Bazzoni vs Poste: la Commissione europea risponde all’operaio italiano

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Istruzioni per l’uso per possibili altri casi simili: oltre al ricorso comunitario percorribile la strada della giurisprudenza nazionale

27 Luglio 2015 | di | Attualità - Economia - Europa - Filatelia - Lavoro

CHAP 01872. Questo il numero di protocollo che la Commissione europea ha dato alla denuncia di Marco Bazzoni presentata il 28 giugno scorso per la presunta violazione della direttiva europea 97/67/CEE che assicura in tutti gli Stati membri il principio dell’universalità della consegna postale cinque giorni la settimana e alla quale potrebbe seguire l’avviamento di una procedura d’infrazione nel caso in cui i servizi dell’Esecutivo comunitario, dopo aver esaminato la denuncia secondo il pertinente diritto dell’Unione, decidessero di aprire il procedimento d’infrazione contro l’Italia. In caso contrario si avrebbe l’archiviazione della denuncia.
Eurocomunicazione aveva trattato il tema in due articoli pubblicati lo scorso 4 aprile (vedi link) e, per il caso specifico, lo scorso 14 luglio (vedi link).

Economy: Post Office ItalyQuesto quanto scritto nero su bianco dal funzionario della Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI responsabile del dossier in una lettera di una pagina inviata al Sig. Bazzoni il 6 luglio scorso e che Eurocomunicazione ha potuto visionare. Nella missiva si precisa che anche nel caso di avvio del procedimento non dovrà partecipare ad alcuna spesa. La Commissione segnala inoltre che esiste anche la possibilità di ricorrere a mezzi di denuncia nazionali che di norma permettono di far valere i propri diritti  in modo più diretto e personale. Ad esempio, si legge nella lettera, solo il giudice nazionale può condannare lo Stato membro al risarcimento se, come in questo caso, il Sig. Bazzoni, presentasse entro i termini previsti un apposito ricorso. Economy: Post Office ItalyAlla lettera sono inoltre allegate tutta una serie di informazioni sul procedimento per inadempimento del diritto dell’Unione: relativamente ai suoi principi (eventuali responsabilità di uno Stato membro nel caso di non rispetto della corretta applicazione del diritto Ue), alla ricevibilita della denuncia e alle varie fasi del procedimento (fino al ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea qualora lo Stato membro non si conformi al parere motivato della Commissione).
Il sig. Bazzoni, ma non solo, è ora in attesa dell’approfondimento della Commissione che provvederá una volta chiuso l’esame a informarlo degli esiti dell’esame e dell’eventuale andamento del procedimento di infrazione. Il seguito lo sapremo la prossima puntata…

 

Nino Cingolani

Foto © 2015 European Parliament

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