è anche forum internazionale e laboratorio politico, tecnologico ed ecologico per il futuro del settore in Europa
Si è conclusa, sabato 24 gennaio, la 57’ edizione di uno dei saloni nautici più importanti del Mondo, il Boot Düsseldorf in Germania, ossia il boat show più grande per l’industria navale e gli sport acquatici. Epicentro strategico della nautica mondiale, situato proprio nel mezzo dell’Europa, è infatti una piattaforma espositiva unica e globale per presentare e osservare da vicino le nuove offerte del mercato nautico, delle tecnologie innovative alle propulsioni sostenibili per la conservazione marina.
Una settimana evento, nel primo mese di ogni anno, che ormai da decenni apre la stagione nautica europea anticipando tendenze per natanti, nuove tecnologie di ormeggio e motorizzazione in una fiera che unisce all’esposizione workshop di alto livello in cui non mancano spazi per conferenze, attività e aree di prova interattive.
Una superficie espositiva che si estende per ben 220.000 metri quadri suddivisa in 16 padiglioni fieristici, secondo le varie aree tematiche di ogni settore della nautica e degli sport d’acqua e che attira oltre 200.000 visitatori da tutto il Mondo ospitando più di 1500 standisti tra produttori e rivenditori provenienti da 67 Paesi diversi; Europa come anche Indonesia, Filippine, Ecuador, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Marocco, Cina, Usa, Nuova Zelanda.

L’Italia, presente con 118 aziende e rappresentata da Confindustria Nautica, socio fondatore di EBI (European Boating industry) l’industria nautica europea, ha confermato la sua posizione di prestigio e leadership specialmente nel design d’avanguardia e nel segmento dei superyacht. EBI rappresenta attualmente circa 32.000 aziende, tra costruzioni di barche, porti turistici, attrezzature e fornitori di servizi, per lo più piccole e medie imprese che impiegano direttamente oltre 280.000 persone.
Non solo esposizione ma business, viaggi, arte marittima e sport
Un luogo di business per addetti ai lavori e al contempo uno spazio per famiglie e giovani appassionati di viaggi, sport acquatici ed ecologia marina. Un’offerta variegata tra attrazioni, fotografie subacquee, arte marittima, seminari e attività pratiche. Un’intera sala sportiva è infatti dedicata ai più popolari sport d’acqua e agli sviluppi del mercato per le nuove generazioni; immersione, surf, kite surf, stand up paddle, skimboarding o canoa, tutti disponibili con l’appropriata attrezzatura per (provare a) surfare, pagaiare, immergersi, navigare o pescare sia per gli appassionati del tempo libero che per gli esperti.
Padiglioni dedicati a barche a motore e superyacht, catamarani e barche a vela come anche
a strumentazione, motori, accessori, arredo, attrezzature e servizi marittimi fino ai coloratissimi fenicotteri a pedalò per i più piccoli. Insomma, i modelli più recenti di tutte le classi trovano posto in logistica perfettamente collaudata, coordinata e attrezzata che permette di ospitare indoor intere imbarcazioni fino a 180 tonnellate di peso. Oltre 1.000 tra barche e yacht completi esposte all’interno dei padiglioni, un luogo unico per osservare da vicino e comparare simili oggetti in un solo posto e un sol momento e difatti, come avviene in ogni fiera, si vende e si compra, oltre a mangiare, e così molte sono state pure le imbarcazioni vendute in loco con tanto di cartello affisso “venduto”.
Fiera commerciale dunque ma anche laboratorio culturale, politico e tecnologico per il futuro del settore in Europa. Il salone infatti intende mostrare che, unendo la maestria artigianale tradizionale alle nuove frontiere tecnologiche, la nautica e l’industria europea sono pronte a guidare la transizione ecologica. Cooperazione internazionale e innovazione, dunque, digitalizzazione dei servizi con AI e promozione di un turismo nautico sostenibile, sicuro e competitivo dove la sostenibilità non è più un concetto astratto ma un vero e proprio requisito operativo.
Industria e fulcro istituzionale
Proprio quest’anno, infatti, il Boot Düsseldorf e EBI (l’associazione voce del settore nautico europeo ad oggi di 32 membri in 21 Paesi) hanno consolidato e rinnovato ulteriormente la loro partnership strategica per altri due anni, fino al 2028 ancora.
E proprio al Boot l’EBI, la cui missione è “promuovere e rappresentare un’industria nautica e del turismo marittimo sostenibile” ha annunciato la prossima espansione dei suoi membri, portando l’organizzazione a 34 membri in 24 Paesi europei, tra cui il British Marine, associazione che rappresenta l’intera industria nautica nel Regno Unito. Di fatto l’Uk è il più grande importatore di imbarcazioni da diporto nell’Unione europea oltre a essere la seconda destinazione di esportazione per le barche costruite nell’Ue, un alleato chiave, quindi, per ridefinire le normative post–Brexit.
I limiti fisici che non stabiliscono dei limiti
Durante l’evento, nel gala di sabato sera per l’assegnazione dei due premi, “Yacht europeo dell’anno 2026” (EYOTY) per gli yacht a vela e “European Powerboat of the Year 2026” (EPOTY) per i motoscafi, il marinaio britannico Craig Wood ha ricevuto il prestigioso premio internazionale “SEAMASTER Award“.
Wood, che naviga da oltre otto anni, è un veterano mutilato di entrambe le gambe e di metà arto superiore sinistro in Afghanistan. Ha completato con successo la traversata in solitaria dell’Oceano Pacifico col suo catamarano Sirius II di 41 piedi navigando per novanta giorni attraverso molteplici situazioni e condizioni meteorologiche che gli hanno persino strappato le vele. Ha solcato il mare per più di 7.500 miglia nautiche (circa 14.000 km) dal Messico al Giappone e non gli è mancata neppure un’avaria al motore e la rottura di una protesi al braccio ma nonostante tutto con la sua perseveranza coraggiosa ha tenuto testa alle avversità, della vita e del mare, e la sua personalità non è passata inosservata. Prestazioni eccezionali in condizioni difficili, questo celebra e riconosce il premio conferitogli.
Economia circolare, turismo nautico e decarbonizzazione
Molti i progetti dedicati alla sostenibilità e alla trasformazione tecnologica discussi dal Bid,
(Blue Innovation Dock) per i prossimi decenni, dalla diffusione di motori ibridi e elettrici per la navigazione costiera agli standard condivisi per il progetto Blue Boat Horizon, iniziativa europea per misurare il Life Cycle Assessment (LCA), ossia il ciclo di vita delle imbarcazioni che, anteprima di questa edizione del Boot Düsseldorf, misura l’impatto ambientale che un’imbarcazione ha dalla costruzione fino al suo smaltimento, segnando così un passo decisivo per l’economia circolare e il riciclo dei materiali compositi.
Un evento dunque che vuole unire economia, passione, responsabilità e competenze celebrando l’eccellenza, anche con l’assegnazione di vari premi internazionali, per promuovere la filiera del mare in un futuro sostenibile e tecnologico, operazione che per adesso sembra essere andata in porto.
Adamo De Palma
Foto © Adamo De Palma













