Guardie Svizzere, fede e dedizione nella tradizione

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“Acriter et fideliter” (con coraggio e fedeltà) è il motto dell’esercito più piccolo nel mondo, al servizio di Papa Francesco. Come ogni hanno le nuove leve hanno giurato in Vaticano

6 Maggio 2019 | di | Cultura - Eventi - in evidenza - Religione

Le Guardie Svizzere sono a tutti gli effetti un Corpo militare a tutela del Papa, sia all’interno dello Stato del Vaticano, che nei suoi spostamenti e viaggi nel mondo. Istituite ufficialmente il 22 gennaio del 1506 per volere di Papa Giulio II, quando 150 militari provenienti dal Canton “Uri” presero servizio sotto il comando del mitico Capitano Kaspar Von Silenen (che morì poi a Rimini nel 1517, combattendo nell’Esercito papale contro legioni mercenarie  al servizio di Germania e Spagna).

          Il Comandante Christoph Graf

Ogni anno le nuove reclute prestano giuramento il 6 maggio, in ricorrenza dell’estremo sacrificio per centoquarantasette di loro, avvenuto nel 1547, contrastando  l’assalto dei militari di Carlo V durante il Sacco di Roma, permettendo a Papa Clemente VII di avere salva la vita ripaparando in Castel Sant’Angelo, scortato da altre quarantadue Gardie Svizzere.

          Il Maggiore Martin Kurmann riceve giornalisti e fotografi

Per i soldati del Pontefice, la cerimonia è iniziata di prima mattina, presso la Basilica di San Pietro, con una messa celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica e vicario di Sua Santità per lo Stato Città del Vaticano, dove ha cantato il celebre Coro ticinese “Cantori della Turrita”, arrivato dalla città di Bellinzona.

 

Dalle cinque della sera, nel Cortile di San Damaso, schierati dal Maggiore Martin Kurmann, al cospetto del loro Comandante Christoph Graf, le nuove guardie hanno prestato solenne giuramento davanti all’assessore della segreteria di Stato, Mons. Paolo Borgia, e il prefetto della Casa Pontificia, Mons. Georg Gänswein, assieme a numerosi ospiti.

          Mons. Georg Gänswein accoglie personalità e famigliari delle Guardie

A ogni giuramento viene invitato ufficialmente un Cantone svizzero, quest’anno è stato il Ticino. Presenti il consigliere federale Ignazio Cassis, la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio, il presidente del Consiglio degli Stati Jean-René Fournier . Sono intervenuti molti parlamentari federali, cantonali e l’ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Denis Knobel. Per la Chiesa svizzera, il presidente della Conferenza dei vescovi, Mons. Félix Gmür, il vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzieri con il vescovo emerito Mons. Pier Giacomo Grampa.

Presente il capo dell’Esercito svizzero, il comandante di Corpo Philippe Rebord, accompagnato da numerosi ufficiali.
Non potevano mancare i carabinieri con il comandante delle Scuole dell’Arma, generale di divisione Ciro D’Angelo e il comandante provinciale di Roma, generale Francesco Gargaro, assieme a diverse illustri rappresentanze delle Forze Armate italiane ed europee.

          Guardie d’Onore di Lugano

Dei ventitré che hanno prestato giuramento oggi, cinque lo hanno fatto in ligua italiana: i tre ticinesi Robi Curkovic, Alain Gianoni e Nicola Crivelli con il grigionese Samuele Menghini e lo svizzero normanno di origine italiana Antonio Maria.

Il cappellano delle Guardie don Thomas Widmer ha pronunciato per intero il solenne giuramento nelle quattro lingue ufficiali elvetiche: tedesco, francese, italiano e romancio (lingua romanza affine al ladino e al friulano, parlati in Italia)

«Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice Francesco e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano».

Poi ognuno, chiamato a turno a dichiarato nella sua lingua d’origine:

«Io, alabardiere […] giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio e i nostri Santi Patroni mi assistano».

I loro Santi Patroni sono:  S. Martino (ricordato l’11 novembre), S. Sebastiano (20 gennaio) e il Patrono della Svizzera, S. Niklaus von Flüe, che fu ufficiale dell’Esercito confederato, Defensor Pacis et pater patriae(25 settembre).

          Le guardie escono dopo aver giurato

Dopo la cerimonia, per le nuove Guardie, i parenti e alcuni ospiti la serata è proseguita con un rinfresco allestito nell’atrio dell’Aula Paolo VI

Per essere arruolati sono imprescindibili alcuni requisiti:

          Quasi pronti…

sono ammessi solo uomini celibi tra i 18 e 30 anni di altezza non inferiore ai 174 centimetri,

   Vestizione in Armeria

di cittadinanza svizzera e comprovata fede cattolica, che abbiano svolto il servizio militare nell’Esercito Svizzero (e aver ottenuto un certificato di buona condotta),

          Si indossano le armature…

che abbiano anche conseguito un certificato di capacità professionale o una maturità medio-superiore.

          Giuramento

 

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