Economia collaborativa: CdR chiede una strategia più chiara e ambiziosa

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Nella riunione odierna della commissione Politica economica del Comitato europeo delle regioni la proposta italiana dell’emiliana Brighenti

28 Settembre 2016 | di | Economia - Europa

Maggiore ambizione e regole più chiare a livello europeo sono state invocate, oggi a Bruxelles, in un progetto di parere su economia collaborativa e piattaforme online, adottato nella riunione della commissione Politica economica del Comitato europeo delle regioni (CdR).

Il progetto di parere del CdR rappresenta una risposta alle linee guida della Commissione europea contenute nella comunicazione Un’agenda europea per l’economia collaborativa, pubblicata nel giugno 2016. Tenuto conto dell’attuale giurisprudenza della Corte di giustizia europea e della continua incertezza giuridica riguardo alla nozione di “economia collaborativa”, spesso definita anche “economia della condivisione”, la relatrice del progetto di parere del CdR,

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Benedetta Brighenti

Benedetta Brighenti, Vice Sindaco del Comune di Castelnuovo Rangone (Modena, Emilia Romagna, gruppo Pse), ha affermato come si stia «progettando l’economia della condivisione di domani. Dobbiamo garantire una distinzione più chiara tra prestatori professionali, privati, con scopo di lucro e senza scopo di lucro, e definire le responsabilità sociali e occupazionali delle piattaforme, i diritti degli utenti e le soglie di accesso al mercato. Serve un quadro giuridico chiaro a livello europeo, che semplifichi la vita alle start-up, evitando la concorrenza sleale e favorendo la competitività delle imprese sulla scena mondiale».

La Brighenti ha posto l’accento sul ruolo degli Enti locali e regionali in quanto attori chiave dell’economia collaborativa. Molte iniziative di economia collaborativa hanno notevole impatto soprattutto a livello delle città e sono spesso regolamentate e talvolta tassate a livello locale e/o regionale. Per far rispettare gli obblighi e riscuotere le imposte, le autorità devono disporre di informazioni sui prestatori che operano nel settore. Esistono già esempi positivi di collaborazione tra autorità e piattaforme, come nel caso della riscossione di tasse di soggiorno. «È per questo motivo che sarebbe utile istituire un Forum delle città sull’economia collaborativa, per la condivisione di esperienze e lo scambio di buone pratiche», ha concluso la relatrice italiana.

19549571221_d4fdb55283_oPer Nicola Danti (gruppo S&D), membro del Parlamento europeo, «l’economia della condivisione rappresenta un’autentica opportunità perché l’Europa possa crescere più rapidamente, innovare ed essere più inclusiva. Tuttavia, affinché tale economia possa affermarsi garantendo condizioni eque per i lavoratori, i consumatori e gli operatori già attivi, occorrono norme equilibrate e lungimiranti. Un mercato unico dell’economia collaborativa ancora non esiste, ma dobbiamo contribuire a realizzarlo adottando un approccio comune inteso a diffondere le opportunità in tutte le regioni e le città d’Europa, in particolare nelle comunità locali dove i valori fondamentali dell’economia collaborativa possono liberare un notevole potenziale di crescita sociale ed economica».

Diversi membri del CdR hanno manifestato la volontà di appoggiare la proposta, esprimendo il loro sostegno agli obiettivi presentati dalla Brighenti. Il progetto di parere sarà discusso e adottato dal Comitato europeo delle regioni nella sessione plenaria di dicembre. Il CdR è stata la prima istituzione dell’Unione europea ad aver adottato un parere sulla dimensione locale e regionale dell’economia della condivisione già nel dicembre 2015.

 

Uuno Heikkilä

Foto © European Parliament and Committee of the Regions

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