3 miliardi Ue per evitare rincari e inquinamento

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Ue rincari inquinamento

Nel mercato della CO2 chi inquina paga; l’Europa mette un prezzo all’inquinamento per finanziare la transizione per i cittadini e le tecnologie pulite

Ufficializzata ieri, 5 febbraio 2026, dalla banca europea per gli investimenti (EIB, European investment bank) l’introduzione di un nuovo strumento finanziario per anticipare gli investimenti, una linea di Frontloading Facility, sulla ETS2.

Sviluppata congiuntamente con la Commissione europea e volta a mitigare il futuro impatto sociale ed economico del secondo mercato del carbonio creato dall’Unione europea, denominato ETS2, prevede l’anticipo di 3 miliardi di euro sotto forma di prestiti o linee di credito per finanziare progetti di transizione (come bonus caldaie o veicoli non inquinanti) così da permettere ai cittadini di poter ridurre i consumi ancor prima dei prospettati, quanto temuti, rincari del prossimo futuro e prima dell’inizio ufficiale delle aste ETS con un focus sul sostegno alle famiglie a basso e medio reddito. I fondi verranno poi ripagati con i proventi delle aste reali che si terranno dal 2027 in poi.

Cosa è l’ETS 2 e perché serve un anticipo

Questo “caricamento anticipato” di fondi messo a disposizione nel 2026 nasce in previsione degli aumenti di benzina e riscaldamento che si avranno per effetto dell’ETS2 ovvero il sistema di scambio di quote, Emission Trading System, specifico per l’edilizia e il trasporto su strada. Distinto dal primo originale ETS, istituito nel 2005, che si occupa di grandi industrie, centrali elettriche e d’aviazione, il secondo ETS punta a ridurre quel 50% di emissioni europee, prima ignorate, che provengono da trasporti e riscaldamento.

Di primo acchito ciò non riguarda direttamente i cittadini ma li toccherà indirettamente attraverso i prezzi dei prodotti che consumano. C’è infatti anche il rischio di un’inflazione Green in quanto le aziende trasferiranno il prezzo delle quote della CO2 che dovranno pagare sul prezzo finale dell’utente. 

Secondo le stime della Commissione europea, qualora il prezzo della CO2 rimanesse entro il tetto dei 45€ per tonnellata, l’aumento sarebbe di circa 10 centesimi in più al litro per la benzina e di più 12 centesimi al litro per il diesel. Similmente per il gas metano e il gasolio da riscaldamento che porterebbero a un incremento stimato tra il 10 e il 20% sulla componente energetica della bolletta. Effetto nullo ovviamente se si avrà già un veicolo a zero o a basse emissioni come anche installato una pompa di calore elettrica a casa e l’accordo siglato sulla Frontloading Facility servirà proprio a mitigare questi impatti.

Cap and trade il meccanismo che ridurrà l’inquinamento

Come si legge dagli articoli della Commissione il nuovo sistema ETS2 mira a guidare la riduzione delle emissioni dagli edifici e dai settori del trasporto su strada in modo neutrale rispetto alla tecnologia (e dunque senza alcuna preferenza) e favorevole alla competitività. Questo sarà un contributo importante per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica dell’Ue entro il 2050.

La soluzione tecnica prevista per far rispettare gli impegni internazionali presi nello sforzo comune di ridurre gli effetti delle attività produttive sui cambiamenti climatici è il meccanismo di quote e di cap and trade. Ogni quota, equivalente a 1 tonnellata di CO2 immessa nell’atmosfera, in un certo modo si potrebbe immaginare, a scopo esemplificativo, come una sorta di “ticket legale di inquinare” che ogni azienda ha a sua disposizione.

Chi dovesse inquinare oltre la propria quota consentita, paga chi invece, magari investendo in tecnologia pulita, cambiando filtri etc, inquina meno e quindi si ritroverà ad avanzare delle quote da poter vendere. Ponendo un tetto (cap) massimo alle emissioni di CO2 totali consentite e dividendole in quote (certificate) che possono poi essere scambiate (trade, scambio vendita) a mezzo di aste si crea un mercato, con borse elettroniche specializzate che, incrociando domanda e offerta, determinano quotidianamente il prezzo della CO2. In tal modo ciò diviene uno strumento economico che fornisce liquidità e il cui ricavato torna ai cittadini venendo usato per la comunità.

Arrivare preparati al momento dell’aumento dei prezzi

I soldi delle aste finiscono infatti un fondo pubblico e gli Stati membri sono tenuti a utilizzare i ricavi ETS2 per l’azione per il clima e le misure sociali, il Social Climate Fund, riferendo su come viene speso quel denaro. Per abbassare le tasse sul lavoro, per finanziare i trasporti pubblici, dare incentivi green fino ai contributi diretti alle famiglie per compensare l’aumento bollette e la riduzione della CO2 si traduce allora in un vantaggio economico e competitivo per tutti.

Abbassare oggi le emissioni derivanti dal riscaldamento degli edifici e dei trasporti stradali è sì un invito ai cittadini a cambiare il loro modo di spostarsi e riscaldare le proprie case ma contemporaneamente offre l’incentivo per fondi e strumenti finanziari per affrontare questo possibile cambiamento fino a renderlo una opportunità di modernizzazione per Paesi e cittadini.

L’obiettivo climatico è di ridurre le emissioni del 55% (fit for 55) entro il 2030 per poi seguire la rotta tracciata dall’Accordo di Parigi (2015) della neutralità carbonica entro il 2050, accordo che impegna tutti i Paesi firmatari e che completa l’obiettivo politico dell’ormai lontano e importante protocollo di Kyoto.

Un passo strategico verso una transizione equa e competitiva

L’introduzione dell’ETS2 e della relativa linea di credito anticipata segna un passaggio strategico nel percorso verso un’economia europea più competitiva e decarbonizzata. Oltre a rispondere agli impegni climatici internazionali, questa misura si inserisce in una più ampia logica di giustizia climatica: assicurare che la trasformazione energetica non ricada sulle fasce più vulnerabili, ma diventi una leva per ridurre le disuguaglianze.

In questo senso, l’approccio europeo punta a coniugare transizione ecologica e coesione sociale, mobilitando risorse pubbliche e private. La Banca europea per gli Ue rincari inquinamento investimenti, con questa iniziativa, consolida il proprio ruolo di “banca del clima” dell’Unione, sostenendo gli Stati membri nell’attuazione di politiche che abbiano un impatto diretto sul benessere dei cittadini e sulla competitività del sistema produttivo. Tra i progetti che potranno beneficiare del finanziamento rientrano interventi per l’efficienza energetica degli edifici, la conversione di flotte pubbliche e private verso carburanti a basse emissioni, e la promozione di tecnologie pulite per il riscaldamento domestico. L’obiettivo è creare un effetto moltiplicatore che acceleri gli investimenti sostenibili e prepari le famiglie e le imprese europee ad affrontare in modo più resiliente i costi della decarbonizzazione.

 

Adamo De Palma

Foto © LaChirico, ControPiede, Woltair, QualEnergia

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