EXCO 2019, a Roma la prima fiera sulla Cooperazione Internazionale

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La capitale diventerà un ponte di raccordo della comunità internazionale per promuovere incontri, lavoro e buone pratiche sui temi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

11 luglio 2018 | di | in evidenza - Mondo

Lunedi 2 Luglio è stata presentata a Roma, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), la conferenza stampa di EXCO 2019. La prima e unica fiera dedicata alla cooperazione internazionale, che mira a coinvolgere gli attori del settore privato come le aziende nei programmi di sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. L’evento si svolgerà nel corso di Maggio 2019 dal 15 al 17 presso Fiera di Roma. L’intero progetto è realizzato da Fiera di Roma (già nota per ospitare il Maker Faire) insieme a Sustainaway e Diplomacy (Organizzatore del Festival della Diplomazia). L’iniziativa si rivolge a tutte le aziende della formazione, ricerca scientifica, innovazione tecnologica, enti profit e no-profit volti alla progettazione di nuove iniziative e azioni di cooperazione che offrono prodotti e servizi utili a far raggiungere nei Paesi del terzo mondo uno sviluppo sostenibile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

La conferenza stampa, ha visto la partecipazione del direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo al MAECI Giorgio Marrapodi, del direttore generale della Cooperazione europea Stefano Manservisi, del direttore vicario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Leonardo Carmenati, della vicePresidente IFAD Cornelia Richter, dell’Ad Fiera di Roma Pietro Piccinetti e del segretario generale di Diplomacy Giorgio Bartolomucci.

Roma come Cuore della comunità internazionale

Bartolomucci ribadisce la crucialità di Roma come sede ideale della fiera, in quanto sul suo territorio non ci sono solo ambasciate presso lo Stato italiano, ma anche rappresentanze diplomatiche presso il Vaticano, San Marino e l’Ordine di Malta. Inoltre la presenza dei quartier generali della FAO dell’WFP e dell’IFAD, rende Roma un polo fondamentale delle Nazioni Unite dove vengono prese l’80% delle decisioni mondiali sui temi dell’agricoltura, nutrizione e sicurezza alimentare. Bartolomucci evidenzia che «Una Fiera che permetta di conoscere le innovazioni tecnologiche può aiutare i Paesi in via di sviluppo a migliorare le loro produzioni in modo sostenibile,  saltando un processo di industrializzazione costoso e poco efficiente, usando i meccanismi della digitalizzazione e delle nuove tecnologie per creare in loco un offerta di lavori sufficiente a dare risposta a moltissimi giovani negli Stati africani che hanno un livello di qualificazione universitaria alto ma non hanno lavoro ». Inoltre, osserva come anche le Pmi vorrebbero esplorare il mondo della cooperazione che permetterebbe una loro internazionalizzazione, realtà al momento a loro precluse poiché hanno bisogno di sistemi di aiuto economico in termini di “de-risking”, che consiste nell’abbassare i livelli di rischio con pacchetti finanziari garantiti dal governo e dall’Europa.

La chiave risiede nel lavorare insieme

Piccinetti sottolinea, come tutti gli attori, che siano istituzioni, privati o Ong devono agire insieme e parlarsi per cercare una strada. Con l’attuale disponibilità di fondi si possono seguire le direttive già sancite a livello internazionale per lo sviluppo sostenibile dove il privato precisa «deve avere un ruolo importante», inoltre aggiunge che il suo obiettivo rimane quello di «costruire ponti, non muri». Il programma della fiera sarà caratterizzato da seminari, workshop e dibattiti, ma l’evento intende costituire soprattutto un’opportunità di relazioni e accordi. Exco 2019 sarà il luogo per la presentazione dell’External Investment Plan della Commissione europea e per i progetti di cooperazione allo sviluppo delle Ong finalizzati all’attuazione di Agenda 2030 e ai suoi 17 SDGs.

Ruolo Dell’Unione europea

Stefano Manservisi ha definito l’iniziativa come coraggiosa e di rilievo internazionale, confermando il patrocinio dell’Unione europea. Manservisi si focalizza sull’Agenda 2030 affermando che «ha dato il via a un processo di cambiamento del modello di sviluppo del pianeta, concepire un profitto sostenibile richiede un modo differente di fare, ma produce comunque profitto». Quindi una nuova politica di sviluppo che sottolinea «non si fonda solo sulla redistribuzione di fondi pubblici, ma che prevede l’interesse e il coinvolgimento come protagonista di capitale privato sotto forma di investimenti».

La Commissione europea ha istituito nel 2017 il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), strumento di attuazione del Piano europeo per gli investimenti privati in Paesi fuori dall’Unione europea (EIP), in particolare nei Paesi africani e in quelli confinanti con l’Ue. A partire da 3,35 miliardi di euro, già stanziati, il Fondo intende mobilitare investimenti privati fino a 44 miliardi di euro, in questo modo concretizzando un piano di interventi che consegua quanto indicato da Agenda 2030 e dagli SDGs.

La cooperazione Internazionale

Marrapodi sulla stessa linea di Manservisi, ricorda che è la stessa legge 125/2014 che ha riformato la cooperazione internazionale a prevedere e sostenere il ruolo del privato. Inoltre egli dichiara che «appare importante per il mondo dell’impresa italiana attuare un cambio di paradigma, che veda il settore privato giocare un ruolo primario nella cooperazione internazionale, come volano di opportunità di sviluppo economico per imprese interessate ad investire in contesti difficili seguendo un approccio inclusivo e sostenibile». Marrapodi vede inoltre in modo favorevole anche ad un eventuale ruolo di Cassa depositi e prestiti come facilitatore per le imprese che investono in zone difficili.

Cornelia Richter, ringrazia l’Italia per questa iniziativa che arriva in modo tempestivo e spiega che tutto il processo lungo la filiera alimentare mondiale coinvolge il settore privato. «I piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo forniscono, pur tra mille difficoltà, l’80% del cibo». Per raggiungere gli SDGs dell’ONU, tra i quali lo sradicamento della fame dal mondo nel 2030 (Zero Hunger), Richter sente forte la necessità di nuove partnership tra agenti pubblici e privati che diano ai piccoli agricoltori opportunità di accesso a finanziamenti, mercati e nuove tecnologie. La priorità per lei rimane quella di adottare un approccio olistico, al fine di promuovere opportunità lavorative in Africa e un pieno sviluppo sostenibile. Conclude dicendo «L’obiettivo è creare posti di lavoro per 1,2 miliardi di giovani nel mondo e sostenere l’economia rurale affinché giovani donne e uomini possano avere nel proprio Paese opportunità di vita migliore e non siano più costretti ad emigrare».

EXCO 2019 si concentrerà principalmente su due tematiche: la creazione di nuovi posti di lavoro nei Paesi in via di sviluppo, per stimolare le loro economie e dare impulso alla crescita locale, e l’innovazione tecnologica per combattere le sfide globali che tutti i Paesi devono intraprendere a prescindere dal loro livello di sviluppo.

 

 

 

James Sekitoleko

Foto © James Sekitoleko

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