Francia, libertà di stampa sotto minaccia governativa?

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I servizi segreti starebbero effettuando interrogatori nei confronti di alcuni reporter investigativi: «Da quando c’è Macron il clima è peggiorato»

27 Giugno 2019 | di | Attualità - in evidenza

C’è una certa preoccupazione tra i media francesi per le intromissioni dei servizi segreti nel loro lavoro. Negli ultimi tre mesi sono già otto i giornalisti autori di denunce sul ruolo di Parigi nella guerra in Yemen, come pure ad aver scritto del caso-Benalla (il misterioso consigliere di Emmanuel Macron il cui ruolo all’Eliseo non è del tutto limpido), ad essere stati interrogati da uomini dell’intelligence con l’accusa di aver diffuso segreti di Stato. Tra di essi, perfino il direttore manageriale dell’autorevole quotidiano Le Monde.

L’ultimo è stato Mathias Destal, reporter investigativo del sito Disclose, che in un video ha mostrato un tank di produzione francese impegnato nel Paese arabo, dilaniato da anni di guerra civile (foto a lato). Destal aveva accusato sia la compagnia nazionale francese Nexter di aver venduto armi all’Arabia Saudita (che le avrebbe poi usate contro i civili) sia il governo di essere stato al corrente di ciò. Il giornalista ha denunciato di essere stato avvicinato da personale dei servizi, che l’avrebbe sottoposto ad un interrogatorio assieme ad altri due colleghi, con l’accusa di divulgazione di materiale classificato” e rivelazione di segreti di Stato. Ora rischia cinque anni di carcere, e una sanzione fino a 75mila euro.

Per Reporters sans Frontières si tratta di un attacco al giornalismo investigativo, che tenta di intimidire sia le fonti che i giornalisti stessi. Secondo Jean-Marie Charon, ricercatore della Scuola di Alti Studi nelle Scienze Sociali ed esperto di media, sulla libertà di stampa la Francia sta regredendo: «non che in passato i governi avessero buoni rapporti con i giornali, ma Macron si sta dimostrando peggiore di chi l’ha preceduto». Charon ritiene infatti che l’Eliseo stia usando la minaccia di violazione di “segreto di stato” solo per salvarsi la faccia dinanzi agli scandali.

 

Alessandro Ronga
Foto © Tupin-Noriega, Disclose

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