Cardinale Pierbattista Pizzaballa respinto al Sepolcro. Reazione Italia e Vaticano. Leone XIV da Monaco invoca fine conflitto e dialogo. Prossimi viaggi Papa in Africa
Mai era avvenuto che si impedisse a un capo della Chiesa Cattolica di accedere al Santo Sepolcro di Gerusalemme nel periodo della Settimana Santa.
Nella mattinata di domenica delle Palme la polizia di Israele ha negato al patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro, mentre insieme al custode della Terra Santa fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare con i francescani la Messa. Sono stati fermati lungo il tragitto da una pattuglia. Viaggiavano a titolo privato e sono stati “costretti” a tornare indietro.
Israele, proprio in questi giorni in cui i cristiani celebrano la Settimana Santa e la Passione del Cristo, ha chiuso tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme Est. Durissima la reazione del Governo italiano “…in una solennità centrale per la fede quale è la Domenica delle Palme“, – afferma una nota – “impedire l’ingresso al patriarca di Gerusalemme e al custode di Terra Santa costituisce una offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa“.
Un gesto “inaccettabile” anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha convocato oggi (lunedì 30 marzo 2026) al Ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele. Nel contempo ha dato istruzioni al nostro ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv lo sdegno per l’inqualificabile atto che mina le libertà religiose del luogo.
L’appello di Papa Leone all’Angelus della Domenica delle Palme
Rivolgendosi alle migliaia di fedeli che hanno seguito in Piazza San Pietro la celebrazione della Domenica delle Palme, il Santo Padre ha affermato: «siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani in Medio Oriente che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i riti di questi giorni santi. La loro prova interpella la coscienza di tutti. Eleviamo la nostra supplica al Principe della pace, affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini di «riconciliazione e di pace».
Da settimane Papa Leone, profondamente preoccupato per il conflitto in Medio Oriente, esorta le parti coinvolte a fermare la spirale di violenza prima che diventi una voragine irreparabile. Anche l’arcivescovo Balestrero, nunzio apostolico e osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni a Ginevra, lo ha ripetuto nel suo discorso tenuto all’Assemblea alcuni giorni fa.
Come sostenuto da Papa Leone «non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti». Anche nel discorso che Prevost aveva tenuto al Corpo diplomatico accreditato presso il Vaticano, si diceva «la pace e la stabilità non possono essere raggiunte attraverso le armi e le ritorsioni, che seminano solo morte e distruzione e alimentano odio, risentimento e paura, ma devono essere perseguite attraverso mezzi pacifici come la diplomazia, il dialogo, il pieno rispetto del diritto internazionale».
Si è parlato di pace nella trasferta di Papa Leone a Monaco
Sabato 28 marzo Leone XIV, visitando il Principato di Monaco, nei suoi discorsi ha richiamato i credenti alla dignità della persona, a scelte in grado di favorire la convivenza. Il Principato è uno dei pochissimi Paesi in cui il cattolicesimo è religione di Stato. La Rocca dove sorge il Palazzo del Principe, affonda le radici nei legami tra la Chiesa Monegasca e lo Stato Pontificio che risalgono al giorno di San Nicola del 1247, quando Innocenzo IV autorizzò la costruzione di una cappella sulla Rocca con la bolla Pro Puritate.
Nel 1887 Leone XIII emise una bolla che creava la diocesi di Monaco direttamente soggetta alla Santa Sede. Alberto II, che ha sempre accompagnato a ogni evento il Papa, anche quelli ecclesiali, è il monarca che non ha firmato la recente legge per la liberalizzazione dell’aborto e Leone XIV ha colto l’occasione del viaggio, per incoraggiare ad «annunciare il Vangelo della vita» e ha chiesto nell’omelia in Cattedrale, «che venga difesa e promossa la vita di ogni uomo e ogni donna dal suo concepimento alla fine naturale».
La forza della fede
Leone XIV è giunto a Monaco in elicottero in quanto il Principato è dotato di un eliporto. Il Palazzo del Principe ove risiedono i Reali ha appartamenti nobilitati da grandi arazzi, antichi dipinti ed affreschi rinascimentali. Un Palazzo con connotati di fortezza genovese, nei secoli assediata fino a diventare ospedale militare.
Nella Place du Palais dove la folla si è radunata il Papa ha parlato in francese mentre i cannoni storici gli davano il benvenuto con 21 salve. Nel suo discorso ha riconosciuto la forza della fede come punto di equilibrio tra gli imperativi del presente e le esigenze del lungo periodo. Un territorio ove sono presenti persone dell’alta finanza con elevati redditi, ma anche afflitti da pressanti domande sul proprio posto nel Mondo poiché, afferma Prevost, «agli occhi di Dio, nulla si riceve invano». Una bambina presente in piazza con altri compagni di classe, agitava con le mani un foglio con un disegno a pastello raffigurante Papa Leone.
Affacciatosi alla finestra per salutare la folla con accanto il Principe, spiccava
la principessa Charlène con il suo abito bianco, una prerogativa concessa alle consorti di sovrani di fede cattolica. Accanto a loro i due primogeniti, i gemelli undicenni Jacques e Gabriella che hanno stretto la mano al vescovo di Roma, mentre la piccola ha accennato a un inchino. Al momento della foto di rito, Alberto di Monaco ha fatto indietreggiare il figlio con fare paterno.
Gli altri viaggi del Papa
Un Aprile pesante per Leone XIV che dal 13 al 23 visiterà Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Ad Algeri si recherà nella Grande Moschea, mentre a Yaoundè avrà un incontro con il mondo universitario dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale, in Guinea farà visita all’Ospedale Psichiatrico Jean Pierre Olie e alla Escuela Tecnologica Papa Francesco. Un viaggio impegnativo ma non privo di rischi.
Giancarlo Cocco
Foto © Vatican Media













