Commissione Ue: in agenda lo stato di diritto in Polonia

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La questione sarà discussa il 13 gennaio. Il commissario Oettinger non esclude «procedura per violazione dei valori europei fondamentali»

4 Gennaio 2016 | di | Europa - Politica

La Polonia si trova sotto osservazione speciale da parte dell’Ue. Questo sembra voler comunicare il presidente della Commissione Juncker con la decisione di discutere lo stato di diritto nel Paese durante la riunione dei commissari che si svolgerà il 13 gennaio.

Le elezioni polacche dello scorso ottobre hanno sancito la vittoria del partito conservatore di Beata Szydlo, contraddistinto da una spiccata tendenza euroscettica, e questo di certo ha destato motivi di preoccupazione nei vertici Ue. Tanto più che il nuovo governo non ha perso tempo nel delineare da subito la propria linea politica varando dapprima una legge sulla Corte Costituzionale che ha fatto molto discutere in patria, e rivolgendo ora la sua attenzione alla libertà di stampa.

È stata infatti approvata a fine anno una legge che dispone che spetti al governo di Varsavia il controllo delle stazioni radiotelevisive pubbliche. Secondo quanto stabilito da questa nuova norma i responsabili dei media pubblici, finora nominati attraverso concorso, ora saranno scelti direttamente dal ministro del Tesoro. In attesa delle nuove nomine, inoltre, gli attuali dirigenti dovranno agire sotto stretto controllo e previa approvazione del Governo stesso. Immediata la reazione dei direttori che hanno risposto con le dimissioni in massa. Fra le varie forme di protesta, spicca poi quella della radio pubblica polacca, che ha scelto di mandare in onda ogni ora l’inno nazionale alternato con quello europeo.

Frans Timmermans
Frans Timmermans

Le scelte del nuovo Governo, tuttavia, destano preoccupazione anche al di fuori dei confini nazionali, in particolar modo fra i vertici Ue. Frans Timmermans aveva infatti già inviato a Varsavia una lettera in seguito all’approvazione della legge sulla Corte costituzionale, alla quale ne è poi seguita un’altra in merito alla norma che interessa la gestione dei media pubblici.

Ora un nuovo segnale dalla Commissione: il dibattito sullo stato di diritto in Polonia, messo all’ordine del giorno nella riunione del 13 gennaio. Un dibattito che, come evidenziato dal portavoce Margaritis Schinas è esclusivamente «di carattere orientativo» e che, dunque, «non costituisce il primo passo per la procedura prevista fin dal marzo 2014 in caso di minacce sistematiche allo stato di diritto».

Günther Oettinger
Günther Oettinger

Da parte sua, il commissario all’Economia digitale, parlando in un’intervista dell’attuale situazione della Polonia, non si sente di escludere nulla. «Molte cose – ha dichiarato – ci spingono ad attivare il meccanismo sullo stato di diritto e a porre Varsavia sotto sorveglianza». Nel caso in cui la Polonia non volesse seguire le indicazione dell’Ue, Oettinger avanza anche la possibilità di aprire una «procedura per violazione dei valori europei fondamentali» che potrebbe portare, come estrema conseguenza, al «ritiro del diritto di voto in Consiglio europeo».

 

 

Valentina Ferraro
Foto © European Commission

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