Blue economy: l’Unione europea investe nella ricerca e sviluppo per lo smaltimento della plastica

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Mogherini annuncia i 23 nuovi impegni con cui l’Ue porta avanti i suoi sforzi a favore di oceani sicuri, puliti e gestiti in modo sostenibile

8 novembre 2018 | di | Ambiente - Economia - Europa - in evidenza
UE

300 milioni di euro stanziati per contrastare l’inquinamento degli oceani, in aggiunta ai 550 milioni dello scorso anno. Dopo l’appuntamento maltese di ottobre 2017, l’Unione europea rinnova il proprio sforzo nel sostenere la cosiddetta “economia blu” nel corso della V edizione della conferenza “Our Ocean”, tenutasi a Bali, Indonesia. Obiettivi, smaltire l’eccessiva plastica che danneggia gli ecosistemi oceanici, incrementare la ricerca e la sorveglianza marittima.

UeUn terzo del budget è riservato a ricerca e sviluppo per lo smaltimento della plastica, altri 82 milioni andranno all’attività di ricerca marina e marittima, come valutazione degli ecosistemi, mappatura dei fondali e nuovi sistemi di acquacoltura. Oltre diciotto milioni invece saranno investiti nel sostegno all’economia blu europea, cioè a settori economici legati alle risorse oceaniche.

Uno dei programmi di punta è Copernicus, che si occupa dell’osservazione della Terra. Secondo quanto deciso dall’Ue, saranno aggiunti quasi 13 milioni per la sicurezza marittima e la ricerca sui servizi ambientali costieri. La portata del progetto non è limitata al territorio europeo, ma sono previste un’importante cooperazione con le Nazioni Unite e altre collaborazioni internazionali per eliminare i rifiuti, specialmente nel sud-est asiatico, per cui sono stanziati ulteriori specifici 9 milioni di euro.

UE Our Ocean«Le condizioni dei nostri oceani richiedono un’azione globale e decisa», scrive in un comunicato stampa l’Alta rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, annunciando i 23 nuovi impegni con cui «l’Ue porta avanti i suoi sforzi a favore di oceani sicuri, puliti e gestiti in modo sostenibile. Nessun Paese, da solo, può riuscire in questa impresa». La ricetta per riuscirci è «determinazione, coerenza e collaborazione, all’interno e all’esterno dell’Unione. È in questo spirito che oggi rinnoviamo l’impegno a proteggere i nostri oceani».

«Abbiamo bisogno degli oceani e gli oceani hanno bisogno di noi», aggiunge Karmenu Vella, commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca. «Dobbiamo ridurre con urgenza i rifiuti marini e le altre fonti di inquinamento, mettere fine alla pesca illegale e sostenere i fragili ecosistemi marini». In questo l’economia “blu” sarà fondamentale, creando «posti di lavoro e crescita sostenibili, avvalendoci della ricerca d’avanguardia e delle nuove tecnologie».

«L’osservazione della Terra aiuta i cittadini di tutto il mondo a lottare contro i cambiamenti climatici, vigilare sull’economia blu e sull’inquinamento marino o far fronte alle catastrofi naturali», afferma Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le Piccole e Medie Imprese. «Questi impegni sono solo uno dei modi con cui la Commissione europea si adopera per accelerare la transizione verso l’economia circolare», sottolinea in una nota la Commissione stessa.

UEI 23 impegni, nel dettaglio, sono suddivisi in cinque sotto-categorie: blue economy, impatti sui cambiamenti climatici, inquinamento marino, protezione marina e pesca sostenibile. I primi sei rientrano nell’alveo dell’economia blu, in concerto con la Cina, con Sudafrica e Brasile dopo la firma della dichiarazione di Belém del 2017, e con altri partner atlantici. Secondo quanto stabilito dal programma Horizon 2020, 64 milioni saranno stanziati per valutare gli ecosistemi, mappare i fondali e sviluppare la già citata acquacoltura, aumentando di mille unità i gruppi di lavoro.

Il settimo punto è relativo ai cambiamenti climatici, con cinque milioni pronti per finanziare nuovi modelli di previsione meteorologica oceanica già entro la fine di quest’anno. Si spera così di affrontare al meglio lo studio degli impatti dei cambiamenti climatici e costruire resilienza ai rischi come mareggiate, inondazioni ed erosione costiera.

Gli impegni dall’8 al 13 riguardano l’inquinamento. 9 milioni vanno allo smaltimento rifiuti marini e di plastica nel sud-est asiatico e alla transizione verso un consumo sostenibile di questo materiale. L’Ue è pronta a lavorare su nuove norme per imballaggi e riciclabilità, limitando il ricorso ai monouso. Previsto anche l’aggiornamento di app di monitoraggio inquinamento, da rendere accessibili al grande pubblico e non solo agli addetti ai lavori.

UePer il capitolo protezione marina, gli impegni mirano alla protezione di ecosistemi marini e allo scambio di conoscenze tra regione atlantica e sud-est asiatico per una gestione efficace delle aree protette. Il piano DOPA, Digital Observatory for Protected Areas, punta a rafforzare l’informazione globale.

Gli ultimi impegni, dal 17 al 23, sono sulla pesca sostenibile. Ue e Indonesia hanno siglato un’intesa sul commercio di prodotti della fauna selvatica. A sostegno della gestione sostenibile delle attività ittiche è stata annunciata l’iniziativa EcoFish, sostenuta da 28 milioni di euro, per migliorare la biodiversità marina e la prevenzione di pratiche illegali e non regolamentate. Da incrementare la governance in conformità con le organizzazioni regionali di pesca. Ulteriori 4 milioni saranno destinati alla raccolta di pareti scientifici per lo studio degli ecosistemi artici, per capire la disponibilità di risorse sostenibili.

 

Raisa Ambros

Foto © Fortune; Carbon Brief; wired.com; chinadialogue.net; SBS

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